Home Imprese Sostenibili Piante e semi si possono comprare sì o no?

Piante e semi si possono comprare sì o no?

città: Milano - pubblicato il:
piante e semi

Facciamo chiarezza perché sia gli addetti ai lavori che gli acquirenti sono frastornati. Nelle zone rosse di Lombardia e Veneto, infatti, sembra che siano state imposte ulteriori restrizioni alla vendita al dettaglio di semi, piante e fiori nei loro territori. Nel resto del Paese invece si può

Domenica a Milano ho acquistato gerani in un supermercato, ma si poteva?“. “Io invece non ho potuto acquistare i semi ieri che era lunedì: devo fare l’orto, come faccio?” “Stamattina in città erano in azione aziende per la manutenzione del verde… il nostro amministratore dice che non si può…

I lettori ci scrivono. Allora che succede?

L’Associazione Florovivaisti Italiani è tornata a sollecitare chiarezza al Governo, scrivendo al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e alla Ministra per le Politiche agricole, alimentari e forestali, Teresa Bellanova che nei giorni aveva già permesso l’attività dei vivaisti, pur nel rispetto dei Dpcm per arginare il Coronavirus, su tutto il territorio nazionale.

Lo stato di confusione totale persiste però nel settore florovivaistico.

A nulla – incalza l’associazione – sono, dunque, valse le dichiarazioni sulla materia, arrivate da parte del Governo nei giorni scorsi, anche via social. Il via libera alla possibilità di commercializzare prodotti florovivaistici aveva lasciato ben sperare, in tutta Italia, gli operatori del comparto. Gli stessi che ora, però, vedono ordinanze regionali e comunali ribaltare completamente la situazione.

Servono maggiori informazioni e dettagli – osservano da Florovivaisti Italiani-. Tanto più che già il ricorso ai codici Ateco, nell’allegato al Dpcm del 22 marzo, aveva avuto necessità di un intervento esplicativo tramite FAQ della Presidenza del Consiglio. Segno, dunque, che molte disposizioni, aldilà delle buone intenzioni, non hanno centrato l’obiettivo.

Oltre il danno, la beffa – commenta Aldo Albero, presidente dell’associazione – Non è possibile lasciare i vivaisti, già stretti nella morsa di una crisi epocale, in balia delle decisioni improbabili e vaghe delle amministrazioni in cui operano. Bisogna rendersi conto che anche Prefetti e Forze dell’Ordine deputate ai controlli, stanno navigando a vista“.

L’appello di Alberto è accorato: “Stiamo cercando di mantenere la calma, ma le istituzioni nazionali, anche per uscire dall’emergenza sanitaria, devono assicurare azioni decise e puntuali, che superino la bulimia amministrativa e conducano tempestivamente, tutti lungo la stessa via“.

Nello stesso periodo però buone notizie arrivano dal Lazio dove la regione metterà a disposizione un fondo di 250mila euro per aiutare le aziende agricole del territorio a consegnare a domicilio i propri prodotti.

L’annuncio è stato fatto dal presidente di Arsial – l’agenzia regionale per lo sviluppo e l’innovazione – Antonio Rosati, anticipando il contenuto di un bando concepito assieme all’assessore all’Agricoltura, Enrica Onorati, che uscirà in settimana.

Secondo le anticipazioni il bando “prevede un finanziamento immediato a fondo perduto di una somma fino a 5mila euro alle singole aziende agricole e fino a 10mila euro per più
aziende agricole associate, consorzi, cooperative e organizzazioni professionali. Soldi che serviranno per sostenere il trasporto a casa dei prodotti, per contribuire alle spese di carburante o l’acquisto di un furgoncino, o alla creazione di un sito di e-commerce“.

Condividi: