Dalla tutela delle zone umide riconosciute dalla Convenzione di Ramsar alle nuove minacce invasive nella laguna di Venezia, fino ai sessant’anni del Wwf Italia e alla Giornata nazionale contro lo spreco alimentare: quattro temi che raccontano le sfide ambientali del Paese
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Le notizie del #TgAmbiente 3 febbraio 2026
Nel TgAmbiente del 3 febbraio 2026, pubblicato ogni settimana, sul nostro magazine online e sul nostro canale Youtube, l’informazione ambientale di qualità.
Italia protagonista nella tutela delle zone umide
Il 2 febbraio rappresenta una data simbolica per la politica ambientale italiana. Alla Giornata mondiale delle zone umide si è infatti affiancata la ricorrenza dei cinquant’anni dalla ratifica della Convenzione di Ramsar, avvenuta nel 1976, che ha sancito l’impegno del Paese nella protezione di ecosistemi considerati strategici per la biodiversità globale.
Con 63 siti distribuiti in 15 regioni e una superficie complessiva che supera gli 81.000 ettari, l’Italia si colloca al quarto posto in Europa, a pari merito con la Norvegia, per numero di aree umide di importanza internazionale riconosciute. La Toscana emerge come regione più rappresentata, con 11 siti inseriti nella lista Ramsar.
Le zone umide costituiscono ambienti ad altissima complessità ecologica, in grado di fornire servizi ecosistemici essenziali, dalla regolazione idrologica alla conservazione della biodiversità.
Proprio per questa ragione, secondo Legambiente, la loro tutela richiede politiche più incisive e interventi strutturali capaci di contrastare consumo di suolo, inquinamento e perdita di habitat.
La laguna di Venezia minacciata dalla “noce di mare”
Accanto a criticità ormai note, come la diffusione del granchio blu, nuovi fattori di rischio stanno emergendo per gli ecosistemi marini italiani. Tra questi, la presenza della Mnemiopsis leidyi, comunemente nota come “noce di mare“, specie aliena inserita tra le cento più invasive e dannose a livello globale.
Uno studio condotto dall’Università di Padova in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale ha analizzato per la prima volta in modo integrato, sul campo e in laboratorio, la presenza della specie nella laguna di Venezia.
I risultati evidenziano un potenziale impatto ecologico significativo, legato all’elevata capacità di adattamento dell’organismo e al contesto climatico in rapido mutamento, che ne può favorire la proliferazione a scapito delle specie autoctone.
La laguna veneziana, già sottoposta a forti pressioni antropiche e ambientali, si conferma così un laboratorio critico per osservare gli effetti combinati di cambiamenti climatici e introduzione di specie invasive, con possibili ricadute anche sulle attività di pesca e sull’equilibrio complessivo dell’ecosistema.
Wwf festeggia 60 anni per la natura
Il 2026 segnerà un passaggio rilevante per il movimento ambientalista italiano. Il Wwf Italia celebrerà infatti sessant’anni dalla sua fondazione, avvenuta il 5 luglio 1966 per iniziativa di Fulco Pratesi e di un gruppo ristretto di promotori che, in un contesto storico poco sensibile ai temi ambientali, scelsero di difendere la natura come bene comune.
In un’epoca in cui il concetto stesso di biodiversità era marginale nel dibattito pubblico, l’associazione ha contribuito a costruire una nuova cultura ambientale, fondata sull’integrazione tra ricerca scientifica, impegno civile e partecipazione diffusa.
Questo percorso si è tradotto, nel tempo, nella creazione di un sistema articolato di oasi e aree protette distribuite lungo l’intero territorio nazionale. Oggi la rete del Wwf supera le cento aree tutelate, comprendendo zone umide, boschi planiziali, ambienti costieri e montani, per oltre 27.000 ettari complessivi.
Spazi che svolgono una funzione multipla: conservazione della biodiversità, educazione ambientale e supporto alla ricerca scientifica.
Il 5 febbraio la giornata contro lo spreco alimentare
La prevenzione dello spreco alimentare resta uno dei nodi centrali della transizione verso modelli di sviluppo più sostenibili. La tredicesima edizione della Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare, in programma il 5 febbraio, nasce con l’obiettivo dichiarato di promuovere un cambiamento strutturale e duraturo nei comportamenti individuali e collettivi.
L’iniziativa, avviata nel 2014 nell’ambito della campagna Spreco Zero e sostenuta dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, si inserisce nel quadro degli obiettivi dell’Agenda 2030, che fissano al 50% la riduzione dello spreco alimentare entro la fine del decennio.
Secondo le elaborazioni dell’Osservatorio Waste Watcher International, per centrare il target sarebbe necessario scendere a uno spreco pro capite di circa 370 grammi settimanali, dimezzando i livelli registrati all’avvio del percorso.
La ricorrenza annuale rappresenta quindi uno strumento di monitoraggio, ma anche un’occasione per interrogarsi sulla sostenibilità complessiva dell’attuale modello di sviluppo, sempre più distante dagli equilibri ecologici necessari ad abitare il pianeta nel lungo periodo.











