Home Eco Lifestyle Parco dello Stelvio: Lndc Animal Protection si oppone all’uccisione di 1.500 cervi

Parco dello Stelvio: Lndc Animal Protection si oppone all’uccisione di 1.500 cervi

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Immagine da Depositphotos

La convivenza tra uomo e animali selvatici è sempre più complicata: l’atteggiamento prepotente dell’uomo nella rivalsa verso ambiente e animali è sempre più spiccata, come se la Terra fosse solo nostra…

In Italia la fauna selvatica è in pericolo ed è paradossale che la situazione sia peggiorata dopo la modifica della nostra Costituzione che ha visto l’introduzione della tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi nell’articolo 9, tra i principi fondamentali della nostra Repubblica.

Un esempio, ultimo di una lunga serie, è la decisione della Provincia di Trento che ha disposto l’uccisione di 1.500 cervi, basandosi su motivazioni molto poco scientifiche.

A questo proposito, riceviamo e pubblichiamo su GreenPlanner.it la lettera aperta della presidentessa di Lndc Animal Protection, Piera Rosati, al presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella.

“La fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato, eppure orsi e lupi vengono dipinti da alcuni esponenti politici come animali pericolosi e quindi da uccidere, i cinghiali vengono sterminati con il pretesto della diffusione della Peste Suina Africana e ora anche i cervi del Parco dello Stelvio potranno essere decimati perché, secondo qualcuno, sarebbero in sovrannumero.

Questo accanimento contro la fauna selvatica rappresenta una palese violazione di questo principio fondamentale, poiché essa rappresenta la base della biodiversità che a sua volta aiuta a salvaguardare l’ambiente” afferma Piera Rosati.

Tutela della fauna selvatica ai sensi dell’art. 9 della Costituzione

Egregio presidente Mattarella,

scrivo in qualità di Presidente di Lndc Animal Protection, una delle più antiche e importanti associazioni protezionistiche presenti in Italia, dal 1950 impegnata nella tutela della vita e del benessere degli animali di ogni specie, con oltre 70 sedi locali e migliaia di soci, volontari e sostenitori in tutto il territorio nazionale.

Sono certa che avrà notato il tremendo attacco sferrato contro la fauna selvatica, patrimonio indisponibile dello Stato: gli orsi e i lupi vengono dipinti da alcuni esponenti politici come animali pericolosi e quindi da uccidere, i cinghiali vengono sterminati con il pretesto della diffusione della Peste Suina Africana e ora anche i cervi del Parco dello Stelvio potranno essere decimati perché, secondo qualcuno, sarebbero in sovrannumero.

A causa dell’emendamento caccia selvaggia, approvato all’inizio di quest’anno, ai cacciatori ora sarà concesso sparare anche nelle aree protette come il Parco dello Stelvio e persino nelle aree urbane.

Ci troviamo davanti a un vero e proprio Far West in cui vige soltanto la legge del fucile, senza alcun rispetto per la vita degli animali e delle persone. La possibilità di sparare anche nelle aree protette e in quelle urbane, infatti, rappresenta un concreto pericolo per tutti i cittadini che si trovano per pura disgrazia nella traiettoria dei cacciatori ormai liberi di uccidere in qualunque posto.

Tra l’altro, come sa meglio di me, la recente modifica della nostra Costituzione ha visto l’introduzione della tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi nell’art. 9, tra i principi fondamentali della nostra Repubblica.

Questo accanimento contro la fauna selvatica rappresenta una palese violazione di questo principio fondamentale, poiché essa rappresenta la base della biodiversità che a sua volta aiuta a salvaguardare l’ambiente.

Le scrivo quindi per chiedere il Suo sostegno, in qualità di massimo Garante della nostra Costituzione, alla nostra battaglia per tutelare quello che per legge dovrebbe essere un patrimonio dello Stato ma che per tante persone, spesso mosse da meri interessi economici ed elettorali, rappresenta un problema da risolvere con la crudeltà.

Fiduciosa nella Sua comprensione e nel Suo impegno per garantire l’applicazione dei valori fondanti della nostra Repubblica, Le porgo distinti saluti.

Lndc Animal Protection, il presidente nazionale, Piera Rosati

Crediti immagine: Depositphotos

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