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Progettare e costruire l’efficienza energetica: le pompe di calore

pubblicato il: - ultima modifica: 5 Agosto 2020
convegno pompe di calore

convegno pompe di caloreSi è tenuto lunedì 20 ottobre nella sede di Confartigianato Bergamo un convegno rivolto al settore dell’impiantistica, organizzato nell’ambito della sesta edizione della Settimana per l’Energia, intitolato Progettare e costruire l’efficienza energetica: le pompe di calore.

A introdurre i lavori Giacinto Giambellini, capo Area Impiantistica e vicepresidente di Confartigianato Bergamo che ha portato i saluti del presidente Angelo Carrara e ha sottolineato l’importanza, soprattutto in questi ultimi anni, dell’efficienza energetica, finalizzata a limitare gli impatti sull’ambiente. Per questo motivo oggi è importante istruire i giovani al vero mercato del futuro.

La parola è passata quindi a Claudio Fiorendi, presidente del C.A.I.B., il Consorzio Artigiani Installatori Idraulici Bergamaschi; poi a Giuseppe Franchini, professore del Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi di Bergamo, e infine a Simona Leggeri, vicepresidente Ance Bergamo.

Claudio Fiorendi ha spiegato come talvolta negli ambienti in cui viviamo manchi totalmente il comfort di climatizzazione. Pertanto, per risolvere le problematiche che continuano a sorgere dalle installazioni delle pompe di calore, che usano parte delle energie rinnovabili, il C.A.I.B. ha deciso di avviare una collaborazione con l’Università di Bergamo e, attraverso una sorta di gioco che ha permesso di misurare il calcolo variabile, si è riusciti insieme a ottenere risultati positivi e a condividere i giusti strumenti. È fondamentale, ha ribadito il presidente del Consorzio, che ci sia sinergia tra chi progetta e chi costruisce.

Subito dopo è seguito l’intervento di Giuseppe Franchini, professore del Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi di Bergamo, esperto di tecnologie ed energie rinnovabili con attività di ricerca, che, dopo una breve descrizione del funzionamento delle pompe di calore, ha illustrato ai partecipanti i veri e propri risultati della collaborazione, iniziata un anno fa, tra l’Università e il Consorzio.

“L’obiettivo della collaborazione” ha chiarito il professore “è stato quello di creare e mettere a disposizione uno strumento che eliminasse tutti gli elementi di incertezza derivanti dall’installazione di impianti complessi, costituiti da un ciclo termodinamico e da diverse componenti, e che quindi necessitano di una conoscenza approfondita. Con il software che abbiamo a disposizione è stato possibile rimuovere o almeno ridurre gli elementi di incertezza relativi alla progettazione, all’installazione e alla gestione di un impianto di climatizzazione a pompa di calore. Tutti devono mettere a disposizione di tutti i propri know-how per riuscire, insieme, a risolvere dubbi e problematiche”.

Le fasi del progetto sono state: la selezione di produttori e dei modelli di macchine; il sopralluogo presso camere di prova, l’accesso ai dati e la verifica delle prestazioni; lo sviluppo di un modello di calcolo con mappe di prestazioni reali e le simulazioni dinamiche di vari casi. Grazie al software utilizzato è stato possibile rimuovere gli elementi di incertezza relativi a: l’involucro (il reale fabbisogno, indipendente dalla classe energetica, è un dato essenziale per confezionare sull’edificio la taglia ottimale di impianto); l’off-design della macchina (la pompa di calore lavora per la maggior parte del tempo in condizioni fuori-progetto); la regolazione dell’impianto (accumuli, gestione del carico parziale, set-point delle temperature che impattano sulla prestazione dell’impianto); e la reversibilità caldo/freddo (una macchina ben dimensionata sull’heating non necessariamente lo è anche sul cooling).

Ha terminato i lavori Simona Leggeri, che ha confermato il valore della collaborazione per evitare disguidi. “Senza sinergia non si può costruire la casa del futuro; le normative cambiano molto velocemente, e così anche il settore dell’edilizia che si deve adeguare e di conseguenza anche i progettisti. Molti produttori, spesso, per rincorrere il mercato migliorano le macchine ma non hanno tempo per vagliarle nel modo adeguato, perciò non funzionano in tutti i casi, ma solo in parte. È giusto informarsi sulle nuove normative e sui continui cambiamenti, ma è altrettanto opportuno imparare a collaborare e a condividere le conoscenze perché la performance di una macchina può non essere quella descritta nelle schede iniziali”.

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