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Sempre più biochar nei progetti alpini

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Immagine da Depositphotos

Il progetto Alps4GreenC entra nel vivo e sul territorio di Bolzano parte una sorta di call to action per il recupero di scarti di biomasse da trasformare in biochar. Ecco perché conviene…

I residui di biomasse sono biochar tender, ovvero potrebbero diventare uno dei fertilizzanti più interessanti del momento.

Per questo il laboratorio di Bioenergy& Biofuels ospitato al Noi Techpark di Bolzano lancia un appello alle imprese, cooperative, associazioni locali e dell’intero arco alpino chiedendo loro di raccogliere entrare a far parte di una rete di partner che lavorano nella catena del valore del biochar.

Siamo all’interno del progetto Alps4GreenC finanziato dal programma Interreg Alpine Space, che mira alla creazione di una catena di valore transnazionale basata sulle opportunità di conversione della biomassa in biochar.

Il laboratorio diretto dal docente Marco Baratieri – coadiuvato da Vittoria Benedetti e Francesco Patuzzi – ha in mente di creare una catena di valore attorno ai territori alpini basata sulle opportunità di conversione della biomassa in biochar.

Quest’ultimo è un materiale poroso e carbonioso risultante dalla pirolisi e gassificazione di biomasse come, per esempio, residui agricoli e forestali.

Tra i molti vantaggi della produzione e dell’impiego di biochar figurano il miglioramento della fertilità del suolo e della produttività delle colture e dell’agroforestazione, con un aumento della sostenibilità della produzione agricola su larga scala (parallela alla diminuzione dell’utilizzo di fertilizzanti chimici) e l’immobilizzazione di carbonio nel suolo per lunghi periodi.

La prima fase del progetto Alps4GreenC prevede una mappatura delle fonti disponibili di residui adatti per la produzione di biochar nelle regioni dell’arco alpino (in Italia, Austria e Slovenia).

A questo scopo, i ricercatori e le ricercatrici del laboratorio di UniBz chiedono la collaborazione di imprese, cooperative, associazioni, privati locali e di altre regioni.

Chi è interessato a scoprire se i propri residui siano adatti a produrre biochar può quindi mettersi in contatto con il personale del laboratorio Bioenergy & Biofuels e, se selezionato, spedire un campione della propria biomassa.

Quale il vantaggio? In primis, l’analisi gratuita della biomassa conferita che, se selezionata, verrà sottoposta a prove di pirolisi o gassificazione e caratterizzata in dettaglio (cioè ne verrà studiato il comportamento chimico-fisico).

Quindi, l’interessato disporrà dei risultati dell’analisi del biochar prodotto, di una valutazione delle possibili strategie di conversione dei residui e dei potenziali utilizzi del biochar in ambito commerciale, in particolare in agricoltura o nella produzione dell’acciaio.

È opinione sempre più diffusa che il biochar e il carbonio verde ricavato da biomasse residuali possano contribuire in maniera significativa alla transizione ecologica.

Crediti immagine: Depositphotos

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