Una giornata densa di voci femminili quella di oggi 8 marzo con #seledonne in testa: ascoltiamole – ma non solo in questa giornata – perché da tutte c’è da imparare come rendere questo Paese più Sostenibile anche dal punto di vista sociale
Sarà un 8 marzo un po’ diverso quello di quest’anno a cominciare dall’hashtag #seledonne lanciato per dare un’immagine chiara.
Assediate dal Covid-19 alcuni studi hanno messo in luce che ancora una volta sono le donne le più colpite. Anche perché sono in prima linea, non solo in posizioni chiave nei team di ricerca o nelle istituzione.
Alcuni dati raccolti dal Parlamento europeo hanno rivelato che la maggior parte dei lavoratori che forniscono servizi essenziali nell’attuale crisi nell’Ue sono donne, compreso il 76% degli operatori sanitari (medici, infermieri, ostetriche, personale delle case di cura residenziali), il 93% degli assistenti all’infanzia e degli insegnanti e il 95% di addetti alle pulizie.
Quindi è grazie a loro che i nostri sistemi economici, sociali e sanitari, la nostra vita pubblica e le nostre attività essenziali vengono mantenuti.
Eppure: uno studio del 2020 ha rilevato che gli uomini sono molto più numerosi delle donne negli organismi creati per rispondere alla pandemia. Delle 115 task force nazionali dedicate alla Covid-19 in 87 paesi, tra cui 17 Stati membri dell’Ue, l’85,2% era costituito principalmente da uomini, l’11,4% principalmente da donne e solo il 3,5% era caratterizzato da una parità di genere.
Potrebbe quindi essere veramente una giornata diversa quella di questo 8 marzo 2021: dove le donne non stanno più a guardare. Le sollecitazioni non mancano. Perché le donne possono insegnare ad altre donne come fare.
Come i pensieri e le azioni quelle proposte nella videointervista di greenplanner.it a tre donne impegnate nel sociale e nel privato. Sono Lella Bassignana, consigliera di parità della Provincia di Vercelli e referente del Nodo provinciale contro le discriminazioni (cui si deve da tempo anche un lavoro puntuale di informazione/formazione sulle scuole della provincia piemontese); Lorena di Galante, dirigente superiore della Polizia di Stato, presidente di pari opportunità della Pubblica sicurezza; Paola Corna Pellegrini, amministratrice delegata di Allianz Partner Italia.
Diamoci tempo e modo per riflettere sul tema. Ci danno una mano altri momenti organizzati proprio oggi in merito. Come quello dedicato alle Donna di Mare 2021, una tavola rotonda virtuale a tema donne, mare e sostenibilità.
Sarà compito dell’attore Sergio Muniz moderare Francesca Santoro, specialista di programma dell’Intergovernmental Oceanographic Commission Unesco; Anna Cogo, cofounder di B-Women Italy e Daniela Addis, fondatrice e presidente dello Studio Legale Addis Ambiente&Mare (il webinar sarà online sulla pagina Facebook di Decennio del Mare e sul sito ufficiale decenniodelmare.it).
Da non perdere neppure il videoconcerto La Forza delle donne, organizzato dalla Fondazione Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi e fruibile sui canali social dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi alle ore 12:30.
E poi, ascoltiamo: la voce di trenta donne dall’Africa, dal Medio Oriente, dal Sud America e dall’Europa saranno online sui canali digitali di Emergency grazie al lavoro di raccolta della giornalista Emanuela Zuccalà che le ha raccolte nel libro Le guerre delle donne (Infinito Edizioni).
Incontri con le giovani nigeriane fuggite dalla tratta in Italia, con le attiviste contro le mutilazioni genitali femminili in Liberia e Kenya, con le migranti centroamericane in viaggio per cercare di superare i confini e ricostruirsi una vita negli Stati Uniti, con femministe algerine e ambientaliste peruviane che si oppongono alle miniere illegali, fino alle rifugiate siriane in Giordania.
La presentazione del libro Le guerre delle donne verrà trasmesso online alle 18 sulla pagina Facebook e sul canale Youtube di Emergency.
Perché le donne possono insegnare ad altre donne come combattere. L’hashtag #seledonne la dice lunga: “Se le donne che abitano nelle aree rurali disponessero di maggiori risorse economiche e di opportunità in tema di formazione – sostiene Giorgina Gallo, che fa parte del consiglio di amministrazione dell’organizzazione umanitaria Azione contro la fame – diverrebbero l’asset principale della lotta contro la fame e la malnutrizione, rendendo i sistemi alimentari più produttivi e sostenibili“.
Quanti altri #seledonne dobbiamo elencare per convincerci che l’empowerment femminile costituisce la prima strada per contrastare l’insicurezza mondiale?












