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L’Euregio a Expo mette in mostra esempi di buona economia sostenibile

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La sostenibilità a conti fatti conviene. Lo dicono le aziende e le Pubbliche amministrazioni che hanno intrapreso questo cammino. Qualche bell’esempio è stato messo in mostra a Expo proprio in questi giorni in concomitanza con la settimana dedicata all’Euregio, regione che identifica il territorio del Tirolo, Alto Adige, Trentino.

Qui si punta a far convivere il tema in seno allo sviluppo economico, ecologico e sociale. La declinazione non è sempre facile, soprattutto perché la sostenibilità nell’arco alpino è più complesso e impegnativo se paragonato alla pratica in pianura, ma è un contratto che ripaga il territorio che intraprende seriamente il cammino della sostenibilità ecologica (ovvero il rifiuto dello sfruttamento scellerato della natura e punta alla conservazione delle risorse naturali); della sostenibilità sociale (Euregio si intende limitare le tensioni sociali e risolvere in modo pacifico e civile eventuali conflitti); della sostenibilità economica, caratterizzata dalla continua crescita del numero di imprese che hanno scelto per il lungo termine una linea economica orientata al risparmio delle risorse, rispettosa del bene comune e perciò capace di futuro.

Il vino e l’economia sostenibile: Alois Lageder che dà il nome alla casa vitivinicola riconosce i vantaggi di un’economia sostenibile che pratica da oltre 20 anni. L’attività pionieristica ha consentito a Lageder di conseguire un ruolo di spicco nei settori della bioarchitettura e dell’agricoltura sostenibile, a dimostrazione che è possibile praticare un’economia sostenibile mantenendo solida la base economica.

“Da alcuni anni” è il pensiero di Alois Lageder “si sta delineando una chiara tendenza: l’essere umano anela sempre di più a una natura incontaminata di cui apprezza la genuinità e verso la quale auspica un approccio rispettoso ed ecosostenibile. Risulta tuttavia sempre più arduo soddisfare tale bisogno. Ed è per questo motivo che propongo che l’intera nostra regione adotti pratiche agricole ecocompatibili. Ciò vi rivelerebbe un importante asso nella manica da giocare sul mercato e ci porrebbe in una posizione di assoluta peculiarità da cui potrebbero trarre vantaggio sia il turismo che l’economia”.

Prodotti bio per tutti: secondo il presidente di BIO vom Berg, Heinz Gstir, i Tirolesi mostrano caparbietà, coraggio e creatività, ma soprattutto buon gusto: nel 2002 gli agricoltori biologici del Tirolo hanno dato vita al Consorzio Bioalpin e al marchio BIO vom Berg, marchio di produzione indipendente dell’Europa centrale.

A oggi sono più di 600 gli agricoltori biologici che possono fregiare le proprie specialità su 130 prodotti con il marchio di garanzia.

“Agricoltura di montagna sostenibile, produzione biologica certificata e accurata trasformazione degli alimenti non sono solo una questione di gusto, bensì anche una filosofia di vita” ha sostenuto Simon Wolf.

Il presidente Heinz Gstir definisce il progetto “un marchio nelle mani degli agricoltori del Tirolo, uno strumento ideato per far sì che siano gli stessi agricoltori di montagna del Tirolo a gestire in modo competitivo il loro futuro”.

Astro, allevamento locale di pesce.

“Le trote Astro sono allevate nelle acque pure e fredde del Trentino che comporta uno sviluppo e una crescita lenta delle trote e dei salmerini, con caratteristiche di salubrità e genuinità che le contraddistingue in modo netto dalla trota allevata in pianura” ha invece sottolineato Diego Coller, Presidente di Astro.

La lenta crescita permette alla trota di diventare più soda e più snella consentendo uno sviluppo armonioso con pochissimi grassi e con elevati tenori di Omega 3. Le nostre montagne sono un bene prezioso e Astro è da sempre attenta a questo fattore utilizzando metodi di allevamento sostenibili per le troticolture Trentine.

Ora questa attenzione è stata certificata da un’importante Associazione Internazionale denominata Friend of the sea. Nata dall’esperienza del progetto Dolphin-Safe per il tonno, Friend of the Sea è ora il principale schema di certificazione di prodotti ittici di origine sostenibile, sia per la pesca sia per prodotti dell’acquacoltura.

Attualmente in Trentino si producono oltre 40.000 quintali di trote l’anno in circa 70 impianti ittici che si estendono su una superficie complessiva in vasche di oltre 38 ettari portando il settore a una produzione lorda vendibile di oltre 26.000.000 di euro con complessivamente più di 450 addetti.

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