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Tariffe Ev in Italia: fino al 230% di scarto tra operatori. Il monitoraggio mensile che orienta i consumatori

ricarica auto elettrica
Immagine da Depositphotos

L’Osservatorio prezzi delle tariffe di ricarica della mobilità elettrica, nato dalla collaborazione tra Adiconsum e TariffEv, è stato citato come modello di riferimento per la trasparenza tariffaria nella ricarica pubblica che, in Italia, conta oggi oltre 78mila punti di ricarica e presenta uno spread di prezzo che in alcune categorie supera il 230%

Lo studio Pricing of E-Charging for Electric Cars and Onshore Power Supply in Ports, commissionato dalla Commissione europea alla commissione Tran e condotto da Fier Sustainable Mobility & Sustainable Ships, mappa le migliori pratiche a livello continentale per una transizione ecologica a misura di consumatore.

Il documento cita anche l’Osservatorio Adiconsum-TariffEv come “ottimo esempio di chiara comparazione dei prezzi” perché è uno strumento di trasparenza che pubblica dati comparabili, aggiornati e accessibili a tutti.

Adiconsum e TariffEv: come funziona l’Osservatorio

Adiconsum è un’associazione di difesa dei consumatori attiva dal 1987 che da oltre dieci anni dedica un’area specifica alla mobilità sostenibile, con l’obiettivo di informare correttamente chi già guida un’auto elettrica e chi ne valuta l’acquisto.

TariffEv è un portale di comparazione con un’app che fornisce, in tempo reale, la posizione delle colonnine e la tariffa più conveniente disponibile.

Dalla messa in comune delle reciproche competenze, è nato l’Osservatorio: una pubblicazione mensile che confronta le tariffe di ricarica pubblica dei principali operatori italiani e stranieri attivi sul territorio nazionale.

Ogni mese vengono pubblicate tre tabelle distinte, ciascuna dedicata a una modalità di ricarica: lenta in corrente alternata (Ac, fino a 22 kW), veloce in corrente continua (Dc, da 50 a 150 kW) e ultra rapida ad alta potenza (Hpc, oltre 150 kW).

Per ogni categoria vengono indicati i prezzi praticati dai Charging Point Operator, gli operatori delle infrastrutture, e dagli E-Mobility Service Provider, i fornitori del servizio al consumatore finale), inclusi gli operatori in roaming.

L’Osservatorio avverte che la complessità del mercato – con operatori che entrano e escono, promozioni temporanee e tariffe in roaming che variano – richiede attenzione continua da parte del consumatore.

Maggio 2026: le tabelle dell’Osservatorio prezzi delle tariffe di ricarica

Ecco i dati aggiornati a maggio 2026 dell’Osservatorio che ha elaborato un prezzo medio per le 3 categorie Ac, Dc e Hpc prendendo in esame i prezzi medi proposti nelle tabelle e le migliori 3 tariffe per ogni categoria.

Il Prezzo Unico Nazionale (Pun) – prezzo di riferimento all’ingrosso dell’energia elettrica in Italia – rilvato a maggio è stato di 0,119€/kWh, senza incrementi rispetto al mese precedente.

Prezzo medio ricarica rilevato

  • Ac: 0,63 €/kWh
  • Dc: 0,75 €/kWh
  • Hpc: 0,75 €/kWh

Prezzo medio minimo e massimo rilevato

  • Ac: min. 0,53 €/kWh – max 0,83 €/kWh
  • Dc: min. 0,62 €/kWh – max 0,81 €/kWh
  • Hpc: min. 0,54 €/kWh – max 0,90 €/kWh

Prezzo medio migliori tariffe rilevato

  • Ac: 0,46 €/kWh
  • Dc: 0,56 €/kWh
  • Hpc: 0,58 €/kWh

Numero dei punti di ricarica e delle infrastrutture

I dati si basano sull’ultimo monitoraggio effettuato a marzo 2026 da Motus-E.

  • totale punti di ricarica installati in Italia: 78.253
  • potenza inferiore a 50 kW: 55.902
  • potenza tra 50 e 149 kW: 15.408
  • potenza maggiore di 150 kW: 6.943
  • totale punti in autostrada in Italia: 1.461 (il 50% delle aree di servizio autostradali è dotato di ricariche elettriche)

I dati approfonditi e aggiornati ogni mese, sono consultabili gratuitamente sul sito web dell’Osservatorio prezzi delle tariffe di ricarica. Qui le tabelle del mese di maggio 2026.

Crediti immagine: Depositphotos

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