Raccogliamo la lettera aperta di Ermete Realacci, presidente della VIII Commissione permanente Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati, relativamente al Decreto Sblocca-Italia che sta per vedere la luce definitiva alla Camera in questi giorni, pubblicata da Europa Quotidiano.
Quale idea di paese proporrà il governo Renzi nello Sblocca-Italia di venerdì? A partire dalla certezza che non usciremo dalla crisi come ci siamo entrati, che non sarà la politica economica dell’Adda passà ‘a nuttata, per dirla con il grande Eduardo, a rilanciare l’Italia.
Serve un’idea di futuro, una missione condivisa capace di mobilitare i talenti dell’Italia che c’è, per cogliere le sfide e le opportunità che abbiamo davanti. Per questo il decreto Sblocca-Italia domani al varo del consiglio dei ministri deve avere un’anima e non essere un insieme disomogeneo di norme non in grado di parlare agli italiani come è in parte stato il dl Competitività, come ha più volte detto il presidente del consiglio.
Non serve riprodurre ricette del passato, come lunghi elenchi di grandi opere di dubbia finanziabilità e talvolta di dubbia utilità, vedi la Orte-Mestre. Anche se vanno ovviamente avviate quelle che servono al futuro come la Napoli-Bari.
La risposta alla crisi dell’Italia di Renzi deve essere concreta e al tempo stesso ambiziosa. Bisogna puntare su un’Italia che fa l’Italia: sull’innovazione, sulla qualità, sul made in Italy, sulla green economy.
Per rilanciare poi l’economia interna, oltre a una maggiore equità come si è cominciato a fare con l’operazione degli 80 euro, è utile partire dal pieno e immediato impiego delle risorse già disponibili e dai fondi comunitari per avviare un vasto piano di piccole opere legate alla manutenzione e alla messa in sicurezza del territorio e alla depurazione delle acque.
Temi su cui sta lavorando l’unità di missione coordinata da Erasmo D’Angelis. Un ruolo centrale deve poi svolgere il rilancio di un’edilizia legata alla qualità, al risparmio energetico, alla sicurezza antisismica.
A partire dal rafforzamento dell’ecobonus e dalla sua estensione ai campi e alle categorie che ora ne sono esclusi: come ha ricordato Renzi il credito d’imposta e l’ecobonus sono finora state le più importanti ed efficaci misure anticicliche. Secondo le stime di Cresme e Servizio studi della Camera nel 2013 hanno prodotto 28 miliardi di investimenti, qualificando il sistema imprenditoriale del settore, riducendo i consumi energetici, l’inquinamento e le bollette delle famiglie e garantendo tra diretto e indotto 340.000 posti di lavoro.
L’ecobonus va stabilizzato e potenziato, mantenendo una differenza di almeno il 15% rispetto agli incentivi generici, ed estendendolo agli interventi di messa in sicurezza anti-simica e alle bonifiche dell’amianto, così come alla riqualificazione energetica di interi edifici, all’edilizia sociale, alle strutture ricettive, alle imprese.
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