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Accordo di Parigi, cosa c’è dietro la strategia di Trump?

città: Milano - pubblicato il:
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accordo di parigiChi c’è dietro a Trump e alla sua volontà di uscire dall’Accordo di Parigi sulla lotta al cambiamento climatico?

Non le aziende: le più intelligenti hanno dichiarato che proseguiranno nella loro roadmap verso la sostenibilità ambientale e sociale. Il WWF segnala che aziende come Walmart, Pacific Gas & Electric, Google e Apple “sono ferme nel loro supporto all’Accordo di Parigi”.

E anche compagnie petrolifere, del gas e del carbone come Royal Dutch Shell, BP, ExxonMobil e Peabody Coal hanno sostenuto l’adesione all’Accordo di Parigi.

Non i cittadini americani, la maggior parte dei quali stanno protestando proprio nel loro Paese perché non sono d’accordo con questa scelta.

Gli Stati Uniti stanno dimostrando che l’energia pulita fa bene sia all’ambiente che all’economia: oltre 3,3 milioni di americani sono già impegnati su questa strada che dà lavoro più che l’industria dei combustibili fossili insieme.

L’Accordo di Parigi, approvato nel dicembre 2015, impegna quasi 200 paesi a compiere ogni sforzo possibile per limitare a 1,5°C l’aumento della temperatura globale per scongiurare alcuni degli impatti peggiori di un pianeta che si riscalda.

Un accordo già minimo. Cui non avevano aderito Siria e Nicaragua (ma quest’ultima solo perché considerava insufficiente i parametri e quindi ci si può immaginare che volesse fare molto meglio e non peggio).

La presidente del WWF Italia, Donatella Bianchi ha dichiarato: “L’Accordo di Parigi è un bene comune mondiale per rispondere a una emergenza planetaria che riguarda la vita di tutti noi. Andare avanti con questo accordo, accelerando la sua attuazione non solo è nell’interesse del clima, e quindi di tutti noi, ma anche delle economie: i dati Eurostat di aprile dimostrano che l’economia verde ha un andamento anti-ciclico, tanto che in un’epoca di sofferenza in termini di occupazione, i posti di lavoro verdi sono aumentati del 49%. A livello mondiale, lo scorso anno le energie rinnovabili davano lavoro a quasi 10 milioni di persone 1,1 percento in più rispetto all’anno prima (2015). Solo il solare fornisce già 3,09 milioni posti di lavoro. Dal 2012, mentre con il rallentamento della crescita si perdevano posti di lavoro, il solare e l’eolico hanno raddoppiato gli occupati”.

“Uscire dall’Accordo di Parigi marginalizzerà gli Stati Uniti. È una decisione moralmente deplorevole, di cui Trump si pentirà. Agire in difesa del clima non è tema di un dibattito politico, ma un imperativo per salvaguardare il Pianeta e chi lo abita” così ha infine commentato Jennifer Morgan, direttore esecutivo di Greenpeace International.​