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Energie rinnovabili: la Lipu chiede un tavolo al ministro dell’ambiente per le aree

impianti eolici - uccelli
Immagine da Depositphotos

Mettere insieme le esigenze di produzione energetica e di decarbonizzazione con quelle della natura – in particolare della fauna avicola – evitando i danni e i problemi che l’attuale deregolamentazione ha contribuito a creare. Lipu-BirdLife Italia invia un appello al ministro Gilberto Pichetto Fratin per l’apertura di un tavolo di discussione.

Necessario individuare i siti più sensibili per gli uccelli e proteggerli dall’installazione di impianti per la produzione di energie rinnovabili; per questo è necessaria un’azione coordinata tra le associazioni di protezione della natura e il ministero dell’ambiente.

Da qui l’appello della Lipu-BirdLife Italia, per la quale è “indispensabile che il programma italiano sulle energie rinnovabili cambi strada rispetto alla deregulation attuale, che ha fatto molti danni a natura e paesaggio e paradossalmente ha frenato lo stesso sviluppo delle rinnovabili, tra dubbi, opposizioni e ricorsi.

Serve con urgenza un momento di confronto e decisioni, che il ministro dell’ambiente ha il potere, nonché il dovere, di favorire“.

Per questo si auspica la creazione di “un tavolo straordinario di confronto, valutazione e decisioni sulle aree idonee e quelle non idonee per l’installazione di impianti di energia rinnovabile, anche in funzione dell’atteso decreto dello stesso ministero in ottemperanza alla direttiva 2018/2001 sulla promozione dell’energia rinnovabile“.

La Lipu, dal canto suo, sta lavorando nella coalizione Med Ocean (Mediterranean Offshore Coalition for Energy and Nature) al progetto Sensitivity mapping for Italy che ha l’obiettivo di individuare le aree a maggiore sensibilità per le specie ornitiche riguardo agli impianti eolici.

Ecco la lettera aperta, che riceviamo e pubblichiamo.

Richiesta di convocazione urgente di un tavolo straordinario di consultazione delle parti sulla transizione energetica e la pianificazione degli impianti per le energie rinnovabili

Signor Ministro,
negli ultimi mesi del 2022, nell’ambito della Cop27 della convenzione Unfccc e della Cop15 della convenzione Uncbd, sono state prese importanti decisioni per contrastare l’emergenza climatica e la crisi della biodiversità, ormai riconosciute globalmente come due delle maggiori minacce per la qualità della vita, l’economia, la salute e la sicurezza delle comunità umane.

Il messaggio principale scaturito da Sharm el Sheikh e da Montreal è chiaro: le due crisi vanno affrontate in maniera integrata e gli sforzi per contrastarle vanno intensificati. In entrambe le occasioni abbiamo apprezzato le posizioni espresse dal Governo italiano, dal Suo Ministero e dalla Sua stessa persona.

L’Unione europea ha adottato una politica energetica molto ambiziosa, a partire dalla Direttiva 2018/2001 sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili sino al piano RePowerEu presentato dalla Commissione europea il 18 maggio 2022.

In parallelo, l’implementazione della Strategia sulla Biodiversità per il 2030 e la discussione nell’ambito del Parlamento europeo per l’approvazione del regolamento sulla Nature Restoration sono entrate in una fase decisiva.

La transizione energetica è certamente la questione che più di tutte evidenzia la necessità di un approccio integrato per il clima e la biodiversità e la forte spinta alla realizzazione di nuovi impianti per le energie rinnovabili richiederebbe una seria pianificazione che tuttora è assente nel nostro Paese.

A titolo di esempio portiamo alla Sua attenzione come numerosi studi scientifici mostrino come i progetti eolici, sia onshore che offshore, possano avere un impatto sia diretto sugli uccelli per collisione con le turbine o con le relative linee di trasmissione, sia indiretto per effetto delle modifiche dei loro habitat, così come accade anche per gli impianti fotovoltaici a terra, che portano potenzialmente a tassi di mortalità elevati in un’ampia gamma di gruppi di specie vulnerabili tra cui molte specie migratrici, nonché a un impatto innegabile su quel bene prezioso che è il Paesaggio italiano.

È dunque indispensabile che il programma italiano degli impianti da energia rinnovabile cambi strada rispetto alla deregulation che ha caratterizzato a oggi il processo e arrecato non pochi danni a natura e paesaggio, altresì frenando, paradossalmente, una buona via di ricorso alle rinnovabili.

Questa situazione si è in gran parte determinata a causa del grande assente di questa ultra decennale vicenda: il confronto tecnico, sociale e istituzionale.

Un confronto che purtroppo non è stato davvero cercato dalle parti in causa, portando fra l’altro a una dura quanto non proficua contrapposizione tra le stesse parti e certamente non è stato favorito dalle istituzioni, che pur avevano il diritto, l’interesse e il dovere di farlo.

Alla vigilia di decisioni importantissime da assumere tra cui il decreto attuativo del Suo Ministero sulle aree idonee per gli impianti alimentati da fonti rinnovabili, è davvero urgente e indispensabile una svolta tecnica e sociale alla vicenda, che non può che passare da un luogo ufficiale di confronto tra le parti e da un ineludibile percorso – rapido quanto serio – di analisi e valutazione scientifica degli impatti sul territorio, in assenza dei quali sarà impossibile una giusta, efficace e duratura transizione energetica e sarà certa la devastazione irreversibile di ecosistemi e ampie porzioni di paesaggio.

Tale percorso dovrebbe condurre, come uno dei principali risultati, a una pianificazione dello sviluppo degli impianti per le energie rinnovabili minimizzando gli impatti, e all’individuazione delle aree da interdire allo sviluppo di tali impianti.

Con l’occasione, ci sembra utile informarla che la Lipu, al fine di portare un contributo serio e fattivo alla questione, è parte della coalizione Med Ocean (Mediterranean Offshore Coalition for Energy and Nature) e sta lavorando sotto il profilo tecnico scientifico a un progetto internazionale di Sensitivity mapping per l’individuazione delle aree a maggiore sensibilità per le specie ornitiche riguardo agli impianti eolici.

Un simile approccio andrebbe esteso ad altre componenti biologiche e sociali al fine di giungere ad un’auspicata pianificazione complessiva. Voglia cogliere, dunque, signor Ministro, questo nostro accorato quanto ragionato appello, e farsi promotore dell’iniziativa, convocando formalmente le parti con il Tavolo straordinario in oggetto e avviando ciò che a oggi mai è stato avviato: un percorso rapido e serio, di alto negoziato e conciliazione dei valori, per il bene del clima, della sicurezza energetica, della natura, del paesaggio, del territorio. Insomma, di una parte importante del futuro del nostro Paese.

Le sfide alle quali siamo oggi chiamati sono di portata tale da richiedere la responsabilità, la disponibilità, la generosità, l’intelligenza di tutte le parti in causa. Sia Lei il Ministro dell’ambiente che per primo riesce a dare, a questa annosa e delicatissima vicenda, una vera, positiva svolta.

Con un grazie per l’attenzione e grande fiducia

Aldo Verner, presidente Lipu-BirdLife Italia

Crediti immagine: Depositphotos

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