Quest’anno sono stati i riparatori di Pavia a vincere il primo premio seguiti dal team di Firenze, ma l’atmosfera è stata di festa e di condivisione per tutti i partecipanti riuniti al GreenParlor. In ballo anche nuovi corsi per imparare ad aggiustare
Domenica 20 ottobre, il GreenParlor si è riempito di cavi elettrici, pinze, lampadine diventando così, ancora una volta, una vera e propria officina dove si aggiustano gli oggetti, o almeno si tenta di farlo con sapienza.
A portare gli attrezzi sono state le squadre di riparatori chiamati a partecipare al 3° Repair Day Contest, il format di GreenPlanner che ribadisce come quella di tornare a imparare a riparare sia una strada da intraprendere con forza.
Un’opportunità in più, non solo economica, ma anche di riduzione dei rifiuti, di lotta contro l’obsolescenza programmata e di creatività, ma anche di socializzazione, oltre che di manualità: quanto è bello sapere aggiustare.
Che soddisfazione farlo anche per gli altri. È anche per questo che proprio ad avvio mattinata la redazione ha fatto un annuncio: “stiamo lavorando per organizzare degli incontri per insegnare ad aggiustare“.
Non solo apparecchiature elettriche o elettroniche (i cosidetti Raee), ma anche vestiti, biciclette e, perchè no, piccole opere di falegnameria e di bigiotteria. “Chi se le sente di insegnare queste fantastiche capacità manuali – è l’appello della redazione – ci contatti“.
Poco dopo le dieci, quattro squadre di riparatori arrivate da Pavia e dalla vicina Borgarello, Firenze e Voghera si sono messe all’opera, con l’obiettivo di riparare tutti quegli apparecchi elettronici o elettrici portati in redazione dagli stessi lettori di GreenPlanner, ormai abituati a questo appuntamento fisso e unico nel suo genere.
È iniziata così la terza edizione del Repair Day Contest 2024, organizzata da Edizioni Green Planner, quest’anno supportati da Certideal e da Rekeep cui ha contribuito anche l’associazione no profit Smonting.
Tre realtà che hanno a che fare con l’economia circolare e portano la loro voce sul mercato. Anche contro l’obsolescenza programmata. Come Certideal che lavora sul mondo dei cellulari, ricondizionandoli.
“Svolgiamo un monitoraggio continuo per capire se emergono novità dalle esigenze dei consumatori – spiega Salvatore Macrì, growth marketing manager dell’azienda – Il nostro obiettivo ultimo è far sì che le persone che comprano un telefono da noi lo tengano poi con sé il più possibile. Ci concentriamo anche sulla permuta, per aumentare ancora di più la vita utile dei dispositivi“.
O per diffondere la filosofia della manutenzione e della prevenzione alla rottura. Come spiega Eleonora Santoro di Rekeep: “lavoriamo soprattutto in un’ottica B2b, prevenendo la rottura degli impianti che gestiamo, per valorizzare quello che già c’è, con un metodo che chiamiamo di manutenzione predittiva.
L’obiettivo è non rimuovere mai qualcosa che può già funzionare. Qualche esempio: eroghiamo servizi ai data center, andando a controllare la funzionalità di ogni singola presa“.
E se proprio non si riesce a riparare si smonta. Come fa la no profit Smonting: “la nostra missione non è solo smontare oggetti – riprende Valenti – ma infondere un ultimo valore educativo negli stessi. Partendo da un oggetto danneggiato, insegniamo a smontare le cose, per far vedere la fatica progettuale e costruttiva che gli ingegneri hanno messo dentro ogni singolo dispositivo.
In questo modo anche chi è nato in un mondo piatto, in un mondo totalmente touch, può capire l’importanza del recupero e del riuso. Il nostro scopo, attraverso formazioni e donazioni (al fine di sensibilizzare ancor di più le persone – non accettiamo donazioni in denaro ma solo in materiali), è rimandare l’arrivo dei prodotti in discarica il più possibile“.
Al GreenParlor si aggiusta di tutto…
Durante la mattinata in GreenParlor ne abbiamo viste di tutti i colori: stampanti, frullatori, stereo e giradischi rotti hanno trovato una nuova vita tra le mani dei riparatori, che hanno discusso e sperimentato lavorando fianco a fianco, accompagnati da un sottofondo di musica classica.
I restarter hanno avuto a disposizione 150 minuti per aggiustare quanti più dispositivi possibili: è stata una vera e propria sfida all’ultimo tester, impostata però con spirito comunitario.
Le squadre, infatti, hanno lavorato in modo collaborativo: durante il Repair Day Contest è permesso – anzi, incoraggiato – sbirciare il tavolo dei vicini, scambiare qualche chiacchiera, passarsi gli attrezzi, chiedere aiuto.
Tutto sotto il controllo dei giudici Paolo Galli della redazione di GreenPlanner, Massimiliano Amore di Rekeep, Salvatore Macrì di Certideal e Filippo Valenti di Smonting.
Alle 12:30, il tempo è scaduto e i restarter hanno posato i cacciavite. Dopo un pranzo veloce e un caffè, si sono ritrovati per un momento di confronto con Certideal, Rekeep e Smonting, riflettendo insieme in un talk sulle Tre R dell’Economia Circolare. Ma anche sul diritto alla riparazione: il mercato non sta a guardare.
“Ci aspettiamo che la nuova direttiva europea – afferma Macrì sollecitato da Paolo Galli, moderatore del Talk – spinga le grandi aziende verso un aumento del tasso di riparabilità dei prodotti. Noi non abbiamo grande potere di fronte ai gruppi internazionali. Apple, per esempio, ha fatto qualche passo avanti sull’obsolescenza, ma al tempo stesso sta cercando di unire alcuni componenti per aggirare le richieste europee, quindi c’è ancora molto da fare“.
“Aziendalmente parlando – fa notare Valenti – i pc di tre-cinque anni diventano già lenti e poco sicuri. Si possono quindi buttare, donare o vendere ai refurbisher. Io propongo un’altra via: i dispositivi si posso usare come materiale didattico riparandoli insieme ai dipendenti e poi possono donandoli (muovendosi a piedi) alle scuole e alle associazioni limitrofe, per creare un legame diretto con il territorio“.
Economia circolare per Rekeep, azienda italiana che si occupa di gestione ed erogazione di servizi integrati rivolti agli immobili, al territorio e a supporto dell’attività sanitaria, vuol dire anche, come spiega Eleonora Santoro, “svolgere un servizio di recupero dei tessili ospedalieri, offrendo opzioni per il loro riciclo in altri contesti. Cerchiamo anche di risparmiare e riutilizzare il più possibile la risorsa idrica“.
Ma chi ha vinto il 3° Repair Day Contest?
Quindi, è stato tempo di premiazioni: il direttore di GreenPlanner M.Cristina Ceresa ha preso la parola e consegnato i premi, offerti dagli sponsor.
Il quarto classificato è stato il Repair Caffè di Borgarello, al terzo posto il Repair Caffé di Voghera. Secondo e primo premio – praticamente ex equo – sono andati ai Restarter di Firenze, che proprio quest’anno hanno compituo i 10 anni di attività, e al team di Pavia.
A entrambe le squadre Salvatore Macrì di Certideal ha consegnato un iPhone ricondizionato.
“Siamo qui per proporre una vera e propria modalità di vita, un modo di essere, che noi portiamo avanti da anni attraverso il nostro giornale e attraverso tutti gli eventi che organizziamo – ha spiegato Ceresa – Se non modifichiamo noi stessi e i nostri comportamenti, non ce la faremo mai. E riparare, come avete fatto oggi, è importante anche perché insegna che la sostenibilità è una cosa faticosa“.
Faticosa ma, al tempo stesso, divertente e in grado di creare legami.
“Ora che stiamo per tornare a casa sento di dover condividere una cosa che ho notato durante questa giornata – ha concluso Filippo Valenti – tutti hanno lavorato con il sorriso“.
Abbiamo già detto che al Repair Day Contest ci si diverte: per questo non mancate alla prossima edizione che si terrà il prossimo ottobre 2025.
Repair Day Contest: prodotti riparati, scartati, smontati
Non tutti i prodotti portati in GreenParlor per la riparazione hanno potuto essere riparati: in alcuni casi la mancanza di ricambi specifici o di strumenti particolari per il test del prodotto hanno impedito la riparazione.
In altri casi, nonostante la costanza e la caparbietà dei riparatori, non è stato possibile aggiustare per un utilizzo sicuro il prodotto non funzionante. Vediamo però, numericamente, come è andata la gara:
- prodotti aggiustati: Pavia (12), Firenze (11), Voghera (10), Borgarello (9)
- avviati alla ricicleria: 25
- il prodotto più strano: non si trattava di un prodotto elettronico, bensì di una armonica (non considerata nel conteggio della gara) d’epoca a cui è stato aggiustato il tasto per la modulazione dell’aria












