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Rinnovabili termiche, opportunità da non perdere

pubblicato il: - ultima modifica: 8 Ottobre 2020
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Foto di anncapictures da Pixabay

A Milano, nel corso della quarta conferenza nazionale sulle rinnovabili termiche, organizzata da Amici della Terra in collaborazione con CARTE (coordinamento della associazioni di impresa per le rinnovabili termiche e l’efficienza energetica), si è fatto il punto sulle rinnovabili termiche a quattro anni dalla Direttiva 2009/28/CE.

L’evento, che per la prima volta si è tenuto nel capoluogo lombardo, è nato nel 2010 in seguito all’emanazione della Direttiva 2009/28/CEE, ha voluto contribuire a promuovere e a valorizzare le tecnologie per consumi termici con ridotte o nulle emissioni di CO2 e con un elevato tasso di efficienza energetica.

Le rinnovabili termiche sono, nel nostro Paese, da sempre la cenerentola delle politiche energetico-ambientali, nonostante costituiscano una grande opportunità per uscire in modo virtuoso dalla grave situazione di crisi economica in cui ci troviamo.

“Fin dalla sua prima edizione” spiega Rosa Filippini, presidente di Amici della Terra “abbiamo messo in luce le dimensioni dei consumi termici che, ricordiamo, rappresentano il 45% dei consumi totali di energia e, di conseguenza, la grande importanza delle fonti rinnovabili che incidono su di essi ai fini del raggiungimento degli obiettivi europei al 2020”.

“Le rinnovabili termiche rappresentano un’opportunità perchè per la maggior parte sono già competitive e si sono affermate sul mercato senza incentivi, al contrario di quello che è accaduto per le rinnovabili elettriche. La loro diffusione dipende dalle scelte dei consumatori, famiglie e imprese, e non dalle aziende di produzione di energia come avviene nel settore elettrico”.

Gli impianti e gli apparecchi per l’utilizzo delle fonti rinnovabili termiche sono spesso realizzati in filiere produttive nazionali con beneficio diretto in termini di ricadute occupazionali e professionalità. Professionalità che si riflette anche su installatori-manutentori, presenti su tutto il territorio nazionale, che progettano l’installazione e assumono la responsabilità di ogni singolo impianto integrato in contesti diversi e specifici.

Nonostante questi elementi siano stati portati all’attenzione del dibattito pubblico, le potenzialità di penetrazione delle rinnovabili nei consumi termici sono state costantemente sottostimate dalle previsioni governative e le relative politiche di promozione sempre ritardate o subordinate rispetto a quelle per le rinnovabili elettriche.

La SEN, strategia energetica nazionale, approvata con decreto ministeriale dal Governo uscente, pur riconoscendo gli errori di valutazione compiuti dal Piano di Azione Nazionale (PAN) per le energie rinnovabili, non muta indirizzi e conferma le previsioni dei consumi di FER termiche per il 2020 a un valore di 11 Mtep.

Questo anche se i dati (rilevazioni 2012) dimostrano che è già stato raggiunto il 10% di penetrazione delle rinnovabili nei consumi di energia termica, previsto dal PAN per il 2015.

Nella conferenza di Milano è stato fatto il punto sulle rinnovabili termiche, il loro stato di attuazione e la loro adeguatezza, e sono state suggerite alcune misure su cui basare le linee strategiche per il futuro:

  • sviluppare i quadri conoscitivi e le statistiche sui consumi di rinnovabili termiche, per far emergere i consumi ancora non contabilizzati e per comprendere meglio il rilievo per l’economia nazionale delle diverse filiere tecnologiche
  • avviare delle azioni di informazione e comunicazione per famiglie e imprese al fine di promuovere e accelerare la diffusione delle rinnovabili termiche già competitive
  • rafforzare gli strumenti di regolazione come gli obblighi di integrazione delle rinnovabili negli edifici nuovi o ristrutturati, e monitorare l’effettivo rispetto degli obblighi da parte dei Comuni e delle Regioni
  • utilizzare le risorse disponibili per gli incentivi nei segmenti di mercato in cui le rinnovabili termiche non sono ancora competitive e per le tecnologie innovative in chiave di politica industriale

Inoltre, è essenziale stabilizzare il regime delle detrazioni fiscali per gli interventi sugli edifici esistenti e varare finalmente il fondo di garanzia per gli investimenti nello sviluppo delle reti di teleriscaldamento.

“Ulteriori elementi di riflessione” continua Rosa Filippini “riguardano le penalizzazioni del mercato delle rinnovabili termiche che hanno la loro radice nelle distorsioni del sistema di incentivazione delle rinnovabili elettriche. Vorrei solo citare come esempio la sovra-incentivazione delle biomasse legnose utilizzate per la produzione di sola elettricità senza recupero di calore, o il caro bolletta elettrica che ostacola la diffusione delle pompe di calore elettriche in segmenti di mercato importanti come quelli degli edifici abitativi esistenti. Tutti elementi che hanno limitato lo sviluppo che avrebbero dovuto o potuto avere le rinnovabili termiche”.

Questi ritardi e queste criticità rendono difficile uno sviluppo delle potenzialità delle rinnovabili termiche per il mercato italiano al 2020, che era stato stimato in circa 20 Mtep dagli Amici della Terra in collaborazione con le associazioni di settore.

Per ripartire con il piede giusto, occorre cambiare passo ed elaborare fin da ora una strategia di maggior respiro con un obiettivo di penetrazione per le FER termiche del 35 % al 2030.

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