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Rebuild, ricostruire il Paese, un edificio alla volta

pubblicato il: - ultima modifica: 6 Ottobre 2020
sostenibilità e green planner news
Foto di anncapictures da Pixabay

Le ricchezze e i risparmi del nostro Paese sono stati tradizionalmente investiti nel mattone: il patrimonio immobiliare delle famiglie italiane ammonta a 6.355 miliardi di euro, pari a 4,2 volte il PIL nazionale e rappresenta quindi uno dei principali asset nazionali.

Una risorsa che però sta perdendo valore: il nostro patrimonio immobiliare è il secondo più vecchio d’Europa. 2 miliardi di metri quadri, ovvero circa l’85% del totale, necessitano di interventi di riqualificazione.

Questi numeri però non rappresentano soltanto un freddo dato statistico: in queste cifre ci sono le case e, soprattutto, la sicurezza delle famiglie italiane.

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In queste cifre ci sono le città, simbolo della qualità di vita della penisola; ci sono i risparmi di una vita di molte famigle, fondamento dello sviluppo che in questi anni i lavoratori italiani sono stati in grado di conquistarsi.

Con la prima edizione di REbuild si è aperto un capitolo mettendo in chiaro alcune cose: non c’è più crescita per il mercato nazionale tradizionale delle costruzioni; la riduzione del consumo di suolo costituisce un vincolo inscindibile per la ripresa del settore; la frammentazione tra la filiera edile, finanziaria e tecnologica blocca nuove possibili strade; la redditività nella gestione dei patrimoni perde quota e i processi di valorizzazione sono difficilmente finanziabili con le vecchie prassi di mercato.

Nei mesi successivi la prima edizione di REbuild, si è potuto assistere a un’accelerazione e a una convergenza verso il tema della riqualificazione, non solo a livello italiano. Dall’Inghilterra alla Germania si stanno sviluppando strategie nazionali e strumenti dedicati.

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In Germania, per esempio, 1 euro investito in riqualificazione genera da 2 a 5 euro di gettito fiscale derivato principalmente da nuova occupazione. Alcune di queste esperienze sono ormai note e largamente testate. Il patrimonio immobiliare, se riqualificato, può contribuire alla crescita del Paese, anziché essere solo oggetto di tassazioni.

Per questo la seconda edizione di REbuild vuole spostare ancora di più l’attenzione sul fare. Le buone pratiche presentate a Riva del Garda durante l’appuntamento dell’anno passato ne hanno dimostrato la fattibilità in termini di mercato: anche le idee più complesse si possono realizzare.

Ecco perché la nuova edizione di REbuild sarà l’occasione di incontrare operatori che vogliono mettere in campo approcci pioneristici al mercato.

Non un incontro “da fiera”, con qualche battuta e troppe business card: l’evento è limitato a 500 partecipanti. Pragmaticità e fattibilità sono le linee guida per l’organizzazione della convention.

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