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Appalti verdi, Accredia li qualifica: il ruolo delle certificazioni

città: Milano - pubblicato il:
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appalti verdi gppDa oltre dieci anni ormai le istituzioni europee e nazionali promuovono i cosiddetti appalti verdi presso l’Amministrazione Pubblica.

I processi di acquisto devono quindi integrare criteri ambientali, come indicato dalla Commissione europea che appunto incoraggia gli Acquisti Verdi o GPP (Green Public Procurement).

Si tratta di linee guida che costituiscono per lo più uno strumento ambientale volontario, anche se negli anni sono diventate sempre più cogenti, con l’obiettivo di razionalizzare gli acquisti e i consumi. Lo scopo principale è quello di incentivare forniture sostenibili che abbiano il minore impatto possibile sull’ambiente.

Insieme a Daniele D’Amino, Funzionario Tecnico di Accredia, osserviamo il ruolo delle certificazioni nei procedimenti degli appalti verdi in Italia e approfondiamo l’argomento.

Il Ministero dell’Ambiente ha raggiunto negli anni importanti traguardi: nel 2008 è stato adottato con un Decreto Ministeriale il Piano d’Azione per la sostenibilità dei consumi della Pubblica Amministrazione. Nel 2013 un nuovo Decreto Ministeriale ha individuato gli obiettivi a livello nazionale di acquisti verdi negli appalti pubblici per le diverse categorie merceologiche e ha definito i Criteri Ambientali Minimi (CAM) da rispettare.

Dal 2015 con l’articolo 18 della Legge n.221 tutte le Pubbliche Amministrazioni sono obbligate ad applicare i Criteri Ambientali Minimi nei propri acquisti nell’ottica di promuovere la green economy e di contenere l’utilizzo delle risorse naturali.

Infine da febbraio 2016 la procedura di Green Public Procurement è diventata obbligatoria per gli acquisti di illuminazione pubblica, apparecchiature elettriche da ufficio, servizi energetici per gli edifici mentre è valida al 50% per le forniture in ambito di rifiuti urbani, cartucce per stampanti, verde pubblico, carta, ristorazione, pulizia e prodotti per l’igiene, tessili, arredi per uffici.

Perché è importante per la Pubblica Amministrazione rivolgersi a enti certificatori accreditati?

La Legge 221 del 2015 punta l’attenzione sulle certificazioni ambientali ed energetiche nell’ambito dei CAM rilasciate da organismi accreditati ai sensi del Regolamento europeo 765 del 2008, attraverso una serie di semplificazioni e incentivi per premiare i comportamenti più virtuosi.

Vantaggi sono attribuiti a imprese che adottano un sistema di gestione ambientale (ISO 14001) ed energetica (ISO 50001) o registrate EMAS e che si affidano alle diverse certificazioni accreditate di ogni settore, dai servizi ai prodotti, dai processi ai sistemi di gestione aziendale.

Molto importante per la Pubblica Amministrazione è l’accreditamento che attesta la qualità – in termini di competenza, indipendenza e imparzialità – del lavoro svolto dagli organismi di certificazione e di verifica.

In Italia Accredia è l’Ente unico nazionale di accreditamento designato dal Governo che opera senza fini di lucro per valutare la conformità degli organismi di certificazione, ispezione e verifica e dei laboratori di prova e di taratura. L’accreditamento è un processo trasparente ed efficace per verificare l’applicazione delle norme nazionali ed europee riducendo la parte burocratica garantendo il rispetto degli standard internazionali.

Quali sono i vantaggi per le PA nel ricorso alle certificazioni accreditate per garantire la qualità dell’approvvigionamento?

Gli strumenti operativi messi a disposizione dal sistema delle certificazioni sono funzionali alle attività di competenza della PA, perché ne soddisfano una fondamentale esigenza nel suo ruolo di committente, quella di accertare la qualità di lavorazioni, beni, prodotti e servizi che si appresta ad acquistare.

E in questo contesto la qualità deve essere intesa come conformità agli standard nazionali e internazionali, dove la normativa tecnica, sviluppata dagli enti di normazione, standardizza le best practice più aggiornate relative ad aspetti di pubblico interesse come l’igiene e la sicurezza e la tutela ambientale, che la PA è chiamata ad assicurare.

I controlli, sia quello pubblico che degli organismi di certificazione, hanno in fondo la stessa missione, quella di orientare i comportamenti degli operatori a prevenire i rischi, legati ai prodotti e servizi offerti ai consumatori, in funzione di un interesse generale.

In questa prospettiva il criterio della certificazione accreditata per gli appalti verdi, siano produttori di beni o erogatori di servizi, rappresenta un valore aggiunto, perché il fornitore, per ottenere la certificazione, non si è fermato all’ottemperanza dei requisiti normativi, ma ha sviluppato un comportamento virtuoso costante e continuo che va oltre le specifiche richieste per legge.

E in termini di semplificazione?

Il nuovo Codice Appalti, D.lgs 50/2016, in particolare l’articolo 34 Criteri di sostenibilità energetica e ambientale, stabilisce che le stazioni appaltanti contribuiscano al conseguimento degli obiettivi dal Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della pubblica amministrazione.

Il nuovo Codice dispone l’obbligatorietà del GPP e impone allo stesso tempo elevati requisiti per le certificazioni ambientali, dato che queste possono servire come presunzione di conformità ai criteri fissati nei CAM, con rilevante semplificazione sia per la stazione appaltante sia per l’azienda offerente.

Considerato che l’articolo 82 del D.lgs 50/2016 ammette che la prova del rispetto dei requisiti ambientali fissati sia data con un certificato (accreditato nel caso delle certificazioni ambientali), è consentito che in sede di presentazione delle offerte il partecipante possa esibire il certificato per dimostrare che lui stesso, o il prodotto o il servizio che offre, è conforme alle specifiche tecniche. Questo permette alla stazione appaltante di semplificare la valutazione della documentazione probante la presunzione di conformità presentata da parte dell’offerente.

L’offerente a sua volta si avvantaggia del lavoro effettuato per ottenere la certificazione che mette in evidenza le caratteristiche di sostenibilità ambientale del proprio prodotto/servizio, sollevandosi dall’onere di provare, volta per volta, la conformità del proprio prodotto/servizio ai requisiti richiesti nella specifica gara.

Ci sono anche aspetti legati alla competitività?

Affidarsi a prodotti e servizi certificati sotto accreditamento per la PA significa anche accedere al mercato internazionale dei fornitori, con crescenti opportunità di selezione all’interno di un ampio bacino di potenziali supplier.

Le certificazioni accreditate, infatti, in virtù dell’appartenenza di Accredia all’infrastruttura europea di accreditamento EA (European co-operation for accreditation) sono riconosciute valide in tutti i Paesi dell’Unione Europea perché sono coperte dagli Accordi internazionali di mutuo riconoscimento (MLA). Peraltro, IAF (International Accreditation Forum) ha avviato le procedure che dovrebbero portare a estendere la validità dell’accordo MLA, attualmente limitata all’ambito europeo di EA, alle economie dei principali Paesi del mondo.

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