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Stare a casa, senza sprecare risorse, è meglio

città: Milano - pubblicato il:
sprecare meno risorse

Stare a casa in questi giorni di emergenza Covid-19 è un dovere. Farlo in maniera sostenibile è meglio. E con il minore impatto ambientale. Suggerimenti per non sprecare risorse e impostare la propria vita in maniera nuova

È vero, siamo confinati dal Coronavirus. Esiliati dalle nostre città, rinchiusi nelle nostre case a causa dell’emergenza Covid-19 e forse solo ora ci rendiamo conto di quanto importante sia il comfort abitativo.

Sappiamo solo tre cose: la prima è che si tratta di una fatica necessaria, la seconda è che di sicuro finirà, la terza è che dobbiamo sfruttare questo tempo sospeso per tirare fuori qualcosa che è in noi per essere pronti a tornare a vivere una vita, magari anche migliore di prima.

Perché una cosa è certa: l’abbassamento dell’inquinamento che si è registrato in questo periodo mostra come siamo noi la causa dei nostri mali.

E dunque pensiamoci: il nostro domani deve diventare più ecologico/sostenibile. Intanto, però proviamo a vivere al meglio l’oggi. Ecco qualche consiglio pratico e immediato.

Consumare meno, consumare meglio: le difficoltà legate all’organizzazione della spesa di questi giorni (ecommerce intasato, lunghe file per entrare in un supermercato) forse ci mostrano un nuovo modo di concepire la spesa e gli approvvigionamenti.

La dispensa dovrebbe essere suddivisa tra alimenti a lunga scadenza (tra cui non possono mancare elementi di superfood e i legumi secchi fonte di proteine vegetali per esempio e quelli a corta: equilibrare al meglio queste scorte ci permetterà di evitare di incappare nello spreco alimentare.

Cosa possiamo fare a meno di acquistare? Prodotti con ridondante packaging di plastica per prima cosa. Proprio la riduzione dell’uso delle plastiche e l’abbattimento dello spreco idrico costituiscono i fattori principali su cui agire, a maggior ragione se consideriamo che l’Italia è il Paese in Europa con il più alto consumo di acqua in bottiglia.

Ogni singolo cittadino ne beve – secondo alcuni dati elaborati da Sodastream) più di 220 litri all’anno, per un totale di circa 11 miliardi di bottiglie, di queste l’84% è in plastica. Tutto questo si traduce in 5,87 milioni di barili di petrolio in un solo anno. È il momento giusto per invertire la tendenza.

Ridurre lo spreco d’acqua domestico, ricordandosi di chiudere il rubinetto. La più classica delle accortezze: chiudere sempre il rubinetto quando ci si fa la barba o ci si lava i denti. Lavarsi sotto la doccia fa consumare cinque volte in meno della vasca da bagno e quindi almeno 1.200 litri d’acqua all’anno.

Prendere in considerazione l’acquisto di un riduttore di flusso. Ne esistono in commercio diversi tipi e, con alcuni modelli, il risparmio di acqua può arrivare fino al 60 percento. Utilizzare elettrodomestici sostenibili come lo spremiagrumi a mano o i gasatori dell’acqua che non ricorrono all’uso dell’elettricità per funzionare.

Anche l’energia elettrica e il gas non devono essere sprecati: siamo abituati, solitamente, a uscire di casa velocemente la mattina e rientrare stanchi la sera, senza porre particolare attenzione a ciò che accade in tutta quella fascia oraria in cui la casa resta disabitata.

Volenti o nolenti, in questo periodo, possiamo rendercene conto, avendo la possibilità di modificare alcuni comportamenti che fanno solo sprecare calore e di conseguenza denaro. Come diventare più virtuosi, dunque? Ecco i consigli di Qundis, azienda tedesca che opera nella gestione di dati dei consumi energetici.

Rispettare la regolamentazione su accensione e spegnimento dei termosifoni: periodi e orari di accensione del riscaldamento sono regolati da una legge nazionale che impone dei limiti, in base alla zona climatica.

L’Italia si divide in 6 zone climatiche, di queste solo la zona A dovrà spegnere i termosifoni il 15 marzo, le altre potranno continuare a utilizzarli fino al 31 marzo (zone B e C, che comprendono buona parte del sud e parte del centro Italia), fino al 15 aprile (zone D ed E, che comprendono parte del centro ed il nord Italia) o senza limitazioni (zona F, che comprende le zone di Cuneo, Belluno e Trento).

Quando accendere i termosifoni: partiamo dalle basi, è inutile tenere acceso l’impianto termico giorno e notte. Il calore accumulato quando l’impianto è in funzione garantisce un sufficiente comfort anche nel periodo di spegnimento.

Il tempo massimo di accensione giornaliero varia per legge a seconda delle differenti zone climatiche di cui sopra: da un massimo di 14 ore giornaliere per gli impianti in zona E alle 8 ore della zona B.

Regolare sempre la temperatura dei propri termosifoni: avere in casa temperature estive in inverno o inizio primavera è uno spreco, anche solo perché l’aria calda e secca non fa bene alla salute.

Secondo la legge, le temperature non devono superare i 22 gradi, ma riteniamo che 19 gradi siano sufficienti a stare bene e non spendere una fortuna a fine mese: ridurre la temperatura dell’ambiente di 1°C fa risparmiare circa il 6% sui costi di riscaldamento.

Al contrario, non bisogna neanche lasciar raffreddare del tutto le stanze, poiché scaldarle nuovamente da principio costa più energia e di conseguenza più soldi.

Far areare correttamente gli ambienti: una corretta areazione fa risparmiare molto sui costi di riscaldamento: due volte giorno, è importante aprire tutte le finestre per almeno 10 minuti. Un’areazione del locale solo per un breve periodo ma con un ampio scambio, anziché costante, comporta un considerevole risparmio di energia. Ovviamente, è bene spegnere il riscaldamento nel corso di questa operazione.

Applicare il buon senso, sempre: Ci sono dei comportamenti necessari per non disperdere il calore: sembra banale, ma è importante chiudere le porte delle stanze. Questo vale soprattutto per porte tra stanze che vengono scaldate maggiormente e quelle scaldate meno. Ancora, è essenziale chiudere serrande, battenti e tende per evitare che il caldo fuoriesca all’esterno.

Monitorare costantemente i consumi: quando le bollette arrivano a casa è ormai tardi, ma è possibile agire preventivamente. Il monitoraggio è fondamentale per ottimizzare i propri consumi.

Molte indagini a riguardo confermano che, semplicemente grazie alla presenza di misuratori, è possibile risparmiare tra il 15% e il 20% delle spese energetiche. Solo quando il consumo viene misurato tendiamo ad economizzare veramente l’utilizzo delle risorse a nostra disposizione; ripartizioni forfettarie, al contrario, incentivano lo spreco.

Ma arriviamo a un altro tema importante in questi giorni di emergenza Coronavirus: la disinfestazione. Farla è importante. Meglio se ricorriamo a prodotti naturali, ma efficaci. Seguendo le indicazioni sanitarie è buona cosa stare attenti all’igiene della casa.

Ma oltre alle sostanze chimiche come la candeggina (ottima la soluzione di con una parte di candeggina e 5 di acqua) è possibile utiliizzare l’alcool superiore al 65% che dissolve qualsiasi grasso in particolare lo strato lipidico esterno del Covid19.

Può anche essere utile il ricorso all’aceto. Giusto per evitare di continuare a utilizzare sostanze chimiche tossiche.

Tra le molteplici virtù dell’aceto (conservante, sgrassante, deodorante, anticalcare), c’è anche l’azione disinfettante. Interessante la soluzione del gruppo gruppo De Nigris che produce Casaceto, una soluzione che nasce dalla fermentazione degli zuccheri contenuti in frutta e cereali e contribuisce a eliminare diversi microbatteri. Si può usare puro o diluito per igienizzare velocemente ed efficacemente tutte le superfici egli elettrodomestici, soprattutto in cucina.

Non si può fare jogging all’aperto, ma è possibile trovare il modo di esercitare il copro e la mente. Programmate ogni giorno sessioni di Yoga, stretching e attività cardio.

Fissatele, magari a metà o fine giornata, per distendere i muscoli, allentare la tensione. Molte palestre e personal coach stanno lanciando sessioni gratuite di attività motorie in streaming.

Ecco allora che si possono organizzare lezioni di gruppo, anche con i colleghi – consigliano gli esperti di Copernico che gestiscono una rete di coworking e uffici flessibili che ammoniscono – L’importante è che ci sia una routine. Fissate l’ora del caffè, quella del meeting quotidiano per aggiornarvi e quella delle risposte ai clienti. Interrompersi continuamente è controproducente: a ogni ora, la sua attività“.

Rimanere in casa non significa necessariamente imbruttirsi sul divano: una maggiore disponibilità di tempo può essere anche l’opportunità per prendersi un po’ più cura di sé stessi.

L’importante è Cercare di non lasciarsi andare: “lavorare da casa in pigiama è bello e da una certa soddisfazione per i primi giorni – continuano gli esperti di Copernico – ma dopo un po’ rischia di diventare motivo di inerzia e perdita di concentrazione. Mantenere la distinzione tra abito da casa e da lavoro (anche se molto più casual del solito) resta un ottimo modo per non dimenticarci della cura della nostra persona. E ci permetterà di essere pronti per le videochiamate“.

Pronti e belli: Teoxane, azienda di Ginevra specializzata in prodotti professionali per la bellezza e cura del viso, suggerisce un decalogo per avere una pelle del viso luminosa e tonica. Proprio quella che ci vuole durante una video call. Seguiamo bene questi passaggi.

Struccate bene il viso mattina e sera. Ma attenzione a saponi e schiumogeni, potrebbero seccare la pelle. Per rimuovere efficacemente ogni residuo di make-up e detergere il viso, sono ideali prodotti cosmetici delicati come oli o acque micellari. Queste in particolare sono pensate per tutti i tipi di pelle in quanto non untuose e ricche di ingredienti lenitivi come Acqua di Rosa e Calendula.

Lo sapevate che l’acqua calda può rendere la pelle più fragile? La nostra pelle ha un pH fisiologico ottimale leggermente acido (tra 4,2 di sera e 5,6 di mattina) che serve per mantenere la barriera cutanea perfettamente integra, proteggendoci dalla disidratazione.

L’uso di alte temperature possono modificarlo, alterando questo importante film idro-lipidico. Meglio usare acqua tiepida, alternandola ad acqua fredda così da migliorare il microcircolo.

Bere, muoversi, riposare fanno bene al corpo, alla mente e prevengono le occhiaie. La carenza di ferro è una delle principali cause di comparsa di occhiaie. Ugualmente la ritenzione idrica.

Quindi ricordatevi di bere almeno due litri di acqua al giorno, fare 30 minuti di attività fisica tre volte alla settimana. Riposare almeno otto ore per notte. Mangiare cibi ricchi di ferro come frutta secca, pesce azzurro, legumi o cereali. Abituatevi a una dieta povera di sale.

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