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Nella foresta di Piegaro gli alberi parlano e suonano per salvare il Pianeta

città: Perugia - pubblicato il:
Foresta di Piegaro

Nella foresta di Piegaro si sta sviluppando un progetto che fonde tecnologia, scienza, musica e arte e in cui gli alberi diventano protagonisti nella difesa del Pianeta, attraverso suoni, musica e parole.

Il percorso culturale-tecnologico è iniziato un anno fa e adesso, in concomitanza con le feste natalizie, si è concretizzato in due iniziative distinte ma accomunate dalla presenza degli alberi della foresta di Piegaro per sensibilizzare cittadini, turisti e autorità verso una presenza sempre più green e rispettosa dell’ambiente.

Gli alberi raccontano la salute del Pianeta

Il primo aspetto del progetto, quello scientifico, si chiama TRACE (Tree monitoring to support climate adaptation and mitigation through Pefc certification), uno studio internazionale che permette di conoscere lo stato di salute dei boschi monitorando i disastrosi effetti del cambiamento climatico.

Gli alberi della foresta di Piegaro, 146 ettari di proprietà della famiglia Margaritelli – nota per il brand di design Listone Giordano e per le attività filantropiche – grazie a un sistema di ultima generazione Tree Talker basata sull’IoT (Internet of Things) hanno iniziato a parlare fornendo dati sui diversi parametri eco-fisiologici.

Con Tree Talker su ogni pianta è stato dislocato un dispositivo con sensori che trasmette informazioni su quanta acqua riesce a prendere dal suolo – indicatore importante per comprendere la sua condizione di salute – accrescimento del diametro, qualità e colore del fogliame con cui scoprire se la pianta sta crescendo bene oppure se è affetta da qualche malattia, respirazione, assorbimento del carbonio e dettagli specifici su salute e mortalità della pianta.

Il progetto culturale con il palcoscenico naturale della foresta di Piegaro

Numerosi studi rivelano che le piante cantano e le loro melodie sono la voce di un mondo lontano, nascosto. Sembra incredibile, eppure è così e nella foresta di Città della Pieve la famiglia Margaritelli ha concesso al Sound Artist Federico Ortica di trasformare il bosco in un originale palcoscenico per un’inedita installazione sonora multisensoriale.

L’iniziativa rientra nel progetto Natural Genius, che punta a creare una connessione tra la prospettiva ecosostenibile e la potenzialità compositiva della foresta in sé. Sono tanti i professionisti provenienti da diversi campi artistici che hanno aderito a questo programma, accomunati dall’amore per il legno, importante risorsa naturale per l’uomo e per il Pianeta.

Primo capitolo di questo lungo racconto è la performance artistica di Federico Ortica intitolata ResonaTrees, frutto di un lavoro di ricerca durato sei mesi dove gli alberi della foresta di Piegaro sono diventati lo strumento di diffusione con cui produrre una forma di comunicazione bioacustica.

Gli alberi, infatti, sono grandi antenne, ricettori sensibilissimi che captano eventuali variazioni dell’ambiente circostante come, per esempio, percentuale di umidità, acqua, temperatura, stagione dell’anno; tutti fattori che influiscono sul suono.

L’artista è riuscito a catturare il suono della pianta attraverso dei trasduttori applicati sul tronco e sui rami. La foresta, per Federico Ortica, è diventata lo spazio sonoro con cui creare un touch experience dove le risonanze degli alberi, veri e propri generatori di onde acustiche, si diffondono creando fasce sonore nello spazio e affascinanti illusioni acustiche.

Una volta registrato, il materiale sonoro primario è stato lavorato elettronicamente e integrato con suoni sintetici. L’approccio all’opera multisensoriale e multidimensionale crea un soundscape originale, perché permette non solo di ascoltare ma anche di abbracciare la sorgente sonora, entrando in contatto con la parte primordiale del suono: la vibrazione. Gli alberi ci parlano, suonano, ci mettono in guardia sul futuro, ora sta a noi essere pronti ad ascoltare!

La foresta di Piegaro e il territorio circostante

La foresta si trova nel comune di Piegaro, in provincia di Perugia, dislocata lungo il fiume Nestore e sotto il monte Montarale. Il territorio di Piegaro è prevalentemente collinare. Ci sono due catene collinari che lo contraddistinguono e che delimitano il corso del fiume.

Soltanto un quinto del territorio comunale è pianeggiante. La catena collinare a occidente è coltivata a cereali, viti e ulivi, mentre quella a oriente culmina con il Monte Arale (853 metri s.l.m.), parzialmente coperta da boschi di lecci, roveri, castagni e pini.

La superficie di boschi e arbusti è sensibilmente diminuita nel corso dei secoli, ma rimane sempre superiore a quella di ogni altro comune del Comprensorio del Trasimeno.

Il territorio del comune si estende su un’area di circa 99 kmq, ha una popolazione di 3.800 abitanti e confina a est con il Comune di Marsciano, a nord con Panicale, Paciano e Perugia, a ovest con Città della Pieve, a sud con Montegabbione, Monteleone d’Orvieto e San Venanzo.

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