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Pnrr: fondi per molti comuni, ma non per tutti

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rinnovamento urbano pnrr
Foto di Sean Benesh da Unsplash

Cominciano a delinearsi le tabelle per la suddivisione dei fondi del Pnrr ai Comuni italiani e iniziano, inevitabilmente, le prime polemiche da parte degli enti rimasti esclusi. La presa di posizione di Anci e Uncem

Fondi per i Comuni italiani sopra i 15mila abitanti del Pnrr: comincia a montare un diffuso malcontento nello scorrere chi, nella lista delle oltre 2.000 opere che gli enti locali hanno presentato per la riqualificazione dei loro territori, otterrà i fondi richiesti.

Non ci sono fondi per tutti, infatti: solo 1.784 progetti riceveranno il finanziamento, alimentando lo scontento di chi è rimasto escluso. Per questo il presidente nazionale di Anci – l’associazione dedi comuni italiani – Antonio Decaro insieme ai suoi omologhi regionali ha inviato una lettera ai ministri Luciana Lamorgese e Daniele Franco.

L’Anci – commenta Decaro chiede da tempo al governo un’attenzione particolare su questa misura di investimento, che riguarda opere che in genere sono rapidamente cantierabili: riteniamo che tutti i progetti – ammessi dopo una lunga e scrupolosa valutazione istruttoria fatta dai Ministeri competenti – debbano essere finanziati.

Per questo però è necessario, come abbiamo ribadito con forza al governo, che le risorse attualmente previste vengano integrate con ulteriori 900 milioni circa, anche per ovviare ad alcune criticità causate dall’applicazione dei parametri usati per definire la graduatoria.

Appare paradossale che da una parte l’Italia possa disporre di risorse per investimenti straordinarie e dall’altra parte ci siano progetti già pronti che non vengono finanziati, escludendo in particolare alcuni importanti Comuni del Nord“.

La polemica nasce dall’esclusione dai finanziamenti di circa 210 progetti di 53 comuni del Veneto e per la divisione dei 3,4 miliardi destinati più al Sud che al Nord.

Anche Marco Bussone, presidente nazionale di Uncem, l’associazione ei comuni montani, esprime l’insoddisfazione dei suoi associati per come verranno ripartiti questi fondi: “Il Pnrr non sta funzionando e le delusioni sono forti da parte del sistema dei Sindaci dei Comuni montani e di Uncem.

Abbiamo confidato e operato per avere tutt’altre modalità di attuazione, almeno dei primi bandi che sono stati emanati. Quattro dossier Uncem, di proposte e supporto ai Ministeri e alle agenzie private che hanno importanti incarichi per realizzare i bandi e gestirli, parlano chiaro. Palazzo Chigi si è distratto.

Avremmo voluto un’azione diversa per spendere 191 milioni di euro. Mentre sta funzionando il piano complementare per il sisma, unica cosa efficace, troppe misure dl Pnrr hanno criteri di selezione e attuazione inspiegabili, fuori dalla realtà.

A partire da quello sulle scuole, in cui viene impedito ai comuni di utilizzare i progetti che erano già stati montati e allestiti grazie al bando del fondo statale progettazione per esempio, oppure quello sui borghi in cui le regioni devono individuare, non si capisce bene come, 20 borghi dotati di 20 milioni di euro ciascuno e poi altri 229 borghi che avranno solamente 1,6 milioni di euro.

Rischiamo, sul piano dei borghi, di buttare via 1 miliardo di euro. Ci sono una serie di problematiche evidenti non tanto e solo nella mancanza di personale ed è assurdo assumere persone nella Pa a tempo determinato, quanto nella interazione tra piccoli e grandi comuni.

Succede per esempio per il bando sui progetti integrati di sviluppo delle città metropolitane in cui viene chiesto in questi giorni dai capoluogo ai comuni un elenco di opere, quando invece la ratio è tutt’altra. E le logiche urbanocentriche escludono di fatto i piccoli Comuni.

Sulla rigenerazione urbana, il nord viene totalmente penalizzato senza motivo. Su troppe componenti, abbiamo uno switch di risorse tra leggi bilancio e Pnrr. Come sulla rigenerazione urbana, sulle opere per i Comuni, sull’alta velocità ferroviaria.

Serve un complessivo cambio di passo e crediamo che Palazzo Chigi con il Mef debbano ascoltare i Sindaci dei piccoli Comuni che sanno bene come si lavora sul territorio per generare sviluppo, coesione, riorganizzare servizi, opportunità per le comunità“.

Insomma, per Uncem, sul Pnrr è tutto da rifare. Anche se, proprio grazie alle azioni intraprese da Anci, la legge di bilancio appena approvata stanzia 300 milioni di euro per consentire ai Comuni al di sotto di 15mila abitanti associati tra loro di presentare domanda per il finanziamento di propri progetti.

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