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Energia pulita per il futuro, il Centro per l’idrogeno di Bolzano Sud

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centro per l'idrogeno bolzano sudPassare dalle fonti energetiche fossili a quelle rinnovabili e abbattere le emissioni di CO2: questi gli obiettivi principali del pacchetto clima della Provincia di Bolzano.

Un concreto e importante contributo, da questo punto di vista, può arrivare dal Centro per l’idrogeno di Bolzano Sud, visitato nei giorni scorsi dall’assessore provinciale Richard Theiner.

Entrato in funzione il 5 giugno scorso, il Centro per l’idrogeno di Bolzano Sud inquadra la sua attività all’interno della cornice istituzionale rappresentata dal pacchetto clima della Provincia.

Elaborare, dunque, modalità innovative per produrre energia pulita e rendere l’Alto Adige il più possibile autosufficiente.

“Il bisogno di energia è in costante crescita” ha commentato l’assessore Richard Theiner durante la visita all’impianto “così come il suo costo, e alla luce del cambiamento climatico che sta caratterizzando questo periodo è fondamentale essere in grado di offrire alla popolazione alternative concrete all’energia fossile”.

E il primo passo in avanti, da questo punto di vista, in Provincia di Bolzano è già stato compiuto con la nascita di un vero e proprio centro di competenza dotato di un impianto per la produzione di idrogeno. L’Alto Adige, dunque, nella cosiddetta tecnologia-H2 svolge un ruolo d’avanguardia a livello nazionale ed europeo, con un’attenzione particolare a una mobilità sostenibile e a impatto zero.

“I cinque autobus ad idrogeno che circolano nella città di Bolzano” ha sottolineato il presidente del Centro per l’idrogeno, Walter Huber “vengono apprezzati da chi li guida, dai passeggeri e dagli altri utenti della strada in quanto non producono né rumore, né emissioni. E stiamo avendo riscontri positivi anche dalla possibilità di utilizzare auto alimentate a idrogeno da parte delle aziende locali”.

Per sviluppare ulteriormente questo autentico fiore all’occhiello del territorio altoatesino, l’IIT (Istituto per le innovazioni tecnologiche) punta molto anche sulle opportunità di finanziamento offerte dalla UE, come per esempio il progetto HyFIVE. Si tratta del più grande programma sull’idrogeno degli ultimi anni a livello europeo, e coinvolge centri di ricerca e produzione situati a Londra, Copenhaghen, nella Germania del Sud, a Innsbruck e, appunto, a Bolzano.

“L’IIT” ha aggiunto Huber “è stato creato nel 2006 dalla Provincia con un capitale di 2,7 milioni di euro, ma nel frattempo ha convogliato sul territorio circa 11 milioni di euro di fondi UE, creando un importante valore aggiunto per l’economia locale”.

Durante il colloquio con l’assessore all’ambiente e all’energia Richard Theiner, il direttore dell’IIT, Thomas Klauser, ha inoltre ribadito l’importanza anche formativa di avere un centro di competenza per l’idrogeno che sappia trasferire saperi, conoscenze e tecnologia.

“Ci contattano diverse scuole” ha spiegato Klauser “e già oggi possiamo offrire otto posti di lavoro altamente qualificati grazie alla presenza di importanti aziende altoatesine che operano nel settore dell’idrogeno”.

Al termine della visita al Centro per l’idrogeno di Bolzano Sud, inoltre, è stato sottolineato come l‘idrogeno possa contribuire a una più efficiente organizzazione della produzione energetica in Alto Adige.

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