Home Eco Lifestyle Plastica biodegradabile, il futuro dei mari passa dai nuovi polimeri

Plastica biodegradabile, il futuro dei mari passa dai nuovi polimeri

La sfida del futuro, per preservare la salute di mari e oceani è produrre plastica biodegradabile: lo sanno bene coloro che oggi si danno da fare per recuperare ai danni dell’inquinamento da plastica

Anche una semplice ciabattina flip flop può causare danni ambientali inaspettati: ne sa qualcosa Erin Smith, Ceo di Ocean Sole, una onlus che si fa carico di raccogliere le migliaia di ciabatte di plastica che l’oceano restituisce alle spiagge keniote per farle diventare arte.

ocean sole plastica biodegradabile

Ma c’è chi sta pensando a monte di non produrre sandali inquinanti. Come Reef, brand conosciuto dai surfisti che ha ora in catalogo una linea realizzata con plastica biodegradabile, in materiale al 100% privo di pvc e al contempo utilizzando solo colle a base di acqua.

E così dal prossimo gennaio 2018 sarà possibile acquistare la linea Escape. Per questa collezione Reef ha scelto di utilizzare plastica biodegradabile nel giro di qualche anno. Alla base il polimero Eco-One Ehanced Biodegrability ideato da EcoOne.

Sostanzialmente – spiega Paolo Cortelazzi, Marketing Coordinator Emea di Reef – EcoOne aggiunge alla plastica delle componenti che permettono ai microbi di riconoscerli come cibo, attraendo a loro volta altri microbi attraverso una rete di enzimi.

In poche parole attraverso questi pochi passi la plastica viene trasformata in humus, metano e CO2.

Dove si produce e come questo biopolimero?

Il processo di produzione è ovviamente molto tecnico, ma può essere spiegato in parole semplici. Nelle nostre fabbriche in Asia gli ingegneri, partendo dai materiali che usiamo (Eva), aggiungono delle componenti e degli enzimi fino a ottenere la formula perfetta, quella che ci porta appunto a trasformare il sandalo in un prodotto biodegradabile.

Quali sono i test stress del prodotto?

Per verificare il funzionamento di questa tecnologia abbiamo effettuato svariati test. Quello che ci ha dato i risultati più chiari è stato fatto in Asia, dove lasciando il prodotto in un terreno all’aperto per un periodo di circa 890 giorni si è visto che il 98% dello strappo sparisce così come l’87% delle altre componenti. Quindi a tempo debito possiamo affermare che il 100% del prodotto è biodegradabile.

Come e perché è stata fatta una scelta simile (oltre al rispetto dell’ambiente)?

Il fattore ambientale è sicuramente il driver principale. Noi come azienda legata al surf, al mare e alla natura in generale ci sentiamo in dovere di fare qualcosa per proteggere l’ambiente e se lo possiamo fare ottenendo anche una “win win situation” siamo tutti vincitori.

Con il nostro marchio è da parecchio tempo che sostentiamo progetti umanitari collaborando con enti locali (Africa, Centro America) per migliorare la qualità di vita di molte persone e adesso con questo nuovo progetto potremmo portare benefici su una scala molto maggiore.

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