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Etologia, la scienza che fa bene anche all’uomo

margherita paiano

Conoscere il comportamento degli animali è importante per tutti, non solo per gli addetti ai lavori. Perchè il rapporto tra uomo e animale e gli effetti delle attività antropiche hanno ormai risvolti sempre più evidenti. Ne abbiamo parlato con Margherita Paiano, etologa e content creator.

Vi siete mai chiesti che cosa fa un etologo e perchè i suoistudi sono fondamentali anche per l’uomo? Noi di GreenPlanner ne abbiamo parlato con Margherita Paiano, trentenne della provincia di Torino che ha dato alla sua passione una connotazione nuova e al passo con il nostro tempo.

Infatti, Margherita è un’etologa – studia il comportamento animale – ma è anche una content creator. Sul suo profilo Instagram (@la_etologa) ha fatto dell’etologia una disciplina alla portata di tutti.

“Finita l’università – ha spiegato Margherita Paiano, che dopo una triennale in Scienze veterinarie ha conseguito una laurea magistrale in Evoluzione del comportamento dell’animale e dell’uomo presso l’Università degli Studi di Torino – il mio obiettivo è stato da subito voler diffondere l’etologia in Italia, al pari della conoscenza che se ne ha fuori dai confini nazionali.

Da noi sono ancora pochi gli esperti a formarsi nel campo e, spesso, colgono opportunità lavorative all’estero. E così finisce che di etologia, in Italia, non se ne parla abbastanza e non cresce la consapevolezza verso questa scienza e le sue ricadute sulla vita dell’uomo“.

Quindi, Margherita ha trasformato una difficoltà in un’opportunità e ha fatto confluire tutte le sue passioni (dall’arte alla scienza, dalla psicologia al teatro) in una nuova professione che le permettesse di trovare il linguaggio giusto per parlare di etologia e delle relazioni tra uomo e animale, un video alla volta.

“Oggi – ha aggiunto Margherita – il vero limite è riuscire a parlare davvero di etologia. Che non è ancora così chiara al pubblico. Con il mio lavoro sto cercando di improntare video sempre più specifici; del resto, stiamo parlando di una materia scientifica.

L’etologo osserva gli animali: ciò vuol dire studiarne la specie e l’ambiente in cui vive, seguire e capirne le abitudini per poi riuscire a catalogarne i comportamenti. In poche parole, bisogna mettere in uno schema matematico e tempistico il comportamento dell’animale. Che è molto difficile perchè, di fatto, sono numerosi i livelli di analisi a cui attingere“.

margherita paiano

Durante l’intervista, Margherita ha messo l’accento su un dato importante, non trascurabile: “Gli uomini sono essi stessi animali, almeno biologicamente. Quindi, per parlare davvero di psicologia animale, dobbiamo prima arrivare alle persone e far loro capire che la relazione che intercorre tra i due, tra l’uomo e gli animali, è costante e ha continue ricadute sul comportamento degli ultimi“.

Insieme alla redazione di Kodami, di cui fa parte, approfondisce questo tema a partire dagli animali più sensibili, quelli che spesso vengono bersagliati dall’uomo e risentono del nostro intervento sull’ambiente. Ci sembra chiaro il valore dell’etologia e il suo ruolo, anche quando si parla di sostenibilità ambientale e cambiamento climatico.

Come si diventa Etologo?

“Ho la sensazione che stia crescendo la passione per la mia professione, ma non so se dipenda dall’interesse verso un lavoro fuori dall’ufficio, a contatto con la natura, o perchè il pubblico più giovane apprezza la figura del content creator.

O, ancora, se questo è dovuto a una maggiore comprensione della figura dell’etologo. Comunque, le strade a disposizione per arrivare a fare questo lavoro sono diverse“.

Dopo una triennale sotto i dipartimenti di Medicina veterinaria, Biologia, Psicologia o Scienze forestali, è bene cercare un percorso di laurea magistrale che permetta la specializzazione in Etologia.

Il percorso di studi, quindi, è un tradizionale 3+2; ma quello che viene dopo dipende dall’interesse del singolo specialista. Perchè, come dice Margherita Paiano: “Non siamo onniscienti a priori, un buon etologo deve scendere sul campo, esplorare, studiare e formarsi. E, all’evenienza, giocare la carta della propria creatività“.

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