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Europa: torniamo a usare lo strumento delle petizioni

città: Milano - pubblicato il:
eleonora evi - parlamento europeo

Eleonora Evi del Movimento 5 Stelle è stata rieletta al Parlamento Europeo. Il suo impegno nelle commissioni non cambia. Anche se, almeno per il momento, il M5S è entrato nel gruppo dei non iscritti

Non sarà facile per il Movimento 5 Stelle questa nuova legislatura al Parlamento Europeo. A cominciare dal fatto che non sono state ufficializzate alleanze e il gruppo M5S è per forza entrato nei non iscritti.

Qualche rischio di minor efficacia c’è. Ma la forza di volontà e la verve di Eleonora Evi, eletta al secondo mandato come eurodeputata, non è venuta meno. Anzi!

Green Planner l’ha incontrata a Milano. Ecco, in questa lunga intervista di cosa si occuperà. A cominciare dalla Commissione Ambiente e da quella delle Petizioni, strumento – ne è convinta – di democrazia a disposizione di tutti i cittadini europei.

Torna dunque al Parlamento Europeo con questo secondo incarico: quali iniziative vuole portare subito avanti?

Sicuramente la revisione della direttiva Acqua Potabile, un testo importante – il cui iter si è interrotto con la fine della scorsa legislatura e che, mi auguro, verrà rimesso sul tavolo in tempi brevi – che viene aggiornato dopo circa 20 anni e che per la prima volta accoglie le richieste dei cittadini europei, che per mezzo di una ICE (Iniziativa dei Cittadini Europei) avevano chiesto che l’Europa garantisse a tutti il diritto all’acqua.

Mi impegnerò affinché venga garantito non solo l’accesso all’acqua potabile per tutti, ma che questa sia pulita e salubre in tutta Europa, grazie a controlli e limiti stringenti su sostanze tossiche e pericolose come Pfas, interferenti endocrini e microplastiche.

E poi il clima: l’UE deve impegnarsi a raggiungere l’obiettivo di zero emissioni nette entro il 2050, come richiesto dal Parlamento Europeo nella risoluzione di marzo 2019 e per farlo è fondamentale decarbonizzare la nostra società e la nostra economia, puntando con ambizione e coraggio su efficienza energetica ed energie rinnovabili.

Infine, un’iniziativa che mi sta molto a cuore è quella della ICE End the Cage Age, l’iniziativa dei cittadini europei che ho avuto l’onore di lanciare a Bruxelles nella scorsa legislatura e che ha già raccolto oltre un milione di firme per chiedere la fine dell’allevamento in gabbia.

Una proposta che mira a ridurre l’impatto ambientale e climatico degli allevamenti intensivi, a porre fine alla sofferenza di milioni di animali rinchiusi in gabbie e a tutelare anche la nostra salute, perché allevare animali senza l’uso di gabbie significa ridurre l’uso di antibiotici spesso utilizzati in modo preventivo negli allevamenti intensivi e che sono causa del preoccupante fenomeno della resistenza agli antibiotici.

Che cosa preoccupa di più Eleonora Evi?

L’indifferenza delle persone a ciò che succede intorno a noi, alla nostra società e, soprattutto, al nostro Pianeta.

Mi preoccupa una certa politica conservatrice che invece di affrontare con coraggio e lungimiranza le sfide ambientali, climatiche e sociali, rimane ancorata a modelli del passato, a logiche di sfruttamento e profitto, oggi così anacronistiche e pericolose se pensiamo all’aumento della temperatura del nostro pianeta e ai danni già oggi catastrofici che l’uomo stesso sta causando.

Ora, vorrei che si presentasse ai lettori della Green Planner, in modo che capiscano meglio chi è Eleonora Evi: quando ha iniziato il suo percorso politico e perché?

Ero in quarta liceo quando ho iniziato a frequentare alcune associazioni animaliste per raccogliere firme per la difesa degli animali. Ricordo i tanti banchetti contro la sperimentazione animale e l’allevamento di pellicce.

Penso sia iniziata così la mia attività politica in senso lato, un impegno civico per cercare di migliorare la società in cui viviamo e difendere ambiente e animali.

A 17 anni smisi di mangiare carne e pesce e ho sempre pensato che fosse una scelta politica. Decidere cosa mangiare e cosa comprare… la rivoluzione si fa anche a partire da piccole scelte quotidiane!

Passarono poi molti anni prima di iniziare la mia esperienza nel Movimento 5 Stelle. Con il mio compagno, oggi marito, nel 2010 andammo a vedere uno spettacolo di Beppe Grillo.

Usciti dal Teatro Smeraldo di Milano capimmo che quella era casa nostra, che quel progetto che parlava di una politica bella, pulita, di futuro e di democrazia era finalmente un progetto politico in cui credere!

E noi volevamo dare il nostro contributo. Iniziai con rinnovata forza e determinazione a raccogliere firme e dare volantini ai gazebo, per l’acqua pubblica e contro il nucleare, per un parlamento pulito e per dire basta a corrotti e condannati in politica e di lì a poco decisi di cliccare mi candido sulla piattaforma online, pubblicai il mio CV e, con grandissimo stupore, fui scelta tra tanti candidati e poi eletta al Parlamento Europeo.

Come vive la sua vita in maniera sostenibile?

Sono vegetariana da circa 20 anni e vegana negli ultimi due e porto sempre con me una borraccia di metallo per l’acqua!

Prima dell’esperienza da europarlamentare mi spostavo a Milano il più possibile in bicicletta o con i mezzi pubblici, oggi purtroppo la mia vita si divide ogni settimana tra Bruxelles e Strasburgo e non mi è possibile farlo.

Sono attentissima alla raccolta differenziata e amante del recupero e riuso creativo!

Quali i suoi skill?

Ho una laurea in Service Design e un master in Design Strategico, entrambi al Politecnico di Milano. Ho lavorato per una scuola di design come responsabile delle relazioni internazionali.

Parlo inglese, francese e un po’ di portoghese grazie a una esperienza di scambio universitario di sei mesi in Brasile.

Ha degli hobby particolari?

Oggi ridotti praticamente a zero, ma in passato amavo il bricolage, cucire abiti e accessori. Ogni tanto vado a correre per tenermi in forma e riordinare i pensieri.

Amo prendermi cura delle mie piante, andare al cinema e sogno di leggermi un buon libro seduta su una panchina davanti a un bel panorama.

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