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Trentino: approvato il nuovo Piano di tutela delle acque

pubblicato il: - ultima modifica: 5 Agosto 2020
piano tutela acque

piano tutela acqueLe acque trentine stanno bene. E sono in arrivo misure che potranno renderle ancora migliori.

Merito del nuovo Piano di tutela delle acque, approvato oggi dalla Giunta provinciale trentina su proposta dell’assessore Mauro Gilmozzi.

Si tratta di un importante documento di pianificazione, che da un lato descrive la qualità dei fiumi, dei laghi e delle acque sotterranee in Trentino e dall’altro contiene le misure necessarie per risanarli o per mantenerne buono lo stato chimico ed ecologico.

“Grazie agli interventi messi in campo negli ultimi anni” ha detto l’assessore Gilmozzi commentando l’approvazione del Piano “lo stato chimico ed ecologico delle nostre acque è per lo più buono e in alcuni casi elevato. Il Piano adottato oggi prevede un monitoraggio approfondito e rigoroso dei corsi d’acqua trentini, e azioni e interventi che ci permetteranno di mantenerne alta la qualità e di migliorarla ulteriormente, laddove necessario. Sulla base di queste conoscenze abbiamo fissato le nuove regole per le concessioni idroelettriche e posto le basi per la revisione dei valori di Deflusso Minimo Vitale”.

Il Piano è stato approvato dalla Giunta provinciale di Trento dopo aver acquisito i pareri dei Comuni, delle Autorità di Bacino, del Consiglio delle autonomie e della Terza Commissione del Consiglio provinciale, con una consultazione pubblica molto partecipata, realizzata attraverso la procedura di valutazione ambientale strategica.

“La redazione di questo Piano” ha detto ancora Gilmozzi “ha comportato un lavoro molto complesso e approfondito, per il quale ringrazio le strutture provinciali, che nella fase di presentazione hanno saputo coinvolgere, in modo costruttivo e proficuo, il territorio e tutti i soggetti interessati”.

Il 18% dei corpi idrici fluviali trentini presenta uno stato ecologico elevato, il 70% buono, l’8% sufficiente e il 4% scarso. Rispetto al 2009, si è registrato il miglioramento di 18 corpi idrici fluviali, 16 dei quali sono passati dallo stato sufficiente allo stato buono e 2 dal buono all’elevato.

Per quanto riguarda i corpi idrici lacustri, non vi sono problemi relativamente alla balneazione, laddove prevista; per tutti i laghi, poi, lo stato chimico è buono, mentre lo stato ecologico va da sufficiente a buono. Tutti i corpi idrici sotterranei, infine, sono risultati in stato chimico buono, sottratte le aree oggetto di bonifica.

Questi dati sullo stato delle acque trentine, riportati dal Piano di tutela delle acque approvato oggi, derivano da un’intensa attività di monitoraggio, che il Piano medesimo rende ancora più capillare e completa, Infatti, rispetto al vecchio Piano, che prevedeva il raggiungimento degli obiettivi di qualità solo per le aste principali dei corsi d’acqua, il nuovo attribuisce gli obiettivi di qualità a una serie di corpi idrici tipizzati, che possono essere un tratto di fiume, un lago o un volume distinto di acque sotterranee. La classificazione, pertanto, è attualmente attribuita a 412 tratti di fiume, a 14 laghi e a 10 corpi idrici sotterranei.

Il vecchio Piano, inoltre, utilizzava criteri diversi e più limitati per la classificazione, dando rilievo soprattutto ai problemi relativi all’eutrofizzazione, ovvero all’inquinamento da azoto e da fosforo, mentre il nuovo Piano di tutela delle acque tiene in considerazione una più vasta gamma di agenti inquinanti, nonché la composizione e abbondanza delle comunità biologiche acquatiche.

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