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Per contrastare l’acqua alta di Venezia determinanti le proiezioni

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acqua alta a venezia
Foto di Peggychoucair da Pixabay

Uno studio pubblicato sulla rivista Natural Hazards and Earth System Sciences mostra come per contrastare l’aumento dei livelli dei mari e risolvere il problema dell’acqua alta a Venezia e in altre città costiere, saranno fondamentali i sistemi di previsione, proiezione e protezione futuri

Le previsioni future non lasciano dubbi sul pericolo che corrono le città costiere a causa dell’innalzamento dei livelli dei mari; l’acqua alta a Venezia e in altre città costiere nel mondo, un problema già oggi, potrebbe diventare un grave rischio visto che gli scienziati prevedono un aumento del livello del mare tra 17 e 120 centimetri entro il 2100.

Come procedere allora nella ricerca di soluzioni di contrasto e di protezione? Lo studio – pubblicato su Natural Hazards and Earth System Sciences – evidenzia che sarà cruciale stimare l’impatto delle emissioni sull’innalzamento del livello del mare durante questo secolo.

Coordinato dai ricercatori dell’Università del Salento, dell’Istituto di scienze marine del Consiglio nazionale delle ricerche e dell’Università Ca’ Foscari Venezia, l’analisi prende in considerazione dati storici e contemporanei su Venezia, per comprendere il recente aumento del rischio di allagamenti.

Il fattore chiave nell’esaminare la grave minaccia di allagamenti a Venezia e in altre città costiere è l’innalzamento del livello del mare relativo, ovvero l’innalzamento del livello del mare rispetto alla superficie terrestre solida locale, che risulta dalla subsidenza della superfice su cui sorge la città e dall’innalzamento del livello medio del mare.

Per agire in modo concreto e valido è, quindi, fondamentale eliminare le incertezze che potrebbero inficiare le analisi. Incertezze dovute – è l’opinione di Davide Zanchettin, professore all’Università Ca’ Foscari Venezia e uno dei principali autori dello studio – “al fatto che le previsioni si basano su una vasta gamma di scenari di emissione di gas serra, oltre che a una comprensione ancora incompleta dei processi, sia remoti che interni al Mediterraneo e all’Adriatico, che contribuiscono alle variazioni del livello del mare“.

tabella studio acqua alta venezia

Importante avere informazioni accurate del futuro innalzamento del livello del mare

Gli eventi estremi che si verificano a Venezia e in altre città costiere, non sono da attribuire esclusivamente a forti tempeste di scirocco, ma sono riconducibili anche ad altri fattori, tra cui meteotsunami e onde atmosferiche planetarie.

Nel breve periodo, la protezione di Venezia dagli allagamenti dipende soprattutto dall’uso efficiente e tempestivo del nuovo sistema di difesa costiera MoSE, che è entrato in funzione in alcune occasioni dall’ottobre 2020 per proteggere la città.

Il MoSE si basa sulla possibilità di prevedere l’innalzamento del livello del mare tra le 4 e le 6 ore prima del picco massimo, per chiudere le barriere in modo da proteggere la città (che è a bassa quota e vulnerabile) dall’allagamento, oppure decidere di tenerle aperte per dare accesso al porto e mantenere l’equilibrio ambientale della laguna.

Lo studio in questa situazione, in uno scenario ritenuto plausibile, seppur improbabile, di accelerato innalzamento del livello del mare, prefigura la necessità di chiudere la laguna per quasi tutto l’anno a partire dal 2075.

Con gravi ripercussioni ambientali ed economiche sulla città di Venezia e sulla laguna.

Anche se fermassimo completamente il riscaldamento globale smettendo di utilizzare i combustibili fossili, il livello del mare continuerebbe a innalzarsi, seppur a una velocità molto ridotta – afferma Piero Lionello, professore all’Università del Salento – Grazie a studi come questo, abbiamo le informazioni per identificare i rischi futuri per le città costiere come Venezia. Anche se non sappiamo esattamente quando, gli indizi attuali indicano che dobbiamo cambiare le nostre strategie di adattamento“.

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