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ENEA studia l’atmosfera dal super sito di Lampedusa

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Foto di anncapictures da Pixabay

È stato presentato nei giorni scorsi a Lampedusa un progetto internazionale per lo studio dell’atmosfera del bacino del Mediterraneo, che prevede una campagna di misure per valutare lo stato presente e futuro dell’atmosfera di quest’area geografica, che ha una forte componente antropizzata ed è particolarmente sensibile ai cambiamenti climatici.

Per la campagna di misure del progetto, denominato ChArMEx (Chemistry and Aerosol Mediterranean Experiment), l’Osservatorio Climatico dell’ENEA, presente sull’isola di Lampedusa dal 1997, costituisce un Super Sito per la sua collocazione strategica in uno dei siti più meridionali d’Europa, e riveste un ruolo chiave anche per le competenze sviluppate dall’ENEA nell’ambito di programmi internazionali sul clima e alla sua partecipazione alle reti di misura globali.

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Il progetto, nato da un’iniziativa francese, coinvolge gruppi di ricerca di tutta Europa; infatti, a Lampedusa collaborano con l’ENEA numerosi Istituti di ricerca internazionali e, in particolare, per la Francia LISA, LOA, LSCE, IRCELYON; per la Spagna Università di Valencia; per la Germania KIT; per la Svizzera PMOD e per l’Italia l’Università di Roma, di Firenze, di Genova e l’INFN.

Dopo la prima di campagna di misure intensive, che è già in corso e durerà un mese circa, seguiranno delle fasi di osservazione per un periodo di due anni per studiare la variabilità giornaliera/stagionale, e misure di lungo periodo per la valutazione delle variazioni climatiche in atto nel Mediterraneo.

La campagna di misure in corso è basata sull’integrazione di osservazioni da terra, su pallone, su aereo, e da satellite. Misure continuative vengono effettuate a terra da Lampedusa e da altri siti del Mediterraneo. Aerei di ricerca, come l’ATR42 francese, di base a Cagliari, effettueranno voli nei cieli di Lampedusa e in altre parti del Mediterraneo.

Per questa campagna, l’ENEA ha anche attrezzato un secondo sito di misura presso il Centro dell’Istituto per l’Ambiente Marino Costiero del CNR di Capo Granitola (Trapani) sulla costa meridionale della Sicilia, circa 100 chilometri a nord di Lampedusa, con cui opera in collegamento.

Tra gli obiettivi della campagna vi è lo studio del trasporto di inquinanti di origine antropica, gas e particolato, e vista la vicinanza con l’Africa, delle polveri desertiche, nonché la caratterizzazione delle loro proprietà chimiche, fisiche e ottiche, sia in superficie che in quota. Particolare attenzione sarà rivolta all’inquinamento prodotto dal traffico navale, molto intenso nel Canale di Sicilia.

L’insieme delle misure acquisite durante la campagna permetterà di studiare l’influenza esercitata dal particolato sul bilancio energetico in superficie ed in atmosfera.

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