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Anica lancia la buona scuola del mercato delle caldaie

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anica scuola formazioen mercato caldaieFormare e informare. È questo l’obiettivo che si è posta un’associazione come Anica che raggruppa diverse aziende che producono e commercializzano le caldaie in acciaio in Italia.

Il momento storico lo pretende per raggiungere adeguatamente i parametri fissati dall’Unione europea, spiega David Herzog qui nella veste di presidente di Anica, e il potenziale è alto: sono 19 milioni le caldaie installate di cui il 70% a basso rendimento che richiedono interventi.

Ciò significa che ci sono grandi potenzialità di mercato che gli operatori del settore devono però essere in grado di seguire con la massima professionalità e tutte le conoscenze adeguate. Da queste premesse nasce il progetto Anica – InFormazione che parte dal primo gradino, quello della scuola, per continuare con una serie di tutorial aziendali.

Con l’iniziativa pilota Entra nel mondo del lavoro con Anica, l’associazione sta creando un ponte tra scuola e mondo del lavoro. Il progetto ha coinvolto già diversi istituti professionali a indirizzo energetico.

Nell’ambito dello stesso progetto è stato indetto anche un concorso, rivolto sempre ai giovani studenti degli istituti coinvolti per gli stage, che sono stati invitati a presentare un elaborato sui tre temi che riprendono tematiche gli argomenti molto attuali come le prospettive del settore del riscaldamento con gas naturale; L‘internet of things per il settore del riscaldamento e la riqualificazione energetica e l’innovazione per il settore del riscaldamento.

Oggi studenti, domani personale qualificato in azienda. È questa la strada intrapresa da Anica che prevede un forte rilancio del mercato.

“Tenendo presente che nel 2015 sono state vendute oltre un milione di caldaie sul mercato nazionale (+4% rispetto al 2014)” spiega ancora Herzog “si può ipotizzare che l’entrata in vigore dei regolamenti europei porterà all’installazione di oltre 4 milioni di caldaie a condensazione entro il 2020 in Italia, pari complessivamente a oltre il 40% circa del parco installato”.

Ma non solo. L’esigenza di costruire edifici e impianti sempre più performanti dal punto di vista energetico, accompagnata dall’evoluzione della legislazione e delle tecnologie disponibili richiede una formazione continua e probabilmente anche figure professionali altamente qualificate. Il che genererà ancora valore di sistema per un mercato, quello delle costruzioni, che ha solo bisogno di nuovo ossigeno.

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