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Rifiuti: Napoli diventa pioniera del riciclo innovativo

pubblicato il: - ultima modifica: 5 Agosto 2020
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gestione rifiuti napoliIn tema di rifiuti, la Campania è spesso associata alle emergenze che hanno colpito questo territorio nel recente passato. Sono invece meno conosciute le performance ambientali raggiunte a livello nazionale. È il caso della raccolta differenziata, come dimostra la recente classifica Comuni ricicloni 2014. Con il suo 44%, la Campania si colloca al pari della Valle d’Aosta e supera una regione da sempre virtuosa, come la Toscana, ferma al 42.

Dalla Campania arriva anche la dimostrazione che nei centri medio-grandi è possibile raggiungere elevate performance di raccolta differenziata. Il risultato ottenuto da questa regione è il frutto, non solo di piccoli comuni come Sassano e Roccadaspide che superano il 90%, ma anche dei risultati di grandi città come Salerno e Benevento che raggiungono rispettivamente il 65 e 64% di raccolta differenziata dei rifiuti.

A completare il puzzle rimane il capoluogo partenopeo, che pur scontando un certo ritardo (21% di raccolta differenziata), ha tutti gli ingredienti per mettersi al passo degli altro comuni campani, a partire dall’originalità delle idee.

Anche Napoli prova a ripartire, puntando sull’innovazione nel campo del riciclo della plastica: l’Istituto per i Polimeri, i Compositi e i Biomateriali (IPCB) del CNR, nell’ambito del progetto PON-04a2 OR.C.HE.S.T.R.A., sta sperimentando presso la sua sede di Portici la raccolta della plastica (PET) con un riciclatore incentivante (macchina per la raccolta e la compattazione di materiali facilmente riciclabili prodotta dalla veneta Eurven), che, oltre agli ecobonus per i dipendenti, permetterà di ottenere un prodotto d’avanguardia, oggetti di artigianato locale realizzati in materiale riciclato con una stampante 3D.

L’originalità del progetto, oltre all’innovativa modalità di raccolta, si manifesta nel processo di riciclo: le parole d’ordine sono prossimità e innovazione. Prossimità perché il materiale raccolto sarà trasformato in situ, in base alle esigenze degli artigiani locali, come per esempio cornetti portafortuna o oggetti d’arte per la cultura presepiale. Innovazione per via della tecnica di lavorazione: la produzione di questi oggetti avverrà con l’utilizzo di una stampante 3D, tecnologia che si sta affermando come la nuova frontiera della produzione in diversi settori.

“Questo progetto si inquadra nell’ambito più generale delle attività del PON OR.C.HE.S.T.R.A. che ha come obiettivo ultimo quello di sviluppare, per i turisti e i residenti, un insieme di soluzioni tecnologiche orientate alla valorizzazione del patrimonio culturale, materiale e immateriale, del centro storico di Napoli in ottica smart, sostenibile ed eco-compatibile” ha affermato Salvatore Iannace, primo ricercatore del CNR e responsabile scientifico del progetto.

“Un progetto con un alto grado di innovazione che speriamo possa fungere da volano per la ripartenza del capoluogo partenopeo nel campo dei rifiuti. Perché, come dimostrano i casi di eccellenza in Campania, la sostenibilità non è una questione geografica” ha sottolineato Paolo Silingardi, presidente Achab Group.

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