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La quarta rivoluzione della mobilità: più spazio alle persone!

città: Roma - pubblicato il:
quarta rivoluzione della mobilità

La quarta rivoluzione della mobilità consisterà nel dare più spazio alle persone riducendo lo spazio per le auto: car sharing, mobilità pubblica efficiente, riqualificazione dello spazio urbano. Soltanto così si può raggiungere una mobilità davvero sostenibile

A sostenerlo e a mostrare come passare dalle nuove forme di mobilità a una mobilità sostenibile è il rapporto Less (cars) is more: how to go from new to sustainable mobility di Transport&Environment (T&E) che dipinge un futuro delle città con sempre meno auto.

Perché, afferma il rapporto, “senza politiche mirate le nuove forme di mobilità, come le emergenti auto senza conducente, difficilmente potranno favorire la vivibilità delle nostre città, che solo così potranno essere davvero sostenibili“.

Infatti nel documento si legge che l’avvento non regolamentato delle auto senza conducente potrebbe aumentare il traffico nelle città europee dal 50% al 150% entro il 2050 (con conseguente aumento del 40% delle emissioni di CO2 delle auto da qui al 2050), quindi ci porterebbe a una mobilità insostenibile, come vivere un’ora di punta che dura tutto il giorno.

La quarta rivoluzione della mobilità, invece, richiede politiche di regolazione mirate, che possano orientare la mobilità del futuro. Solo in questo modo si potrebbe vedere una riduzione delle emissioni da qui al 2050.

Le tre rivoluzioni dell’automazione, elettrificazione e condivisione possono trasformare il modo in cui ci muoviamo. Se questa sarà una cosa buona per l’ambiente e la vivibilità delle nostre città dipenderà dalle scelte che faranno i governi. È necessario che le auto a guida autonoma siano anche elettriche e condivise, perché nel caso contrario si potrebbe assistere a un considerevole aumento delle emissioni e della congestione” afferma Veronica Aneris, manager per l’Italia presso T&E.

Se vogliamo che i nuovi attori della mobilità rendano il nostro sistema di trasporti realmente sostenibile bisogna attuare anche la quarta rivoluzione della mobilità: ridurre lo spazio urbano a disposizione delle auto private, ovvero strade e parcheggi dedicati.

È vitale che le amministrazioni locali attuino misure lungimiranti e decise per ridare le strade ai cittadini. Solo così potremmo porre fine alla predominanza dell’auto privata e muovere verso città sostenibili.

Dal rapporto emerge, infatti, che le città che riducono gradualmente lo spazio per le auto e contemporaneamente introducono auto condivise, elettriche e automatizzate potrebbero ridurre l’attività dei veicoli del 60%.

Questo cambiamento nella pianificazione urbana ridurrà le emissioni delle automobili del 32% da qui al 2050. E combinato con il passaggio a veicoli a zero emissioni, porterebbe le emissioni europee delle auto sulla buona strada per decarbonizzare completamente il trasporto entro il 2050.

Per la quarta rivoluzione della mobilità le auto senza conducente non sono la soluzione

Anche prendendo in considerazione auto senza conducente a emissioni zero non si risolveranno i problemi di congestione del traffico nelle città europee.

I veicoli automatizzati senza conducente, infatti, potrebbero diventare talmente economici da guidare che incoraggerebbero le persone a viaggiare di più e più a lungo.

L’automazione non è ancora una realtà, ma i rischi sono già evidenti: incoraggiamento di nuovi viaggi e aumento dei chilometri guidati con incremento delle emissioni e peggioramento della congestione.

Se le auto a guida autonoma non saranno condivise e a emissioni zero questi nuovi servizi di mobilità peggioreranno l’inquinamento atmosferico e aggraveranno sugli effetti dei cambiamenti climatici già in atto sulle nostre città.

Senza una riduzione significativa del numero di auto in circolazione, questa rivoluzione della mobilità non porterà al miglioramento della congestione, delle emissioni, dell’incidentalità e della riqualificazione dello spazio urbano. Per questo servono politiche pubbliche di regolazione che sappiano orientare la mobilità del futuro su veicolo privato, i servizi ai cittadini e la restituzione dello spazio urbano alla mobilità attiva e al trasporto collettivo” insiste Anna Donati, Coordinatrice del Gruppo di Lavoro Mobilità sostenibile di Kyoto Club.

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