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Sense, un altro passo verso agricoltura e zootecnia sostenibili

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zootecnia e agricoltura sostenibili
Immagine da Depositphotos

Il progetto internazionale Sense vuole scoprire la strada migliore per mitigare le emissioni di gas serra, così da fornire agli agricoltori uno strumento per renderli autonomi nel fare scelte sostenibili.

È tardi, è tardi“. Non siamo il Bianconiglio di Carrol, ma in fondo questa sua visione della vita, sempre di corsa, sempre con il tempo contato è quello che sta succedendo ora.

La tardiva presa di coscienza del mondo della politica dei problemi legati al cambiamento climatico sta spingendo fondi verso il mondo della ricerca e verso progetti per mitigare il problema e ridurre le emissioni di gas serra (Ghg – greenhouse gas).

Uno degli ultimi a partire a livello europeo è Sense – sinergie nei sistemi integrati: migliorare l’efficienza nell’uso delle risorse mitigando le emissioni di Ghg attraverso decisioni informate sulla circolarità.

Obiettivo di questo progetto, iniziato lo scorso primo marzo, è studiare e validare soluzioni per migliorare la gestione del territorio, sviluppando sistemi agro-zoo-forestali, dove gli animali entrano in gioco in modo sinergico alla componente colturale e arborea, in grado di ridurre le emissioni di gas serra in ambito agricolo, migliorando anche la circolarità delle risorse.

In Italia il partner di questo progetto è il Crea che ha scelto come caso di studio l’azienda zootecnica biologica Agricola Boccea, che si trova alle porte di Roma ed è caratterizzata da un sistema integrato in cui l’uliveto dell’azienda viene utilizzato anche come pascolo per tre razze di bovini da carne.

Per comprendere l’importanza di Sense c’è da riflettere su questo dato: nel 2019 in Europa il mondo agricolo ha pesato per il 10,55% nelle emissioni di gas serra, secondo i dati forniti dall’Ippc (Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico).

Per poter raggiungere gli obiettivi di riduzione dei Ghg a livello globale è necessario intervenire anche sulla componente agricola.

Nelle strutture scelte come casi di studio, saranno studiati diversi scenari di gestione legati ai flussi di carbonio, nutrienti, acqua e biomasse, e sarà valutato il loro potenziale di mitigazione delle emissioni di gas serra e di resilienza rispetto al cambiamento climatico.

Per farlo sarà utilizzato un sistema digitale di monitoraggio, segnalazione e verifica, (Mvr), sviluppato dal James Hutton Institute.

Utilizzando sensori in campo e tecnologie e strumenti di analisi con capacità di elaborazione dati ed esecuzione di calcoli complessi a elevata velocità (High performance computing) si vuole arrivare a validare una applicazione che permetta agli agricoltori di operare in modo autonomo e controllare le previsioni di emissioni Ghg, fornendo quindi uno strumento valido per centrare l’obiettivo zero emissioni di gas serra.

Durante il progetto gli agricoltori saranno coinvolti in ogni attività e ogni azienda agricola condividerà una serie di indicatori legati alla circolarità – riciclo dei nutrienti e degli scarti, l’autosufficienza per l’alimentazione degli animali – e al funzionamento ecologico – la biomassa microbica e l’attività enzimatica del terreno, la biodiversità, la presenza di specie leguminose o specie appetibili per gli animali nel pascolo.

Sense è un progetto coordinato dal James Hutton Institute (Uk) e riunisce 10 istituzioni di sette Paesi, quattro in Europa e tre in Sud America, con una dotazione di 1,33 milioni di euro.

In particolare il Crea, in Italia, studierà l’evoluzione degli indicatori di funzionamento ecologico, prima e dopo l’implementazione di misure di circolarità.

Questo lavoro servirà per identificare le strategie da adottare per migliorare la circolarità dei flussi, in relazione allo stoccaggio del carbonio, al ciclo dei nutrienti e alla mitigazione delle emissioni Ghg.

Un altro mattone verso una agricoltura e una zootecnia sostenibile, ma l’orologio continua a ticchettare: arriveremo in tempo alla “festa di non compleanno“?

Crediti immagine: Depositphotos

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Maurizio Ferrari Maurizio Ferrari: giornalista professionista, curioso e vuole scoprire sempre come funzionano le cose. Amante della buona tavola, cuoco dilettante con diploma di sommelier. Esperto di comunicazione e fotografo per hobby | Linkedin
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