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Il Parco del Mincio ottiene i finanziamenti per due progetti

pubblicato il: - ultima modifica: 6 Agosto 2020
parco del mincio

parco del mincioL’Assessorato alla Cultura della Regione Lombardia ha ammesso a finanziamento il progetto Le palafitte delle colline moreniche: percorso emozionale di valorizzazione dei siti UNESCO coordinato dal Parco del Mincio come ente capofila ma composto da un network istituzionale che vede protagonisti il Comune di Cavriana, il Comune di Monzambano e il Museo Archeologico dell’Alto Mantovano.

L’intera progettazione ruota intorno alla valorizzazione e alla promozione del patrimonio archeologico e della sua contestualizzazione paesaggistica restituito dai siti palafitticoli UNESCO di Castellaro Lagusello e di Bande di Cavriana.

Il finanziamento ottenuto ammonta a 198mila euro spiega il Presidente del Parco del Mincio Maurizio Pellizzer, con i quali si realizzerà a Castellaro Lagusello, a cura del comune di Monzambano, la riqualificazione dell’itinerario storico naturalistico di collegamento tra l’area parcheggio che è a ridosso del lato ovest del centro storico e l’area destinata alla fruizione del sito di interesse archeologico e naturalistico, vicino alle vestigia palafitticole e del vicino ontaneto.

Il progetto comprende anche azioni già finanziate dal Gal Colline Moreniche del Garda che hanno costituito corposo co-finanziamento al bando candidato all’assessorato regionale Cultura. La valorizzazione dei siti palafitticoli Unesco si articola anche in una serie di azioni che comprendono la realizzazione di prodotti multimediali (film, geofilm, animazioni) per il museo e per il sito di Castellaro Lagusello, la produzione di audioguide per il museo e l’installazione di un palo parlante per il borgo di Castellaro, e la redazione del volume Introduzione ai siti archeologici dell’Alto Mantovano.

Gli insediamenti palafitticoli sono fonti uniche di dati relativi alla vita quotidiana delle culture dell’Età del Bronzo insediate nelle colline moreniche: la loro permanenza in contesti sommersi e sigillati da strati di torbe consente un’ottima conservazione di vasellame, degli utensili, di armi e monili, ma soprattutto del legno delle strutture abitative e dei materiali organici come i resti di pasto, di ceste, cordami e tessuti e i reperti restituiti dagli scavi sono conservati nel Museo Archeologico dell’Alto Mantovano di Cavriana che, con risorse che in parte costituiscono co-finanziamento del progetto e con parte dei nuovi fondi assegnati, potrà fare ricorso a nuove installazioni improntate alla multimedialità, in grado di attivare un ricordo emozionale del contesto ambientale e paesaggistico in cui sono stati effettuati i ritrovamenti.

“E un secondo finanziamento” prosegue Pellizzer “è stato ottenuto sempre per l’area di Castellaro Lagusello e ammonta a 49.800 euro con il quale l’ente Parco attua Interventi di riqualificazione e valorizzazione della zona umida del Giudes”.

I fondi sono stati richiesti e ottenuti dal Bando Natura 2000 anno 2014-2015 promosso dall’assessorato all’Ambiente della Regione Lombardia. Il progetto, curato dal Parco, si prefigge sia di conservare la diversificazione ambientale presente nell’area umida del Giudes che di rendere fruibile l’area ai numerosi visitatori che oggi non possono usufruirne, realizzando un percorso sentieristico opportunamente segnalato.

Fino a oggi l’area è stata mantenuta alla libera evoluzione naturale che ha favorito l’insediamento delle specie erbacee xerofile di pregio e il mantenimento delle condizioni di naturalità necessarie alla conservazione dell’area umida e del bosco igrofilo. Ma questa situazione ha anche favorito l’ingresso di specie esotiche invadenti come la Robinia pseudoacacia e l’Ailanthus altissima e di quelle infestanti come il Rubus ulmifolius.

Considerato che la sola conservazione delle attuali caratteristiche del sito non garantirebbe il mantenimento della biodiversità localmente presente e invece richiesta per i Siti della Rete Europea Natura 2000, era necessario riqualificare le aree boscate in fase di ricolonizzazione spontanea con l’eliminazione delle specie infestanti e inserire latifoglie arboree e arbustive autoctone di pregio.

Sono questi dunque gli interventi di progetto che partiranno a breve. L’impianto con specie indigene locali contribuirà, a incrementare la biodiversità del sito e a eliminare le condizioni che favoriscono la diffusione delle specie indesiderate.

L’area oggetto dell’intervento ricade nel Comune di Cavriana ed è dell’Azienda Regionale delle Foreste di Regione Lombardia, gli interventi di riqualificazione e valorizzazione interesseranno 9000 mq e prevedono l’impianto di circa 1.300 alberi e arbusti tra frassino, olmo, carpino, roverella, biancospino e altre specie tipiche dell’area morenica.

È un’area boscata circondata da un piccolo stagno alimentato dalle acque di risorgiva provenienti dalle aree limitrofe, che ha avuto origine dallo scioglimento di un enorme blocco di ghiaccio nella fase di formazione della cerchia morenica durante l’ultima glaciazione e ora caratterizzata da tipologie vegetazionali molto diverse fra loro. Il percorso seguirà il tracciato della capezzagna esistente, con una deviazione finalizzata alla visita della zona umida. L’inizio lavori nel Parco del Mincio è imminente per concludersi in ottobre.

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