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Un appello di Legambiente per salvaguardare il verde a Bergamo

esterno ex magazzini riuniti bergamo
Immagine da PrimaBergamo.it

Legambiente Bergamo scrive una lettera aperta all’azienda Ferretti che ha in piano un progetto di riedificazione in una zona cittadina che comprende anche un’oasi verde in via XXIV Maggio. L’appello è per salvare gli alberi della zona, carpini, olmi e altri che ospitano una ricca biodiversità

Conciliare lo sviluppo e la riqualificazione urbana con il rispetto dell’ambiente circostante e della biodiversità: l’equilibrio è quanto mai delicato ma, soprattutto di questi tempi, assolutamente necessario per contrastare gli effetti del cambiamento climatico e avviare quell’economia rigenerativa di cui abbiamo tanto bisogno.

Nel caso in questione – quello della città di Bergamo – va trovata una soluzione costruttiva per conciliare le necessità edilizie con la salvaguardia del verde urbano. Ferretti è l’azienda che nel 2023 si è aggiudicata all’asta l’area degli Ospedali ex Riuniti di Bergamo, una superficie edificabile di novemila metri quadrati in via XXIV Maggio.

Qui l’impresa ha in progetto di realizzare circa 120 appartamenti, oltre a una parte commerciale, con negozi di vicinato; le opere pubbliche, inoltre, prevedono parcheggi a servizio dei cittadini. Il progetto richiede la completa eliminazione di tutte le piante presenti nell’area.

Da qui la lettera aperta della presidente di Legambiente Bergamo, Elena Ferrario, che riceviamo e pubblichiamo.

Appello per salvaguardare il verde di via 24 Maggio a Bergamo

Scriviamo con preoccupazione riguardo al progetto in corso presso il cantiere situato in via 24 Maggio, area che un tempo faceva parte del complesso degli Ospedali Riuniti e che oggi è di vostra proprietà.

In questa zona, attualmente circondata da condomini, esisteva fino a poco tempo fa un’importante oasi verde, composta da numerosi alberi che contribuivano in modo significativo al benessere ambientale e alla qualità della vita del quartiere.

Apprendiamo con rammarico che, in seguito all’inizio dei lavori, numerosi alberi sono già stati abbattuti e che il progetto prevede la completa eliminazione di tutte le piante presenti nell’area. Tra gli alberi che potrebbero essere abbattuti figurano persino alcuni platani, alberi iconici e secolari, situati su via 24 Maggio.

Questo ci porta a fare un appello: vi chiediamo di riconsiderare il progetto per salvaguardare il maggior numero possibile di alberi.

Gli alberi della zona, carpini, olmi e altri, non solo sono sani e rigogliosi, ma ospitano anche una ricca biodiversità, inclusi nidi di uccelli, come quello di un airone molto conosciuto dagli abitanti del quartiere.

Queste piante non sono solo decorazioni, ma elementi essenziali per la qualità dell’aria, la mitigazione del calore estivo e il mantenimento della biodiversità urbana. Abbatterli non significa solo eliminare il verde, ma privare l’intero quartiere di un polmone naturale vitale.

Siamo consapevoli che il suolo su cui sorge il cantiere è di vostra proprietà, ma il beneficio che questi alberi offrono va oltre i confini del terreno privato: essi contribuiscono al benessere di tutta la comunità.

In un’epoca in cui l’impatto ambientale e la sostenibilità sono al centro delle discussioni globali, siamo sorpresi che una grande impresa come la vostra non abbia valutato con maggiore attenzione l’importanza di preservare il verde preesistente.

La città di Bergamo e molti importanti soggetti privati, come saprete, hanno aderito al Climate City Contract, un impegno che sottolinea l’importanza di azioni concrete per la tutela dell’ambiente. Ci aspettiamo che anche una realtà come la vostra siano parte attiva di questo cambiamento, adottando un approccio progettuale più rispettoso dell’ambiente.

Vi chiediamo quindi di fare un passo indietro e di rivalutare il progetto con un approccio lungimirante, che tenga conto del valore inestimabile di questi alberi per l’intera comunità e per l’ambiente.

Restiamo a disposizione per un dialogo costruttivo, nella speranza di poter contribuire insieme a trovare soluzioni che consentano di conciliare le necessità edilizie con la salvaguardia del verde urbano.

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