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Scuole a prova di sisma, via al progetto triestino

scuole a prova di sisma

scuole a prova di sismaSi è svolta lo scorso martedì 13 gennaio, presso il Magazzino delle Idee di Trieste, la conferenza stampa di presentazione del Progetto Scuole a prova di sisma, sostenuto dalla Provincia di Trieste.

Innalzare gli standard di sicurezza degli edifici scolastici, attraverso l’applicazione di metodologie scientificamente avanzate, che risultano più efficaci rispetto a quelle tradizionalmente adottate. È l’obiettivo del progetto avviato dalla Provincia di Trieste e illustrato dall’assessore al patrimonio e edilizia scolastica Mariella Magistri De Francesco.

Il progetto, avviato grazie a un contributo straordinario regionale, ha individuato due immobili, i più rappresentativi possibili del patrimonio gestito. Gli edifici scolastici sottoposti a detto metodo di verifica sono stati l’edificio di via Diaz-piazza Hortis che ospita gli istituti Carli e Nautico e l’immobile di via di Calvola, sede dell’istituto Nordio.

“Gli edifici scolastici di pertinenza provinciale rispondono in generale alle norme di prevenzione e riduzione del rischio sismico disposte per legge nelle diverse epoche di costruzione per cui la norma in materia sempre in continua evoluzione impone di condurre delle verifiche secondo determinati standard. Ma se oggi il progresso scientifico indica che questi standard non sono sufficienti ma che occorre effettuare le verifiche sismiche con un metodo diverso, avanzato, ecco che per garantire la migliore allocazione delle risorse pubbliche le Amministrazioni devono procedere immediatamente ad affiancare il nuovo metodo a quelli tradizionali” ha precisato De Francesco “Scopo del progetto, nato dalla collaborazione stretta con lo staff del prof. Giuliano Panza del Dipartimento di Matematica e Geoscienze dell’Università degli Studi di Trieste, è quello di impostare un modello di indagine da estendere a tutto il patrimonio scolastico gestito attraverso il metodo neo-deterministico noto con l’acronimo NDSHA basato sulla caratterizzazione geotecnica del suolo, l’analisi vibrometrica e il calcolo dell’azione sismica”.

“Sebbene l’approccio probabilistico sia quello adottato dalle normative in vigore, c.d. NTC 2008” ha spiegato il prof. Giuliano Panza “vi è una estesa messe di risultati sia teorici che sperimentali che evidenziano che tale metodo è concettualmente errato, di illusoria precisione e di inutile articolazione. Sembra quindi doveroso, in vista della corretta allocazione delle risorse pubbliche, non attendere i lunghissimi periodi con i quali il Normatore ha tradizionalmente recepito i risultati degli studi e delle ricerche, e procedere immediatamente all’affiancamento del metodo NDSHA ai metodi tradizionali, ormai evidentemente obsoleti. L’opportunità di affiancare detto metodo NDSHA ai metodi tradizionali è stata peraltro riconosciuta nello stesso Parlamento della Repubblica con l’approvazione da parte dell’VIII Commissione permanente Ambiente, Territorio, Lavori Pubblici della Camera dei Deputati della risoluzione (conclusiva) 8-00124/2011 in materia di isolamento sismico delle costruzioni civili e industriali con la quale è stata ribadita la necessità di prevedere che, per la valutazione dei dati di pericolosità sismica, si affianchi al metodo probabilistico quello deterministico e, comunque, che il progettista di strutture isolate simicamente faccia riferimento anche ai dati ottenuti con quest’ultimo metodo per determinare lo spostamento massimo di progetto degli isolatori. Detta opportunità è stata richiamata tra le motivazioni nel DDL C. 1184 dell’11 giugno 2013 XVII Legislatura a oggetto Delega al Governo per l’adozione del Piano antisismico nazionale. A tale riguardo ha sorpreso il constatare che nelle bozze di revisione delle normative in vigore approvate dal C.S.LL.PP., c.d. NTC 2015, non appaia nemmeno menzionato il metodo NDSHA, contrariamente all’indirizzo espressamente preso dalla VIII Commissione permanente della Camera”.

“Sono stati individuati questi immobili per la loro localizzazione, la forma e le caratteristiche strutturali” ha detto De Francesco “ma in futuro tutte le scuole di istruzione secondaria superiore del territorio provinciale saranno oggetto del medesimo studio”.

Il metodo neo-deterministico (NDSHA) costituisce oggi lo strumento più avanzato per la stima della pericolosità sismica e consente una definizione del moto del suolo adeguata alla progettazione e alla pianificazione urbana. I dati e le informazioni che si traggono dall’applicazione di questo sistema permettono di adottare le migliori scelte progettuali poiché permette di ottenere informazioni e dati sui quali affinare sin da subito le scelte progettuali necessarie a garantire l’adeguamento strutturale degli edifici.

Potete approfondire l’argomento leggendo l’articolo Presentato il Progetto Scuole a prova di sisma pubblicato sul sito dell’Università degli Studi di Trieste.

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