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Con Fur of Love la giusta dignità ambientale e affettiva dei capi di pelliccia vintage

iniziativa for of love
"Era la pelliccia di mia mamma"

Molte le richieste che giungono in redazione a proposito della label Fur of Love. Ecco come fare per averla e perché. Anche i negozi possono richiederla compilando il format che trovate qui…

Fa freddo e anche quest’anno nell’animo di tanti torna la controversa questione: la pelliccia la lascio nell’armadio o la indosso per ripararmi dal freddo?

Con il progetto Fur of love (Fol) lanciato dalla redazione di GreenPlanner proprio un anno fa noi abbiamo preso posizione: se puoi dimostrare che la tua pelliccia è vintage (deve essere stata confezionata nel secolo scorso) tanto da poterlo autocertificare in questa scheda, allora puoi richiedere la label Fur of love che ti sarà spedita per posta.

Fur of love è un progetto che nasce toccando temi cari alla redazione dal riuso al concetto di no spreco. Cui si aggiunge anche il tema affettivo: spesso le pellicce sono un pegno ricevuto da un affetto caro. Era della mia mamma o della nonna o della zia.

O come ci ha recentemente scritto una lettrice: “In questi giorni una mia cara amica è salita al cielo. Mi ha voluto regalare la sua vecchia pelliccia perché spesso lho criticata quando giovane se la fece fare con una pelliccia di sua madre. Non vorrei buttarla , forse non la indosserò ma vorrei chiedervi : come posso avere la vostra etichetta fur Of love?“.

Intanto anche diversi negozi di vintage si stanno dotando della label Fur of love. A breve dovremmo essere in grado di pubblicare gli indirizzi dove è possibile acquistare una pelliccia vintage con già cucita all’interno la label Fur of love.

Ricordiamo che il link per la registrazione delle etichette acquistate dai negozi è questo.

Dal punto di vista ambientale sai perché non devi buttare la tua pelliccia? Perché ahimè finirebbe in discarica o negli inceneritori. I capi di pelliccia infatti non sono annoverati tra i tessuti che i consorzi tessili ritirano. Far fare questa brutta fine a indumenti appartenuti a nonne, mamme e zie significa aumentare la produzione di CO2.

Va anche fatto un altro ragionamento: per produrre e confezionare un capo di pelliccia è stata usata energia e anche acqua. Continuare a indossare quel capo significa dunque diluire queste componenti.

Che dire degli animali? Beh, lo abbiamo spiegato bene nel convegno che abbiamo tenuto proprio un anno fa: è un tema di revisionismo magari non tanto storico, ma più che altro sociale: nel secolo scorso la spinta animalista era ancora in fieri e ci ha messo diversi anni per diventare un tema alla portata di oggi e che noi stessi sottoscriviamo: nessun animale deve più essere sacrificato per farne un capo di pelliccia.

Questo è un aspetto sacrosanto del perché l’autocertificazione che richiediamo deve essere un sincero atto di amore rispetto a un capo del passato.

Crediti immagine: Depositphotos

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