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Ecco come i giovani affrontano l’emergenza Covid-19

città: Milano - pubblicato il:
giovani e coronavirus
foto di cottonbro (Pexels)

Rispetto delle norme di emergenza e fiducia. Certo, non manca la preoccupazione. Tutto sommato, però, gli adolescenti italiani possono essere definiti resilienti al Coronavirus

I giovani stanno dimostrando di reggere l’isolamento forzato molto meglio di quanto ci saremmo potuti immaginare“. È questa l’idea che si è fatto Maurizio Tucci, presidente di Laboratorio Adolescenza, realtà che opera senza senza fini di lucro nello studio e sugli adolescenti, sotto il profilo sociale, psicologico e medico.

Tucci, giornalista che da vent’anni si occupa di adolescenza, lo afferma valutando i dati di un sondaggio che ha raccolto, in 12 giorni, oltre 3mila risposte spontanee da parte di teenager e giovani adulti.

L’indagine è stata effettuata online proprio con l’obiettivo di capire come i giovani italiani stiano vivendo l’emergenza Coronavirus.

L’impegno da parte delle scuole nel garantire in qualche modo la prosecuzione dell’attività didattica attraverso le piattaforme online, ma anche una maturità complessiva nell’affrontare l’emergenza ci stanno restituendo l’immagine di un’adolescenza più che confortante – continua nel suo commento TucciLa generazione nata nell’ovatta che, come quella dei loro genitori, non aveva mai dovuto affrontare emergenze vere, alla prova dei fatti sta dando un’ottima prova di sé. Questo, a emergenza finita, dovrà indurre tutti noi a rivedere improvvisati cliché“.

Isolando le risposte arrivate tra il 5° e l’8° giorno dall’inizio dell’indagine, il timore aumenta – rispetto ai primi quattro giorni della rilevazione: gli abbastanza preoccupati sommati ai molto preoccupati passano dal 63,9% al 70,8%, e il dato rimane pressoché costante, anche nei successivi quattro giorni, se ci riferiamo alle risposte arrivate tra l’8° e il 12° giorno di rilevazione (70,6%).

Appare evidente – sottolinea Carlo Buzzi, professore senior di Sociologia all’Università di Trento, direttore scientifico dell’area ricerca di Laboratorio Adolescenza e membro del Comitato Scientifico di Istituto Iard, che sta curando il lavoro – che dopo il primo comprensibile incremento (che ha coinciso in gran parte con l’entrata in vigore delle restrizioni su tutto il territorio nazionale), anche la nuova situazione viene metabolizzata rientrando in una sorta di normalità“.

Il timore, comunque, aumenta con l’età del campione (molto preoccupato l’11,9% dei 14-16enni, il 13,3% dei 17-19enni e il 31,5% degli over 19enni) e in base al genere (molto preoccupato il 18,3% delle femmine contro l’8,3% dei maschi).

Doppia, inoltre, la preoccupazione dei giovani nel centro sud rispetto ai loro coetanei del centro nord (22,2% contro 11,1%).

Questo dato probabilmente si spiega – commenta Buzziper il fatto che mentre al Nord l’emergenza si sta già vivendo in pieno, al Sud l’incognita sul futuro che li attende genera una paura maggiore“.

Rimane altissimo e in ulteriore crescita il consenso (88%) verso le misure di sicurezza indicate dal Governo e dal Ministero della Sanità; consenso che negli ultimi quattro giorni di rilevazione è arrivato addirittura al 93%.

Ma il dato più importante – sottolinea Tucciè che sia aumentato moltissimo il rispetto, da parte dei giovani, di queste norme“.

Passa, con il trascorrere dei giorni, dal 48,9% al 78,9% la percentuale di chi afferma di seguirle rigorosamente sempre e si annulla di fatto la percentuale di chi le rispetta raramente o mai (dal 3,3% allo 0,4%).

In questo caso i più prudenti risultano essere i più giovani (studenti delle scuole medie) e gli over 19. Femmine più prudenti dei maschi.

Circa la durata della emergenza, scendono da 23,4% al 15,8% gli ottimisti che la immaginavano di qualche settimana e passano dal 75,1% all’82,2% coloro che, più realisticamente, pensano che durerà diversi mesi.

Ma come si informano gli studenti italiani ai tempi del Coronavirus?

Il sondaggio rileva che rimane pressoché invariato nel tempo il giudizio sull’informazione veicolata dai media. Circa quella fornita da giornali e Tv sul Coronavirus, il 44,6% (era il 43%) la considera corretta e adeguata, il 36% (era il 36,6%) troppo allarmistica e il 19,4% (era il 20,2%) reticente per non spaventare.

Il 71,8% (era il 71,6%) resta convinto, invece, che l’informazione sui social sia imprecisa, per cui è difficile valutarne la veridicità, a cui si aggiunge un ulteriore 11,2% che ritiene sia prevalentemente falsa o non affidabile.

Adolescenti resilienti – commenta ancora Maurizio Tucciche si ricostruiscono, senza grossi drammi, le abitudini e la rete sociale anche stando a casa (vedi tabella). Grande aiuto, ovviamente, arriva sia dalla scuola che si è organizzata per far proseguire le lezioni online sia, una volta tanto, dalle piattaforme social. Meno messaggi scritti o vocali, ma tantissime videochiamate, per recuperare, finalmente, il piacere del dialogo e, soprattutto, per continuare a vedersi“.

Cambiamento abitudini di vita – periodo intervista

 9-12 marzo13-16 marzo17-20 marzo
Molto44,7%58,4%52,1%
Parzialmente41,3%31,4%33,0%
Poco10,8%7,9%12,7%
Per niente3,2%2,3%3,1%

A soffrire di più della situazione sembrano essere i maschi. Oltre un quarto del campione maschile (26,6%) lamenta di aver contratto le proprie relazioni sociali con gli amici, mentre ad affermare la stessa cosa è meno di un quinto delle ragazze (19,3%).

Conseguenza ovvia per il fatto che da un lato, a quell’età, la socialità maschile (dalla partita di calcio in giù) si è sempre sviluppata maggiormente outdoor rispetto a quella femminile, dall’altro perché molti passatempi casalinghi (pensiamo soltanto alla lettura) sono molto più frequentati dalle ragazze che dai ragazzi.

Tutti i dati della ricerca, costantemente aggiornati, sono disponibili sul sito di Laboratorio Adolescenza.

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