Home News Patto per il lavoro UECOOP e Regione Lombardia per favorire l’impiego

Patto per il lavoro UECOOP e Regione Lombardia per favorire l’impiego

pubblicato il:

Patto per il lavoro, una speranza in più per disoccupati, donne e persone senza un diploma di scuola superiore grazie all’accordo siglato da UECOOP con la Regione Lombardia. Il protocollo di intesa è stato firmato a Brescia presso la Sala Conferenze del Museo di Santa Giulia, in occasione della prima tappa del Lombardia Expo Tour.

A livello provinciale, spiega UECOOP, il lavoro offerto dalle cooperative sociali in Lombardia è così distribuito: 5.357 occupati a Varese, 3.881 a Como, 1.297 a Sondrio, 20.425 a Milano, 11.847 a Bergamo, 10.211 a Brescia, 4.441 a Pavia, 2.227 a Cremona, 2.950 a Mantova, 1.611 a Lecco, 1.309 a Lodi, e 4.682 a Monza e Brianza.

Il protocollo di intesa prevede un primo periodo di sperimentazione legato ai servizi richiesti da Regione Lombardia da monitorare attraverso Piani Operativi e la promozione di progetti volti alla definizione di nuove categorie di persone svantaggiate inseribili nelle cooperative di tipo B, estendendo così la possibilità di lavoro a donne, disoccupati e persone con bassi livelli di istruzione (con riferimento a quanto stabilito dal Regolamento CE 800/2008 e dal DM del 20 marzo 2013).

“Le cooperative sociali” spiega Paola Pozzi, responsabile lombarda di UECOOP “sono 1.700, danno già lavoro a oltre 70mila persone e rappresentano il 15 percento di tutto il sistema cooperativo regionale. Con questo accordo puntiamo a sostenere le fasce sociali più svantaggiate, aumentando il coinvolgimento delle cooperative sociali nelle procedure di affidamento di lavori, servizi e forniture, anche in vista di Expo 2015, promuovendo ed estendendo l’applicazione dei contenuti del protocollo anche agli enti locali”.

““La crisi” conclude la responsabile regionale di UECOOP “ha cambiato profondamente la struttura del bisogno nella nostra società e questo lo vediamo anche dal fatto che sempre più spesso, presso le nostre cooperative, si presentano persone disoccupate da diversi mesi e giovani che magari hanno deciso di non proseguire gli studi o di abbandonarli. La condizione delle donne soffre poi sia sul fronte della carenza di lavoro causata dalla recessione sia su quello di una generale tendenza a impiegare meno le donne rispetto agli uomini. Per questo il protocollo firmato con la Regione Lombardia è un contributo all’inversione di questa tendenza”.

Condividi: