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Sanificazione dell’auto, in vista della ripresa delle attività lavorative

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La fase 2 – tra pro e contro e con tutte le precauzioni del caso – si avvicina con la grande incognita, per milioni di lavoratori, di come raggiungere il posto di lavoro; il distanziamento sociale impone cautela nell’uso dei mezzi pubblici, lasciando il mezzo privato come unica alternativa. Ecco allora che la sanificazione dell’auto diventa un punto chiave per un ritorno al lavoro sicuro

Dal 4 maggio, dunque, milioni di lavoratori potranno tornare al lavoro. La prudenza impone ancora di mantenere un distanziamento sociale che renderà difficile l’utilizzo dei mezzi pubblici per raggiungere il proprio ufficio o il luogo di lavoro.

Nonostante i vari appelli delle associazioni ambientaliste per una ripresa attraverso la mobilità sostenibile – biciclette, car sharing, monopattini elettrici – sarà inevitabile vedere un significativo aumento dei mezzi privati.

Anche perché molto del traffico pendolare è extra-urbano e rende più difficile usare mezzi alternativi e più ecologici per entrare in città.

Allora diventa fondamentale prendere le precauzioni sanitarie che riducano i rischi; come effettuare una sanificazione dell’auto con cadenza costante – come prima si effettuava soltanto il lavaggio. Oggi il semplice lavaggio non basta. Come si deve procedere, quindi, per igienizzare a fondo la propria vettura?

Ce lo spiegano in 5 punti automobile.it e Giuseppe Quagliata, Operations Manager di Wash Out, società specializzata nell’attività di lavaggio auto.

Sanificazione dell’auto, ecco come procedere

Il primo, ovvio ma necessario consiglio per la sanificazione dell’auto, è quello di rivolgersi a professionisti per una prima decontaminazione della vettura; in seguito sarà più facile procedere con periodiche purificazioni della vettura, anche in modalità fai-da-te.

La prima cosa da fare quando ci si appresta autonomamente a igienizzare l’interno dell’auto è indossare guanti e mascherina.

Solo a quel punto si può procedere alla sanificazione dell’abitacolo con prodotti disinfettanti. Per prima cosa ci si deve dedicare alla pulizia delle zone che si toccano più frequentemente, come il volante e la leva del cambio.

Si può quindi passare ai comandi del sistema multimediale, ai pannelli delle portiere, alle maniglie interne. A riguardo, conviene sanificare anche l’esterno dell’auto, sia le maniglie delle porte sia la maniglia del portellone posteriore. L’ultima cosa di cui occuparsi sono tutti i rivestimenti interni, anche quelli meno facili da raggiungere.

Per sanificare l’auto sono consigliati i detergenti a base di alcol, apprezzati per la capacità di rimuovere efficacemente i germi. Altri disinfettanti utilizzabili sono quelli a base etanolo (meglio prodotti con concentrazioni non inferiori al 70%), cloro o candeggina.

Questi richiedono attenzione perché “è sconsigliato l’utilizzo di prodotti con concentrazioni di cloro attivo superiori allo 0,1% e l’utilizzo di candeggina se non fortemente diluita“. Per via della potente azione chimica potrebbero sì eliminare i germi e i batteri, ma anche rovinare i materiali interni come le plastiche o le superfici più delicate.

Non vanno invece usati prodotti a base di ammoniaca, come quelli di colore blu per pulire i vetri che tendono a rompere il materiale vinilico del cruscotto, rendendolo appiccicoso quando sottoposto a calore e luce. Meglio usare una semplice soluzione di acqua e sapone, che consente di effettuare una buona igienizzazione dell’interno della vettura.

Lo stesso vale se ci sono rivestimenti in pelle: meglio usare prodotti specifici per non causare aloni o invecchiamento della superficie trattata e assicurarsi sempre di spruzzare il prodotto sul panno e non direttamente sui rivestimenti da trattare.

Prestate attenzione anche al tipo di panno con cui applicare i prodotti per sanificare l’auto: conviene utilizzare un rotolo di carta assorbente usa e getta. In questo modo, finite le operazioni, non si ha il problema di igienizzare i materiali usati. Non dimentica, alla fine del lavoro di sanificazione di lavare bene le mani.

L’ultimo consiglio di Quagliata è questo: “per concludere la procedura di purificazione della vettura suggeriamo l’acquisto e l’utilizzo di un igienizzante spray con azione biocida per l’impianto di condizionamento della vettura“.

Ripresa della mobilità; serve il cambio gomme

Negli ultimi mesi non ci abbiamo pensato ma, nelle località in cui c’era l’obbligo degli pneumatici invernali, è giunto il momento di effettuare il cambio gomme.

Dal 15 aprile è infatti cessato l’obbligo per tutti gli autoveicoli a motore (in vigore dal 15 novembre) di circolare con pneumatici invernali sulle strade in cui tale obbligo è esplicitamente segnalato; per fortuna gli automobilisti hanno tuttavia un ulteriore mese di tempo, quindi fino al 15 maggio, per adeguarsi al decreto ministeriale n.1049 del 2014 che prevede la sostituzione dei pneumatici invernali con le gomme estive.

Va anche ricordato che il cambio è obbligatorio solo per quei veicoli che montano pneumatici invernali con codice di velocità inferiore rispetto a quello riportato sulla carta di circolazione.

Tuttavia effettuare il cambio gomme, ovviamente, non è previsto nel DPCM del 10 aprile 2020 e, quindi, ci si può recare dal gommista solo per le eccezioni contemplate; per questo le associazioni di categoria (Airp, Aniasa, Assogomma, Cna, Confartigianato e Federpneus), hanno dato alcune indicazioni su questa operazione.

Sono autorizzati a spostarsi, infatti, i cittadini in grado di giustificare lo spostamento dalla loro abitazione per necessità lavorative, per motivi di salute o per altre necessità contemplate dal DPCM del 10 aprile 2020.

Nel caso in cui lo spostamento avvenga con la propria vettura, questa deve essere idonea alla circolazione, quindi conforme al Codice della Strada e al decreto ministeriale n.1049 del 2014 che regola il tipo di pneumatici da utilizzare.

Quindi, chi non può giustificare il proprio spostamento, dovrà attendere per spostarsi quanto indicato dall’ultimo decreto, ovvero la data del 4 maggio.

A questo proposito le associazioni ribadiscono che, laddove non si riuscisse a perfezionare il cambio gomme a tempo debito, si faranno carico di richiedere eventuali eccezionali e limitate proroghe di tempo, sebbene sarebbe auspicabile avere quanto prima istruzioni precise per permettere alle autofficine di pianificare al meglio la propria attività.

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