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Tintarella sostenibile: ecco la crema solare amica della pelle e del mare

pubblicato il: - ultima modifica: 9 Agosto 2020
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creme solariÈ sempre maggiore la richiesta di protezioni solari senza ingredienti dannosi per la pelle e la sensibilità all’impatto che le creme abbronzanti possono avere sull’ambiente. I filtri solari chimici, infatti, oltre a surriscaldare l’epidermide, sono altamente tossici anche per gli organismi acquatici.

In difesa della pelle e del mare, arrivano le nuove creme solari Anthyllis, che oltre alla certificazione EcoBioCosmesi ICEA, sono state sottoposte a studi avanzati di ecocompatibilità, che ne hanno dimostrato l’assenza di effetti negativi sugli organismi marini.

Secondo la Guida ai solari 2014, pubblicata dall’ente no profit Environmental Working Group (EWG), il 66% circa dei prodotti solari presenti sul mercato americano contengono sostanze chimiche nocive che possono causare patologie della pelle anche gravi.

Anche per questo è sempre più pressante la richiesta di abbronzanti non dannosi per l’uomo, ed è in aumento anche il numero di chi si interroga sull’impatto che le creme solari spalmate sul corpo di milioni di bagnanti hanno sull’ecosistema marino.

I filtri solari chimici normalmente utilizzati nelle creme solari di largo consumo, oltre al surriscaldamento dell’epidermide, sono infatti altamente tossici per gli organismi acquatici, e una volta a contatto con il mare tendono a disperdersi in acqua. Per venire incontro alle necessità di un numero sempre maggiore di turisti ecosensibili, arrivano le nuove protezioni Anthyllis, studiate da Pierpaoli, tra i gruppi di riferimento per la cosmesi e detergenza eco-biologica, e distribuite da Greenproject Italia.

Oltre alla certificazione EcoBioCosmesi ICEA, le creme solari Anthyllis contengono esclusivamente filtri minerali e vegetali, come l’ossido di zinco o il biossido di titanio di ultima generazione e l’estratto e olio di Karanja, e sono state sottoposte a studi avanzati di compatibilità con l’ambiente marino.

Grazie al protocollo EcolCare, messo a punto e condotto da Ecoreach, spin-off di biologi marini dell’Università Politecnica delle Marche, è stato certificato il massimo livello di eco-compatibilità delle creme Anthyllis, che non determinano effetti negativi sugli organismi marini. Il protocollo si basa sulla validazione statistica degli eventuali effetti del prodotto testato in concentrazioni standard (stimate a partire dalla quantità di rilascio del prodotto in mare). Tutto ciò, in linea con l’adesione della linea allo standard internazionale Stop ai test su Animali, promosso dalla LAV.

“Le creme Anthyllis rappresentano una nuova frontiera dei prodotti cosmetici eco-biologici” ha spiegato Giancarlo Pettarini, responsabile di Greenproject Italia “Per la prima volta un produttore di cosmetici ha pensato a una soluzione che sia delicata con la pelle senza conseguenze sull’ambiente marino, già messo a dura prova in estate dalla presenza umana”.

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