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Energia elettrica da moto ondoso: accordo per impianti di produzione full scale

città: Ravenna - pubblicato il:
energia elettrica da moto ondoso

Siglato un accordo tra Eni, Cassa Depositi e Prestiti, Fincantieri e Terna per avviare la realizzazione di impianti di produzione di energia elettrica da moto ondoso su scala industriale

L’Italia è il Paese del sole e del mare; giusto dunque lavorare sull’innovazione industriale per sfruttare l’energia pulita che questi due elementi, di cui andiamo giustamente fieri e che la nostra conformazione geografica ci mette a disposizione in abbondanza, possono darci.

Così se gli impianti fotovoltaici che sfruttano l’energia solare sono già una realtà interessante e in crescita – dal Rapporto Statistico 2018 del Gse risultano 822.301 impianti fotovoltaici in funzione (+9,8% rispetto al 2017) sul territorio per una potenza totale di 20.108 MW (+6,2% rispetto al 2017) – la generazione di energia elettrica da moto ondoso non è ancora sfruttata a dovere.

Finora molto lavoro di ricerca e sviluppo e alcune interessanti sperimentazioni – come quella installata nell’offshore di Ravenna da Eni che sfrutta una tecnologia già messa alla prova sull’isola di Pantelleria con il progetto pilota Inertial Sea Wave Energy Converter (Iswec).

Il progetto pilota Iswec è caratterizzato da una elevata complementarietà che può consentire di superare i vincoli che hanno fin qui limitato un diffuso sfruttamento delle tecnologie di conversione dell’energia elettrica da moto ondoso.

Si tratta infatti di un sistema ibrido smart grid unico al mondo composto da fotovoltaico e da un sistema di stoccaggio energetico idoneo sia per l’alimentazione di asset offshore di medie e grandi dimensioni sia per la fornitura di energia elettrica rinnovabile in luoghi non interconnessi alla rete, come le isole minori.

La spinta ad aumentare la quota delle rinnovabili nel nostro mix energetico – ma anche ad assicurarsi maggior autonomia rispetto alle importazioni di energia dall’estero (l’Italia ha il grado più elevato di dipendenza energetica dall’estero tra i maggiori Paesi europei: il 78,6% contro il 47,3% della Francia, il 64% della Germania e il 76,3% della Spagna – fonte MED & Italian Energy Report) – ci porta, finalmente, a percorrere con decisione anche la strada dello sviluppo di energia elettrica da moto ondoso.

Per questo, alla presenza del Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, gli amministratori delegati di Cassa Depositi e Prestiti, Fabrizio Palermo, Fincantieri, Giuseppe Bono, Terna, Luigi Ferraris ed Eni, Claudio Descalzi, hanno firmato un accordo che pone le basi per la costituzione di una società per lo sviluppo e la realizzazione di impianti di produzione di energia elettrica da moto ondoso.

L’accordo segue la prima bozza di intesa dello scorso 19 aprile facendo entrare la collaborazione tra le società in una fase più operativa, che consentirà di trasformare il progetto pilota Inertial Sea Wave Energy Converter nell’offshore di Ravenna in un impianto realizzabile su scala industriale e, quindi, di immediata applicazione e utilizzo.

Saranno quindi due le fasi di sviluppo del progetto: nella prima si dovrà finalizzare il modello di business – parallelamente verrà completata la prima installazione industriale di Iswec presso la piattaforma Eni Prezioso nel Canale di Sicilia al largo delle coste gelesi, con avvio previsto nella seconda metà del 2020 – mentre nella seconda verrà costituita la società e verrà data esecuzione al piano di realizzazione e di sviluppo delle attività.

Previsto un avvio delle applicazioni di impianti di produzione di energia elettrica da moto ondoso nelle isole minori italiane e, successivamente, all’estero.

I vantaggi per l’Italia sono notevoli in quanto la produzione di energia elettrica da moto ondoso può essere realizzata sfruttando lo sviluppo costiero del Paese, con un impatto ambientale inferiore rispetto a quello delle altre principali fonti rinnovabili terrestri già in uso, e creando una industria nazionale e un indotto a elevato sviluppo tecnologico e valore aggiunto.

Cassa Depositi e Prestiti si occuperà di curare i rapporti con le Istituzioni centrali e gli enti locali valutando i profili economici e finanziari e i più idonei meccanismi di remunerazione dell’energia prodotta.

Al know how sperimentale e tecnologico di Eni darà supporto la competenza industriale e tecnica, tipiche delle realizzazioni navali, di Fincantieri che si occuperà dell’industrializzazione e del deployment della prima applicazione industriale full scale.

Infine Terna metterà a fattor comune le competenze industriali e tecniche nel campo dell’ingegneria elettrica e dell’integrazione con la rete elettrica.

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