Home Imprese Sostenibili Tari: se vendi i tuoi rifiuti la eviti. Parola di Borsino Rifiuti

Tari: se vendi i tuoi rifiuti la eviti. Parola di Borsino Rifiuti

pubblicato il:
borsino rifiuti
Foto di Nathan Copley da Pixabay

Con l’entrata in vigore del decreto legislativo 116/2020 è possibile conferire i rifiuti a un ente terzo che gli dà un valore acquistandoli. È quello che fa Borsino Rifiuti, che ci spiega la procedura

Interessante sapere che c’è un modo per evitare di pagare la Tari e guadagnarci pure. Lo possono fare le aziende, ma anche le partite Iva che producono molti rifiuti, scarti, sottoprodotti e che, in ottica di economia circolare, non solo non devono più pagare per smaltirli, ma possono addirittura venderli e guadagnarci.

Tutto ciò lo permette il decreto legislativo 116/2020 in vigore dal 26 settembre 2020 che recepisce le direttive europee sui rifiuti Ue 2018/851 e sugli imballaggi e rifiuti di imballaggio 2018/852.

Ce lo racconta nel dettaglio GianLuca Vorraro, founder di Borsino Rifiuti in capo a Taebioenergy che, preparandosi a cavalcare questa direttiva, sta mettendo a punto una nuova filiera di recupero rifiuti.

Nell’articolo 198 della 116/2020 – spiega Vorraroviene sancita la vera rivoluzione del settore ambientale; infatti l’ente pubblico perde il concetto di privativa ed esclusiva nella raccolta dei rifiuti presso le Partite Iva, che ora hanno la possibilità di entrare nel mercato dell’economia circolare“.

Insomma, si può fare diversamente ed evitare la trafila delle aziende che consegnano al Comune pagando una tassa rifiuti che, secondo Vorraro: “non sempre corrisponde alla giusta erogazione dei servizi di raccolta rifiuti.

I Comuni, infatti, gestiscono i rifiuti con convenzioni libere e non obbligatorie con i consorzi di filiera che vendono al mercato i rifiuti riciclabili e la distribuzione di questi proventi non arriva al produttore del rifiuto che si è visto aumentare la tassa dei rifiuti di quasi 5 miliardi di euro negli ultimi da 8 anni“.

Borsino Rifiuti accompagna l’attività economica nel mercato dell’economia circolare diventandone il garante sia delle operazioni di raccolta, sia della produzione di nuove materie prime derivanti dai rifiuti ritirati.

Questo – conclude il manager – riusciamo a farlo grazie alla diffusione territoriale del nostro network costituito da trasportatori e impianti di recupero di rifiuti“.

Quindi, da una parte questa startup innovativa è sul mercato a cercare clienti (e non sono pochi quelli già attivi) e dall’altra vengono selezionati “operatori in grado di effettuare i servizi di raccolta e trattamento rifiuti per i nostri clienti – è l’appello di Vorraro che spiega come viene verificato anche per i clienti – che sia il congruo pagamento delle imposte sostenuto dall’azienda fino al nostro arrivo e organizzando un servizio puntuale e vantaggioso di raccolta con i partner tecnici che convenzioniamo sul territorio“.

Questo, insomma è quello che fa Borsino Rifiuti, che ha avviato un marketplace per la gestione degli smaltimenti con lo scopo di effettuare il recupero dei rifiuti, destinandoli a filiere certe che offrono le migliori condizioni di servizio e di costo sul servizio di raccolta o trattamento del rifiuto.

Per le attività economiche – specifica Vorrarooffriamo due servizi: il primo è quello di raccolta dei rifiuti urbani che oggi vengono ritirati dall’ente comunale con la possibilità di usufruire di un completo azzeramento della parte variabile ella tassa rifiuti e di un guadagno derivante dalla vendita dei rifiuti riciclabili“.

Il secondo step è destinato ai Comuni “ai quali offriamo un servizio di vendita alle migliori condizioni di mercato dei rifiuti riciclabili consegnati dai cittadini presso le isole ecologiche. Valori economici che dovranno essere utilizzati dall’ente pubblico per ridurre il carico della tassa rifiuti imposta alla cittadinanza“.

Condividi: