Home Pets Adozioni e stalli: come farli bene, per non rimandare indietro i cani

Adozioni e stalli: come farli bene, per non rimandare indietro i cani

adozione cani
Immagine da Depositphotos

Per adottare un cane bisogna avere la giusta consapevolezza, che parte dal dover conoscere la creatura, prima di portarla definitivamente a casa

L’adozione consapevole è possibile solo quando ci sono visite di persona in canile durante le quali gli educatori e i volontari presenti in struttura, che conoscono i Cani, la loro storia, i loro carattere e le loro esigenze, accompagnano i futuri proprietari nella creazione del binomio più adatto.

Se in famiglia è già presente un altro Cane, è necessario che si conoscano all’esterno in un ambiente neutro, possibilmente in diversi incontri, se non si piacciono bisogna valutare adeguatamente l’adozione e farsi aiutare da educatori esperti per creare i presupposti di una corretta ed amorevole convivenza.

Un aspetto spesso sottovalutato, ma di peso per la qualità della vita insieme, è la compatibilità, da cui l’importanza della scelta del Cane giusto.

Come procedere bene nell’adozione di un Cane

Per esempio, una famiglia sedentaria e un Cane giovane e attivo è molto probabile non siano la migliore associazione. Ugualmente, un Cane timido e timoroso, che ha bisogno di punti fermi, calma e tranquillità potrebbe trovarsi in difficoltà in una famiglia che offre stimoli continui e una vita movimentata.

Per la famiglia che tiene all’ordine e alla pulizia è probabile sia preferibile un Cane che perde poco o niente pelo e non sbava, rispetto a un Cane che lascia un ricordo di sé, umido o asciutto che sia, ovunque passa.

L’adozione, però, inizia molto prima dell’arrivo effettivo del Cane a casa, comincia quando la famiglia si prepara mentalmente a cambiare le proprie abitudini e ad adattare la propria vita alla nuova presenza e quando organizza l’ambiente domestico con ciò di cui la creatura avrà bisogno – guinzaglio, pettorina e/o collare, pappa, cuccia, ciotole e una ampia scelta di giochi (necessaria perché i giochi non sono tutti uguali e, soprattutto, ogni Cane ha le sue preferenze per cui è normale che si appassioni a qualcosa e sia indifferente ad altro ed è necessario dare scelta).

Da notare che i Cani che non hanno mai conosciuto giocattoli e il gioco condiviso: non sanno giocare, imparano con il tempo.

La fase iniziale: un cambio di vita per Cane e famiglia

Il passaggio alla nuova famiglia è uno stravolgimento per il Cane – lasciando il canile/il rifugio lascia un mondo che conosce, perde punti di riferimento, odori familiari, routine e persone conosciute e a volte anche amici Cani che erano con lui/lei nella struttura – e richiede un periodo di decompressione in cui la creatura può iniziare a conoscere la sua nuova situazione, familiarizzare con gli spazi, le nuove persone e le nuove routine e, più importante di tutto, in cui può comprendere che il nuovo ambiente è sicuro.

Il periodo di decompressione varia da individuo a individuo, può durare pochi giorni, solitamente dura qualche settimana, ma può prendere anche diversi mesi.

I tempi sono dettati da svariati fattori: dall’età (gli adulti possono avere bisogno di più tempo dei cuccioli), dalla storia personale, dalle esperienze (alcuni individui sono stati separati da gruppi familiari canini e si portano dietro il trauma della separazione) e dal carattere del Cane (ci sono gli espansivi, gli introversi, i timidi, i pantofolai, i super attivi…) e da come gli adottanti gestiscono questa delicata fase.

Quando si adotta, bisogna entrare nella vita del Cane in punta dei piedi e con rispetto e pazienza, dedicandosi alla costruzione della relazione, consapevoli che, quasi certamente, ci saranno difficoltà e che andranno affrontate con serenità.

Non si devono forzare il contatto e l’intimità, non si devono modificare continuamente le regole, servono coerenza e prevedibilità, e bisogna rispettare gli spazi del Cane.

Quando il Cane scopre di potersi fidare e affidare ai suoi nuovi umani e può anticipare e dare prevedibilità alle loro azioni si crea la fiducia, che è la base su cui si costruisce tutto il resto, perché il Cane che si sente al sicuro è naturalmente più predisposto ad apprendere quelle che sono le regole della casa (le routine, le abitudini, gli orari…).

In condizioni di stress, il Cane non è nelle condizioni emotive e cognitive per apprendere e collaborare, si chiude, la sua mente si chiude e se non ha fiducia negli umani volontariamente non li ascolta e non impara le richieste che riceve.

Alcuni consigli utili, per le prime settimane di convivenza

Per le prime settimane dopo l’adozione alcune accortezze sono utili:

  • mantenere una routine regolare sia in casa sia fuori (usare lo stesso parco, incontrare gli stessi Cani simpatici, mantenere orari fissi per i pasti e le uscite…)
  • per i primi giorni evitare presentazioni e incontri continui con amici, parenti, Cani, altri animali che arrivano in casa perché può solo aumentare lo stress
  • evitare di mettere la creatura in situazioni troppo stimolanti (per esempio luoghi affollati e caotici)
  • rispettare rigorosamente i momenti di riposo
  • lasciare che esplori tutti gli ambienti nuovi senza pressioni
  • evitare toelettature e visite veterinarie, ovviamente se non sono indispensabili per la salute

Un punto critico delle adozioni è pensare che adottare voglia dire salvare il Cane. Da questa idea nasce l’aspettativa irrealistica che il Cane debba essere riconoscente e quando non è bravo, non è buono, si fa i fatti suoi, le sue esigenze diventano “cosa pretende e lui/lei un ingrato“.

Dalla delusione alla insopportazione il passo è poi brevissimo. La realtà è che adottare non equivale a salvare e il Cane non considera eroi gli umani che lo hanno adottato, non prova gratitudine nei loro confronti e non deve nulla a chi lo ha preso.

Amore, rispetto, gratitudine e fiducia bisogna meritarseli. Non è nemmeno vero che è meglio a casa che in canile, come sostiene chi, posto di fronte alla responsabilità di dare al Cane una vita di qualità, non è disposto a farlo: se la vita che viene data al Cane non è adeguata, è meglio il canile in attesa di una adozione corretta.

Lo stallo è una situazione temporanea (a differenza della adozione che dovrebbe essere definitiva) presso un privato o una associazione che ha lo scopo di preparare i Cani per la adozione, aumentandone le competenze e dando loro maggiore visibilità rispetto a quella che avrebbero nei canili sovraffollati.

La realtà degli stalli, però, spesso ha dinamiche molto diverse e può presentare varie criticità. Le competenze degli stallanti, il numero di Cani presenti e il tempo che trascorrono in stallo fanno la differenza tra una ottima esperienza formativa e l’ennesimo stress.

Crediti immagine: Depositphotos

all'articolo ha collaborato Lauretana Satta

» Leggi tutti gli articoli di Parliamo di Cani (#ParliamodiCani)

Sara De CristofaroSara De Cristofaro: educatore cinofilo esperto in recupero comportamentale, preparatore cani allerta diabete, massoterapista canino certificato e co-autrice con Lauretana Satta dei best-seller Senti chi Abbaia (2021) e Parola di Cane (2025) | Instagram
Condividi: