Home Eco Lifestyle Biomimesi, impariamo a imitare la natura per un futuro più sostenibile

Biomimesi, impariamo a imitare la natura per un futuro più sostenibile

Biomimesi, imparare ad agire secondo natura

Imparare a imitare la natura: la riscoperta della biomimesi come strumento per ritrovare benessere, ridurre il nostro impatto sull’ambiente e agire in modo sostenibile

Pensare come le piante, comportarsi come gli animali, sentirsi parte dell’ecosistema: è questo il principio della biomimesi, la tendenza ad agire secondo natura. Ma che cosa intendiamo quando parliamo di biomimesi?

Entrato a far parte del vocabolario nel 1974, il termine biomimicry trae la sua origine da due parole greche, bios, vita, e mimesis, imitazione, concetto quest’ultimo particolarmente caro alla cultura ellenica.

Con biomimesi, leggiamo in Treccani, “si designa la disciplina, di recente formalizzazione, che studia e imita le caratteristiche degli esseri viventi come modello cui ispirarsi per il miglioramento di attività e tecnologie umane“.

Un’idea che indica il passaggio dei processi biologici dal mondo naturale a quello artificiale, proprio attraverso la mimesis, nonché l’imitazione dei meccanismi che governano la natura. L’obiettivo è chiaro: ridurre il nostro impatto sull’ambiente e limitare i cambiamenti climatici.

Emerge, qui, lo stretto legame fra biologia e tecnologia, dove la prima è indice del modello primordiale a cui tendere, mentre la seconda il mezzo con cui riprodurre i funzionamenti e la struttura organizzativa dell’ecosistema.

Con la biomimetica, infatti, la natura viene presa a modello e imitata per creare un’innovazione sostenibile e ridurre i consumi di energia.

In questo senso, una prima applicazione avvenne intorno alla metà del XIX secolo, quando l’architetto e botanico Joseph Paxton diede vita al tetto del Crystal Palace di Londra.

Un’opera che, traendo ispirazione dalle ninfee, è stata volutamente creata con una struttura estremamente leggera in grado di massimizzare l’esposizione al sole.

Oggi, il tema della biomimesi rappresenta un’idea piuttosto apprezzata da scuole e università nella lotta al riscaldamento climatico.

A scuola i ragazzi imparano i meccanismi della natura

La biomimesi si sta diffondendo anche fra i banchi di scuola: 113mila studenti di oltre 1.300 primarie italiane vogliono imparare ad agire secondo natura.

Mi curo di Te è il progetto educativo promosso da Wwf e Regina (Gruppo Sofidel) che sta appassionando le giovani generazioni d’Italia a proteggere la natura imitando il comportamento di piante, animali ed ecosistemi.

Dal lombrico, per esempio, che trasforma in concime le foglie cadute di cui si ciba, possiamo imparare a dare nuova vita agli oggetti che non utilizziamo più e, ancora, come il gatto che durante l’inverno si ripara dal freddo con un pelo più folto, possiamo indossare indumenti più pesanti e ridurre la temperatura del riscaldamento.

Il programma è suddiviso in cinque moduli, caratterizzati da schede di approfondimento sulle tematiche ambientali e sugli Obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu, attività pratiche e web game finalizzate all’apprendimento dei meccanismi intrinseci alla natura.

Per partecipare al progetto, gli insegnanti possono iscrivere, entro il 30 aprile, la propria classe sul sito dedicato e scaricare il kit didattico. Al termine del percorso, per vincere uno dei premi in palio, gli studenti dovranno presentare un elaborato finale.

Entro il 17 maggio, verranno estratti i vincitori: cinque scuole riceveranno un buono spesa da 800 euro per l’acquisto di materiale didattico e altre 10 scuole si aggiudicheranno kit di prodotti Sofidel-Regina. In palio anche tre Pc portatili che, sempre tramite estrazione, saranno assegnati ai docenti.

Ai fini della partecipazione, è ritenuto valido anche l’aiuto delle famiglie e degli amici, che potranno a loro volta iscriversi al programma e rispondere a un sondaggio a disposizione sul portale.

Accanto a Mi curo di te, la facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Milano lancia il progetto Stai Sano! Obiettivo 100 anni per diffondere la cultura del benessere fisico e mentale.

Nato in collaborazione con la Scuola di Scienze Motorie, in occasione del centenario dell’ateneo statale milanese, l’iniziativa si propone di divulgare stili di vita sani fra bambini e ragazzi di età compresa tra i 7 e i 15 anni, coinvolgendo anche chi si trova in situazione di svantaggio.

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