Nell’Unione europea il real estate è il settore che consuma più energia ed è, da solo, responsabile di circa il 40% del consumo energetico e del 36% delle emissioni di carbonio.
In seguito all’entrata in vigore, nel luglio 2020, del Regolamento europeo sulla Tassonomia per la definizione delle condizioni e dei criteri per considerare un’attività economica sostenibile, diventa essenziale definire una metodologia di misurazione e di confronto anche per il settore edilizio.
Gli obiettivi ambientali definiti nel regolamento considerano infatti aspetti relativi a:
- adattamento al cambiamento climatico
- mitigazione del cambiamento climatico
- uso sostenibile e protezione delle risorse idriche
- transizione verso un’economia circolare
- riduzione dell’inquinamento
- protezione della biodiversità
La difficoltà attuale riguarda la definizione di indicatori oggettivi in grado di misurare, in maniera efficace e standardizzata il percorso verso il raggiungimento di questi obiettivi.
Deepki, società informatica specializzata nello sviluppo di soluzioni, prevalentemente Saas, per il settore immobiliare, ha creato il primo benchmark di prestazione energetica degli edifici in Europa, l’Esg Index.
Grazie alla raccolta automatizzata dei dati di oltre 400.000 edifici in 41 Paesi, Deepki, con il suo indicatore, è in grado di restituire al mercato informazioni dettagliate e affidabili sulla prestazione energetica del patrimonio immobiliare, distinte per destinazione d’uso (uffici, retail, residenziale, logistica, strutture sanitarie) e localizzazione.
La metodologia sviluppata permette di fornire, ai proprietari e ai gestori di portafogli immobiliari, una visione chiara delle prestazioni del comparto immobiliare e un riferimento con cui misurare e confrontare i propri asset.
Il benchmark mostra per esempio che:
- il 15% degli edifici a uso commerciale con le migliori prestazioni energetiche in Italia consuma 202 kWhEP/m2 per anno
- il 30% degli edifici a uso ufficio con le migliori prestazioni energetiche nel Regno Unito consuma 168 kWhEP/m2 per anno
- le strutture sanitarie in Germania consumano in media 230 kWhEP/m2 per anno
- il 15% degli edifici a uso logistico con le migliori prestazioni energetiche in Europa consuma 44 kWhEP/m2 per anno
In generale, nel rispetto dei criteri elaborati dalla Commissione europea, i valori di riferimento per gli edifici che saranno posizionati nella categoria top 15% permetteranno al mercato di identificare gli asset che contribuiscono alla mitigazione dei cambiamenti climatici secondo quando stabilito dalla Tassonomia Eu.
I valori del top 30%, invece, consentiranno di determinare gli asset che non danneggiano il clima e che contribuiscono in maniera sostanziale al raggiungimento degli altri obiettivi ambientali della Tassonomia.
L’indice è stato sviluppato in collaborazione con Ieif (Institut de l’Epargne Immobilière et Foncière) ed è consultabile gratuitamente online; i dati saranno aggiornati con cadenza annuale e così sarà possibile monitorare l’evoluzione del settore.
Vincent Bryant, Ceo e co-founder ed Emmanuel Blanchet, Coo e co-founder di Deepki hanno dichiarato che “Grazie alla raccolta dati in oltre 40 Paesi siamo in grado di ottenere risultati uniformi e realmente comparabili a livello internazionale, utilizzando una metodologia comune e riconosciuta.
Solo attraverso la conoscenza sempre più dettagliata e sistematica del proprio impatto ambientale il settore sarà in grado di agire generando impatto positivo e contribuire alla sfida della decarbonizzazione“.
Con questa prima pubblicazione Deepki e Ieif intendono incoraggiare il dialogo sul tema delle performance energetiche portando l’interlocuzione a livello europeo, allineando i valori di prestazione energetica e condividendo conoscenze e metodologie.
Nel breve, Deepki e Ieif intendono replicare questa iniziativa in tutta Europa con altre organizzazioni nazionali per fornire un riferimento uniforme e duraturo e accompagnare così il continente verso il percorso di decarbonizzazione.
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