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Sovracanoni sui piccoli impianti idroelettrici: è allarme

pubblicato il: - ultima modifica: 7 Agosto 2020
piccoli impianti idroelettrici

piccoli impianti idroelettriciassoRinnovabili e Assoelettrica guardano con grande preoccupazione alla prossima approvazione al Senato del Collegato Ambientale alla Legge di Stabilità 2014.

La norma contenuta all’articolo 45, che innalza di oltre il 30% (da 22,88 a 30,40 €/kW) i sovracanoni sui piccoli impianti idroelettrici per i Comuni dei Bacini Imbriferi Montani (BIM), avrà infatti pesanti ripercussioni sulla competitività e sulla stabilità del settore.

I canoni demaniali e i sovracanoni (BIM ed Enti Rivieraschi) hanno già visto continui aumenti nell’ultimo decennio, ben oltre le dinamiche inflazionistiche; un ulteriore aumento improvviso del 30% è contro qualsiasi logica di mercato e di previsione di business plan, oltre a non avere alcuna correlazione né con l’andamento dei ricavi dei produttori idroelettrici né con i capitoli di spesa pubblica a cui dovrebbero essere destinati i canoni.

Se la norma verrà approvata, un piccolo impianto idroelettrico senza incentivi e senza prezzi minimi garantiti (cioè la maggior parte dei soggetti interessati) arriverà a pagare canoni e imposte indirette per valori vicini al 30% del fatturato. I titolari saranno quindi costretti a limitare al minimo le attività di manutenzione e di rinnovo degli impianti stessi, se non addirittura a chiudere, con significativi impatti negativi in termini di occupazione e ricchezza delle comunità locali.

A ciò si aggiunga che nella proposta di modifica della legge di stabilità 2013 presentata nel Collegato Ambientale, si intende eliminare il presupposto giustificativo dell’applicazione del maggior canone, attualmente legato alla prosecuzione degli interventi infrastrutturali da parte dei comuni.

In questo modo, i maggiori oneri per gli operatori, appaiono slegati da qualsiasi giustificazione razionale visto che sono dovuti a prescindere dall’effettuazione degli interventi da parte dei comuni montani. Le due associazioni quindi auspicano che, nella discussione dei prossimi giorni al Senato, la norma sui sovracanoni sui piccoli impianti idroelettrici venga soppressa.

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