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Primark aderisce alla Carta per la Moda Sostenibile

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Entro il 2030 Primark si impegna a ridurre del 30% le emissioni di gas serra in tutta la sua filiera. Il retailer internazionale di abbigliamento ha attuato diverse iniziative green registrandone i risultati

Primark, il retailer internazionale di abbigliamento a prezzi convenienti presente in 13 Paesi tra cui l’Italia, dove conta 5 punti vendita presenti negli shopping center, ha aderito alla Carta per la Moda Sostenibile delle Nazioni Unite con l’impegno di ridurre le proprie emissioni di gas serra del 30% entro il 2030.

L’impegno è quello di ridurre le emissioni in tutta la sua filiera, dalla produzione alla distribuzione, fino alla vendita. Il percorso di decarbonizzazione si basa sui metodi definiti all’interno dell’iniziativa Science-Based Targets.

Iniziative green e sociali di Primark

Un lungo elenco di attività messe in campo già da qualche anno da Primark testimoniano l’impegno dell’azienda fondata a Dublino. Nel 2015 ha creato l’Energy Reduction Group (Erg) con lo scopo di individuare e implementare iniziative di risparmio energetico negli store.

Inoltre sono stati raddoppiati i prodotti realizzati con materiali riciclati per un totale di 40 milioni di articoli entro l’autunno. Grande attenzione alla sostenibilità del cotone: dal 2013 sostiene i coltivatori di cotone con un programma di formazione su pratiche più sostenibili con il Primark Sustainable Cotton Programme.

Entro il 2022 saranno formati 160.000 agricoltori. Nei negozi del Regno Unito è stata attivata una raccolta di indumenti usati destinati al riciclo che verrà estesa anche nei punti vendita in altri Paesi.

Primark ha affiancato i fornitori del settore manifatturiero impegnati a implementare il Sustainable Apparel Coalition’s Higg Facility Environmental Module che serve a monitorare il consumo energetico e le emissioni di carbonio negli stabilimenti in cui sono realizzati i suoi prodotti.

Anche sul fronte packaging e distribuzione Primark ha sviluppato programmi volti a una sempre maggiore sostenibilità. Utilizza imballaggi Pac-D ottimizzati per ridurre gli sprechi, iniziativa che ha consentito di risparmiare fino a 2,26 milioni di metri quadrati di cartone.

Per le spedizioni si prediligono quelle via terra anziché via aerea e i camion che consegnano le merci raccolgono anche i rifiuti innescando un circolo virtuoso che diminuisce i viaggi.

Dal 2010 Primark è anche impegnata con diverse associazioni di beneficenza per donare articoli e raccogliere fondi per le persone in difficoltà.

Katharine Stewart, Ethical Trade and Environmental Sustainability director di Primark, ha dichiarato: “Siamo lieti di entrare a far parte dell’Unfccc e per questo motivo ci impegniamo a ridurre le emissioni inquinanti lungo la nostra catena del valore. In qualità di rivenditore che opera a livello internazionale, troviamo molto stimolante individuare nuove soluzioni per far fronte al cambiamento climatico, un ambito nel quale c’è ancora molto da fare. Nonostante le nostre grandi ambizioni per rendere il nostro business più sostenibile, siamo fortemente convinti che anche i nostri più piccoli cambiamenti possano fare la differenza, proprio per via della nostra presenza globale. Ma la cosa più importante, è che vogliamo realizzare tutto ciò senza trasferire i costi sui nostri clienti, poiché crediamo che la moda per essere sostenibile debba anche essere accessibile“.

La Carta per la Moda Sostenibile

L’acronimo è Unfccc (United Nations Framework Convention on Climate Change) e ha come obiettivo quello di azzerrare entro il 2050 qualsiasi tipo di emissione.

È nata sotto l’egida delle Nazioni Unite il 10 dicembre del 2018 a Katowice (Polonia) in occasione del vertice internazionale sul clima Cop24 ed è stata firmata da grandi brand del settore moda cui successivamente si sono aggiunte altre aziende.

È nata in linea con gli obiettivi dell’accordo di Parigi per l’azzeramento dei gas serra entro il 2050. I punti principali sono: la decarbonizzazione nelle fasi di produzione, la scelta di materiali sostenibili, trasporti a basse emissioni, la sensibilizzazione dei consumatori, la collaborazione con soggetti politici e le comunità finanziarie, la promozione dell’economia circolare.

I primi firmatari della Carta sono stati: Adidas, Aquitex, Arcteryx, Burberry Limited, Esprit, Guess, Gap Inc., H&M, Hakro Gmbh., Hugo Boss, Inditex, Kering Group, Lenzing AG, Levi Strauss & Co., Mammut Sports Group AG, Mantis World, Maersk, Pidigi S.P.A, Puma SE, re:newcell, Schoeller Textiles AG, Peek Performance, Salomon, Skunkfunk, Sln Moda, Stella McCartney, Sympatex Technologies, Target e Tropic Knits.

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