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Turismo Green, sinonimo di qualità ed eccellenza italiana

città: Milano - pubblicato il: - ultima modifica: 24 Gennaio 2019
turismo green

Massimiliano Vavassori, direttore del Centro studi Touring Club, in occasione del convegno nazionale Ecosostenibilità: vantaggi per alberghi e turismo pone l’accento sul nesso ormai imprescindibile tra turismo green e ospitalità in un Paese come l’Italia dove è necessario puntare sulla qualità piuttosto che entrare nel circuito vizioso del prezzo più basso.

Nel nostro Paese sono 98 milioni gli arrivi e 360 milioni le presenze ufficiali, dati che nella realtà si stimano essere almeno il doppio. L’11% della popolazione attiva è impiegata nel comparto turistico; è quindi importante interrogarsi sul futuro di questo settore in ottica di sostenibilità ambientale.

L’aumento del turismo straniero, particolarmente attento alla qualità e al green, pone una questione che va assolutamente affrontata, ossia quella dell’incremento di strutture ricettive certificate e della relative comunicazione.

I marchi ambientali di prodotto sono ben oltre 600 e, come sottolinea Walter Bertozzi di Certiquality, servono adeguate competenze per sapersi districare nella scelta.

Ecowordhotel è la prima certificazione, con progetto totalmente italiano, che certifica hotel green secondo un numero elevato e severo di parametri cui segue una rigida valutazione da parte di un verificatore a sua volta certificato.

L’importanza della comunicazione è stata ben colta da Ecoworldhotel che ha individuato una modalità di facile riconoscibilità della qualità, in termini ambientali, della struttura alberghiera con l’assegnazione di un numero di eco-foglie che va da 1 a 5 in base a quanto l’hotel rispetta i parametri richiesti dalla certificazione.

Uno dei criteri adottati per la valutazione è anche la capacità di comunicare le proprie scelte e azioni a favore dell’ambiente.

Un elemento da rilevare e su cui riflettere, proprio in tema di comunicazione, è il fatto che il 51% delle aziende dichiara di volersi certificare per motivi di marketing e comunicazione, ma paradossalmente dopo aver ottenuto il tanto sudato bollino non sa come comunicare all’esterno il traguardo raggiunto (dati Osservatorio Green Economy Università Bocconi).

Un ulteriore conferma di quanto le strutture green siano sempre più ricercate, è il fatto che TripAdvisor, il primo motore di ricerca di strutture turistiche nel mondo, abbia creato Ecoleader, progetto volto a dare una chiara riconoscibilità alle strutture ecosostenibili.

La ricerca e scelta di hotel eco-sostenibili non è legata soltanto al turismo, si pensi che sono in crescita le aziende che scelgono di essere attente all’ambiente e di redigere un bilancio ambientale. Gucci, per esempio, investe oltre un milione di euro in spostamenti del suo personale e sceglie solo hotel eco-sostenibili che abbiano credenziali riconosciute, inserendo tale scelta nel suo stesso bilancio ambientale.

Massimiliano Gini, del Centro studi turistici di Firenze, sposta il focus dalle strutture ricettive ai territori appuntando che un eco-hotel da solo non qualifica una destinazione come green, infatti i turisti scelgono prima il luogo dove andare e poi cercano la struttura dove pernottare.

Allo scopo di valutare la qualità dell’accoglienza sul territorio e la capacità di sviluppare il mercato turistico anche in chiave di sostenbilità ambientale, infatti, sono stati istituiti gli OTD (Osservatori Turistici di Destinazione) fondamentali per raggiungere tale scopo e attraverso i quali si deve attuare un confronto costruttivo fra tutti gli stakeholder.

Giuseppe Ciolo di Promasa, azienda spagnola citata come esempio perché, oltre a effettuare promotion e incentive sulla richiesta di strutture green, ha stipulato una convenzione con Ecowordhotel perché sono i suoi clienti a volere strutture green, svela un aspetto del turismo green ancora poco conosciuto quale leva di marketing nel settore promotion e incentive.

Alla voce viaggi quelli che si stanno affermando negli ultimi cataloghi sono i green hotel. L’azienda che li inserisce nel suo catalogo lo fa per dare un valore aggiunto che viene percepito come prodotto di qualità superiore. Tutti possono creare un green hotel?

A questa domanda risponde il direttore dell’Hotel Milano Scala. In pieno centro di Milano, una sfida vinta per il direttore bolzanino Maurizio Faroldi. Dei 4.800 mq del vecchio edificio ottocentesco è stata mantenuta solo la facciata, tutto il resto è stato ricostruito in ottica ecosostenibile.

Per esempio sfruttando i canali d’acqua sotterranei di Milano con un pozzo che gli consente un risparmio energetico fino al 60% e i prodotti arrivano dal parco del Ticino o addirittura dal loro tetto dove in 24 vasche è stato creato un orto che di fatto consente di avere materie prime a passo zero, non si può parlare di km zero dato che si tratta davvero di pochi metri.

Questo splendido hotel 4 stelle è a zero emission e vanta anche il giardino verticale più alto di Milano con 60 gelsomini che durante il periodo di fioritura regalano agli ospiti una aromaterapia green davvero unica.

L’Hotel Milano Scala è un boutique hotel che incarna l’esempio concreto di come il green sia sinonimo di business e che in ambito turistico è ormai superata l’immagine del turismo green ed ecosostenibile con una baita in un prato. La vera sfida è applicarlo nelle metropoli e questa è la conferma che è possibile.

L’articolo è stato realizzato da Ada Rosa Balzan, docente nei master e coordinatrice scientifica per l’anno 2015 del Master in Turismo Sostenibile e Brand del Territorio organizzati da ASA, l’Alta Scuola per l’Ambiente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e titolare dell’agenzia di marketing AdaRosaBalzan.

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