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La rivoluzione del sistema elettronico: arriva la tecnologia smart grid

Smart grid
Immagine da Pixabay

Sono l’evoluzione del sistema elettronico tradizionale, in risposta alla transizione energetica e digitale che l’Europa si pone come obiettivo: parte la rivoluzione delle smart grid.

Le smart grid sono un’autentica rivoluzione del sistema elettronico tradizionale. Nascono ufficialmente alla Etp for the Electricity Networks of the Future nel 2006, in risposta alla transizione energetica e digitale che l’Europa si pone come obiettivo, insieme alla decarbonizzazione e allo sviluppo sostenibile.

Le nuove tecnologie, definite reti intelligenti, rispondono a una crescente esigenza di maggiore flessibilità, sicurezza e resilienza della rete elettrica.

Inoltre, grazie a uno scambio di informazioni, le smart grid permettono di gestire e monitorare la distribuzione di energia elettrica da tutte le fonti produttive. Una tecnologia che anche l’Italia vuole portare sul territorio e sviluppare.

Hive Power, fornitore di soluzioni innovative per reti intelligenti, svela infatti cinque grandi tendenze per il 2023: la ricerca di energie rinnovabili integrate, la ricarica smart e bi-direzionale, i sistemi di accumulo come banche per la rete elettrica, la distribuzione energetica micro ma potente e infine l’intelligenza artificiale, con il suo impatto sull’energia.

Tutte quante si possono rifare allo smart grid. E nel tentativo di seguire questi trend, qualcuno in Italia muove già i primi passi.

Le smart grid in Italia

A Sassari è nata una partnership con Engie per alimentare la città sarda con impianti che porteranno alla graduale dimissione di quelli a gasolio. Con un progetto di oltre 16mila punti luce led ed energia geotermica per 115 edifici pubblici, si punta a un risparmio di oltre 2.500 tonnellate l’anno di CO2.

Il gruppo Hera, con oltre 30 milioni di euro ricavati dal Pnrr, mette in campo a Modena una rivoluzione: quasi 20 sono destinati alla decarbonizzazione, facendo sorgere netro il 2026 un polo per la produzione di idrogeno verde con un progetto congiunto tra Hera e Snam, chiamato IdrogeMO.

Altri 9 milioni saranno al servizio dell’economia circolare con un potenziamento delle stazioni ecologiche modenesi e un nuovo impianto per il recupero di plastiche rigide. Infine, la smart grid con 2,5 milioni di euro per potenziare e digitalizzare infrastrutture e distribuzione elettrica di Modena.

In gioco anche Snap4City, piattaforma per gestire, aggregare, visualizzare e analizzare big data, che nel mese di aprile ha lanciato una serie di pagine web per sviluppatori e un corso speciale per trainer, oltre a diversi tool e documenti digitali utili a sposare la causa delle smart grid.

A Bologna, il 4 aprile scorso, si è inoltre svolto uno Smart Talk chiamato Smart city, big data e control room: il progetto Replicate e Snap4City di Paolo Nesi.

La rivoluzione in Europa

A livello europeo, infine, è partito il progetto SmartHydroGrid per la transizione energetica e la decarbonizzazione profonda, presentato da un partenariato di aziende operanti nel settore energetico, startup e università. Il progetto fa parte dei 15 di ricerca finanziati dal NexGenerationEU e durerà tre anni.

Si svilupperanno dei modelli digitali a supporto della gestione e del controllo in real-time di smart microgrid, abbinati al mercato idrogeno come sistema di accumulo a lungo termine. Saranno inoltre realizzati due impianti pilota multi-energy nella sede di Centria di Arezzo e nella sede di Techfem di Fano. Le altre realtà coinvolte sono Unical, Rega e CretaES.

Smart grid per fare la differenza, accelerare il progresso e rispettare gli obiettivi richiesti dall’Europa. A loro volta richiesti dalla natura.

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