Home Eco Lifestyle Facciamo chiarezza sugli Omega-3: quando vanno… sconsigliati

Facciamo chiarezza sugli Omega-3: quando vanno… sconsigliati

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integratori omega-3
Foto di Steve Buissinne da Pixabay

Omega-3, uno studio da poco pubblicato mette in guardia su alcuni problemi cardiovascolari che potrebbero nascere se l’assunzione di questi integratori non è prescritta da medici o farmacisti… il fai da te, in questo caso, è fortemente sconsigliato

Gli integratori a base di Omega-3 vengono ampiamente assunti, spesso, senza sentire né il parere del medico né quello del farmacista, per ridurre il rischio cardiovascolare in pazienti che presentano livelli alti di trigliceridi nel sangue.

La sicurezza di questi integratori, tuttavia, è stata messa in discussione da recenti studi che provano una correlazione tra l’insorgenza della più comune tipologia di aritmia cardiaca, che riguarda gli atri, ovvero la fibrillazione atriale e i pazienti che assumevano omega-3, con  alti livelli di trigliceridi nel sangue e quindi alto rischio cardiovascolare.

Lo studio pubblicato su European Heart Journal, si basa su una meta-analisi di studi controllati e randomizzati e va a valutare se l’utilizzo degli omega-3 come forma di supplementazione nella normale dieta, possa portare a un aumento del rischio di fibrillazione atriale rispetto a un placebo.

Gli studi oggetto della meta-analisi hanno coinvolto più di 50.000 pazienti che mostravano alti livelli di trigliceridi plasmatici ed erano ad alto rischio di sviluppare, o avevano già sviluppato, una patologia cardiovascolare.

Si è preso in esame un periodo compreso tra 2 e circa 7 anni nel quale i pazienti avevano assunto Omega-3 a diversi dosaggi oppure il placebo.

I risultati dell’analisi hanno mostrato che i pazienti che avevano assunto integratori a base di acidi grassi Omega-3 avevano un’incidenza significativamente maggiore di sviluppare eventi di fibrillazione atriale rispetto al placebo.

Quindi, ciò riprova l’attenzione che sia il medico sia il farmacista devono mettere nel prescrivere o consigliare tali integratori quando il soggetto è predisposto a sviluppare malattie cardiovascolari.

Omega-3, per i soggetti sani?

Gli integratori a base di Omega-3 presenti sul mercato vengono normalmente assunti per il benessere della funzionalità cardiovascolare in soggetti sani, che non riescono attraverso la dieta ad assumere tali acidi grassi.

Tali soggetti, quindi, non presentano nessun rischio cardiovascolare accertato e vengono presi in forma preventiva sfruttando quelle che sono le funzionalità fisiologiche di tali integratori.

Integratori Italia, l’associazione italiana di categoria aderente a Confindustria, che fa parte dell’Unione Italiana Food, rassicura i propri consumatori in quanto lo studio dell’European Heart Journal prende in considerazione soltanto soggetti con alto rischio cardiovascolare – il 70% era diabetico e una quota significativa di loro aveva subìto già un infarto o un evento cardiovascolare importante.

In conclusione, mancano studi che cerchino di chiarire il meccanismo con il quale gli integratori Omega-3 possano sviluppare un evento di fibrillazione atriale in soggetti con rischio cardiovascolare, in secondo luogo sta sempre nella professionalità del medico prescrivere tali integratori valutando sempre quelli che siano i rischi – benefici di tali sostanze su un paziente cardiopatico.

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Maria Anna Esposito Maria Anna Esposito: laureata in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche alla Facoltà di Farmacia dell’Università Federico II di Napoli, farmacista con specializzazione in Fitoterapia e Aromaterapia. Fito-blogger. Esercita in libera professione attività di consulenza erboristica | e-mail | Instagram
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