
Un valore economico ottenuto in cambio di un modesto investimento pari a 100.000 euro da parte del Fondo Sociale Europeo (FSE). Tutti i risultati di Regiograno raccolti dal 2013 al 2014 sono stati presentati il 26 marzo al TIS innovation park.
Il Centro di Sperimentazione Agraria e Forestale Laimburg ha analizzato e scelto i migliori tipi di farro e segale adatti ai territori di coltivazione altoatesini, risposto alle domande sulla coltivazione da parte delle coltivatrici e dei coltivatori di grano e cercato di aumentare le possibilità di coltivazione di frumento e orzo.
“I nostri calcoli sulla redditività hanno potuto determinare con precisione i prezzi del grano per i produttori. È la buona qualità del prodotto che ha potuto garantire il positivo andamento delle vendite di grano e paglia” spiega Michael Oberhuber, direttore di Laimburg.
Con il coordinamento dell’Unione Agricoltori e Coltivatori diretti Sudtirolesi e con la collaborazione di più di 50 contadini, si è riusciti ad aumentare di un terzo il terreno per la coltivazione del grano e ad arricchire la molteplicità del paesaggio altoatesino.
Da giugno 2013 a marzo 2014 sono stati messi a disposizione i 100.000 euro del progetto Regiograno per la coordinazione di progetto, per l’organizzazione di workshop e per il rafforzamento della rete tra agricoltori, panifici e trasformatori del grano.
Il TIS innovation park e i partner di progetto Unione Agricoltori e Coltivatori diretti Sudtirolesi, Laimburg, EOS e Unione commercio servizi dell’Alto Adige hanno insistito affinché i fondi del progetto non influenzassero il prezzo finale del grano. Solo così, infatti, si è potuto garantire il proseguimento della coltivazione del grano anche dopo la fine del progetto.
“Obiettivo del progetto Regiograno era piuttosto quello di testare l’efficienza economica della coltivazione e della lavorazione di grano in condizioni di concorrenza, che si è effettivamente verificata: il seme quindi ha germogliato in tutti i sensi” afferma Bettina Schmidt.
Sin dall’inizio progetto il mulino meranese si è occupato dell’importante compito del controllo di qualità, delle garanzie contrattuali dei prezzi e dei termini di pagamento, della trasformazione e confezionamento del farro e della segale. 40 panettieri hanno assicurato, già un anno prima del raccolto e secondo delle condizioni concordate, che avrebbero comprato il grano per farci del pane.
Tutti gli attori coinvolti, dal coltivatore al mulino, arrivando fino ai panettieri, si sono sottoposti a un aggiuntivo controllo esterno e indipendente, in modo da dare al cliente finale ancora più certezza sulla provenienza regionale del grano utilizzato per il pane Regiograno.
Nella fase della vendita era fondamentale che il personale conoscesse i vantaggi del nuovo prodotto e che lo consigliasse con entusiasmo.
Proprio per questo motivo sono stati organizzati dei workshop per il personale addetto alle vendite e anche l’arredamento dello spazio per la vendita all’interno dei panifici è stato discusso nei workshop organizzati durante il progetto. L’Organizzazione Export Alto Adige ha invece organizzato delle degustazioni professionali di pane, che hanno confermato ulteriormente l’alta qualità del pane altoatesino con grano regionale.
Le aziende Pastalpina di Lana e Strauss di Appiano si sono lasciate ispirare da Regiograno. Al posto del solo pane, dal 2013 in Alto Adige vengono prodotti anche pasta integrale e Regio-Schlutzen. Il primo ad aver messo sul mercato i Lebkuchen Regiograno e i Grissini Regiograno è stato il panificatore Ultner Brot.
“Questo accade perché le imprese del settore alimentare riconoscono che, attraverso Regiograno, offrono prodotti unici a base di grano regionale che gode di molta fiducia da parte del cliente” afferma Bettina Schmid del TIS innovation park “Proprio ora che la globalizzazione ha portato il mondo alimentare a essere sempre più anonimo, gli ingredienti arrivano da Paesi distanti e anche la lavorazione avviene lontano da noi, i prodotti regionali autentici con una storia alle spalle stanno risvegliando nuovamente l’interesse dei consumatori”.
L’ultima importante fase del progetto Regiograno consiste nella sensibilizzazione della gastronomia altoatesina. Inoltre è stato organizzato un concorso di ricette con gli studenti della scuola provinciale alberghiera Kaiserhof, per creare nuove pietanze a base di grano regionale. Nel frattempo è stata creata una collezione di ricette con le nove dolci tentazioni e dettagli piccanti del concorso Regiograno.
“Il grano invernale è stato ormai sparso su più di 80 ettari di terreno coltivabile. Con le condizioni atmosferiche favorevoli ci aspettiamo anche quest’anno un raccolto di successo come nel 2013. Tutti i principali partner coinvolti di Regiograno hanno creato un gruppo di lavoro che si incontrerà anche in futuro minimo due volte l’anno, per rafforzare il networking” riassume Bettina Schmid del TIS “Il progetto ha dato la prova che i consumatori sono interessati al pane di grano regionale e che la produzione di farro e segale ha senso anche a livello economico”.
Il progetto Regiograno, cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo FSE, finisce a marzo 2014, ma le coltivazioni di grano regionale e la loro trasformazione proseguono. Per i partner del progetto rimane la certezza che è valsa la pena rilanciare un circuito economico dell’Alto Adige di grande tradizione.












