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Cambiamenti climatici quali impegni per gli Stati dopo Lima

pubblicato il: - ultima modifica: 2 Giugno 2020
cambiamenti climatici

cambiamenti climaticiLa Conferenza delle Parti sui cambiamenti climatici (COP20) di Lima, con la sua funzione di traghettamento verso Parigi 2015, ha portato pochi risultati. Si apre quindi la fase più delicata, a partire dagli impegni che i vari Stati dovranno definire entro marzo.

Negli ultimi anni, secondo Gianni Silvestrini, direttore scientifico di Kyoto Club, si è creato un contesto favorevole.

Dal punto di vista politico l’attivismo di Obama sta dando i primi risultati. Cresce la pressione dal basso testimoniata anche dalla grande marcia di settembre a New York.

Si stanno imponendo alcune disruptive technologies in grado di accelerare il processo di de-carbonizzazione. Insomma, siamo alla vigilia di grandi cambiamenti che, dopo il settore energetico, coinvolgeranno il comparto edilizio, quello dei trasporti e quello della manifattura.

Per stimolare l’azione di governo Kyoto Club ha organizzato lo scorso 16 febbraio a Roma il convegno Due gradi. Per un nuovo accordo globale sui cambiamenti climatici: verso Parigi 2015, nel quale lo stesso Silvestrini ha analizzato le trasformazioni radicali che sono avvenute e stanno avvenendo e che fanno sperare che grazie alle tecnologie, alle fonti innovative, ai cambiamenti dei modelli di business si possa riuscire a salvare il pianeta e a dare slancio all’economia.

“L’innovazione tecnologica mette a nostra disposizione tutti gli strumenti per costruire una società low carbon. Energia da fonti rinnovabili in sostituzione delle fossili, efficienza energetica a partire dal rinnovamento del patrimonio edilizio, mobilità nuova e sostenibile rappresentano il futuro che si sta già facendo strada nel presente. Tocca ai decisori politici, adesso, a ogni livello, locale, nazionale, internazionale non perdere questa occasione e accogliere, con scelte radicali ed efficaci, la nuova sfida per costruire un futuro pulito e sostenibile” ha sottolineato Francesco Ferrante, vicepresidente di Kyoto Club.

La prima sessione del convegno, infatti, presieduta da Catia Bastioli, presidente di Kyoto Club, ha visto l’intervento di Catherine Colonna, Ambasciatrice di Francia in Italia, Kathleen A. Doherty, Vicecapo Missione Ambasciata degli Stati Uniti d’America in Italia, Francesco La Camera, Ministero dell’Ambiente, Martina Nibbeling-Wrießnig, Ministro Plenipotenziario Ambasciata della Repubblica Federale di Germania in Italia, Christopher Prentice, Ambasciatore del Regno Unito in Italia e Stella Bianchi, Presidente Intergruppo bicamerale Globe Italia contro i cambiamenti climatici.

Durante la seconda parte del convegno, coordinata dal Vicepresidente di Kyoto Club, Gianluigi Angelantoni, si è dedicato un approfondimento alle opportunità da cogliere nella lotta ai cambiamenti climatici. Sono intervenuti Matteo Del Fante (AD Terna), Daniele Agostini (Enel Holding), Edoardo Zanchini (Legambiente), Gianni Silvestrini, Roberto Venafro (Edison SpA), Giuseppe Ricci (ENI). Infine Athos De Luca, Presidente Commissione Ambiente Comune di Roma Capitale e Francesco Ferrante, Vicepresidente di Kyoto Club.

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