L’ortaggio simbolo del periodo autunnale è la zucca, frutto della Cocurbita pepo L, che viene utilizzata da millenni per scopi culinari. Le virtù migliori della pianta si ritrovano nei semi, che vengono consumati a scopo alimentare dopo cottura al forno, mentre invece crudi, maturi ed essiccati vengono usati in fitoterapia
I piccoli semi della zucca sono dei veri e propri scrigni di sostanze utili per contrastare i fastidiosi sintomi urinari, soprattutto associati all’iperplasia prostatica benigna.
Iperplasia prostatica benigna, cos’è
La prostata è una ghiandola che fa parte dell’apparato genitale maschile, è localizzata subito sotto la vescica e circonda il primo tratto dell’uretra il condotto che porta l’urina dalla vescica verso l’esterno.
Con l’avanzare dell’età si assiste a un graduale e progressivo aumento del volume della ghiandola prostatica chiamato scientificamente iperplasia prostatica benigna o adenoma della prostata.
Questo disturbo è molto frequente negli uomini al di sopra dei 50 anni e colpisce circa un uomo su 4; infatti intorno agli 80 anni più della metà degli uomini ne è affetta.
Spesso i primi sintomi si manifestano già a partire dai 40 anni e, se trascurati, potrebbero evolvere in maniera progressiva in una vera e propria iperplasia prostatica.
L’ingrossamento della prostata tende a restringere sempre di più l’uretra, questo fa si che il primo sintomo della patologia sia la difficoltà di urinare, in queste condizioni la vescica è costretta a lavorare di più per cercare di espellere l’urina e con il tempo, si indebolisce, perde efficienza e è soggetta a diverticoli (ernie vescicali).
La difficoltà nell’espellere i liquidi, inoltre, può far sì che parte delle sostanze di scarto restino nella vescica, dando luogo a possibili infezioni.
Come accennato, il restringimento del calibro dell’uretra fa si che il sintomo caratteristico della patologia sia il bisogno urgente di urinare spesso, sia di giorno che di notte, una difficoltà nell’iniziare a urinare, nel trattenere le urine e una diminuzione del flusso urinario.
I farmaci di sintesi che attualmente vengono impiegati in terapia, danno effetti collaterali seri come orticaria, improvvisa diminuzione o perdita della vista, battito cardiaco irregolare e difficoltà a respirare e deglutire.
Sintomi che portano il paziente, a lungo andare, a non assumerli, portando così a una recrudescenza della patologia.
In questa ottica nasce interesse nello studio e nella ricerca di principi attivi di origine vegetale, che diano una risposta farmacologicamente attiva associata a una minore incidenza di effetti collaterali.
I semi di zucca rappresentano un approccio naturale che va proprio in questa direzione.
I semi di zucca mantengono in salute la prostata
I semi di zucca contengono Cucurbitina (approvata utilizzo in fitoterapia come antielmintico), Triterpeni, Fitosterine, Vitamina E, Selenio, Zinco, Acidi grassi; il costituente principale è l’olio (30-50%), ricco di acidi grassi quali oleico e linoleico.
Gli acidi grassi e soprattutto i delta-steroli sono i responsabili dell’attività benefica sulla prostata dei semi di zucca.
Gli steroli vegetali sono in grado di interferire nella conversione del testosterone in diidrotestosterone, quest’ultimo responsabile della eccessiva crescita cellulare a livello della prostata che è alla base della patologia.
Secondo altri studiosi, invece i fitosteroli inibiscono l’attività della 5-alfa-reduttasi (l’enzima deputato alla sintesi del diidrotestosterone); altri ancora, invece, suggeriscono che i delta-steroli presenti nei semi di zucca ostacolano il legame del diidrotestosterone ai recettori degli androgeni, prevenendo così l’iperproliferazione delle cellule prostatiche.
A titolo indicativo, la dose generalmente consigliata è di 10 grammi di semi maturi interi o macinati, da assumersi una o due volte al giorno in dose unica, oppure in dosi frazionate.
Nel caso in cui, invece, si utilizzi l’olio di semi di zucca, la dose solitamente consigliata è di circa 300 mg al giorno.


Maria Anna Esposito: laureata in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche alla Facoltà di Farmacia dell’Università Federico II di Napoli, farmacista con specializzazione in Fitoterapia e Aromaterapia. Fito-blogger. Esercita in libera professione attività di consulenza erboristica | 









